"LE DONNE afghane si somigliano tutte, nei
bazar, nelle strade polverose delle città e dei
villaggi, nei giardini cintati delle case private.
Il chador delle donne afghane è grigio o azzurro.
Dall’orlo sbucano le punte ricurve delle ciabatte
indossate dalle contadine, i tacchi consumati
delle donne povere, i sandali di velluto ricamati
delle signore. Ma io vorrei vedere un
volto, occhi vivaci, una bella bocca, un sorriso…".
Sono parole di Annemarie Schwarzenbach, donna fuori dagli schemi, grande viaggiatrice, fotografa, giornalista e scrittrice che alla fine degli anni Trenta attraversa, in compagnia dell’amica Ella Maillart, l’Afghanistan. Sessantacinque anni dopo, nel 2005 le donne afghane sfoderano quel sorriso entrando in Parlamento con una rappresentanza del 28 per cento, tre punti in più rispetto alla quota minima del 25 per cento garantita dalla costituzione. Ma che paese è oggi l’Afghanistan? Prova a spiegarcelo in un interessante reportage per National Geographic Adventure, Diego Bunuel, giornalista e nipote del celebre regista.
Stato "provvisorio", politicamente fragile, devastato dalle guerre e dall’imperversare dei signori della guerra, l’Afghanistan è uno fra i paesi tra i più poveri del pianeta. Crocevia tra Oriente e Occidente, mosaico di etnie Pashtun, Tagiki, Hazara, Uzbeki, Aimak, Turkmeni, Baluchi, dopo l’invasione dei sovietici, l’ascesa e la caduta dei talebani e l’intervento Onu, l’Afghanistan vive oggi un complesso periodo di transizione.
Il Paese asiatico è costretto a conquistarsi, giorno dopo giorno, un passaggio complesso alla pace e alla modernità, tra signori della guerra, incursioni di al Qaeda, enclave talebane, le più estese coltivazioni di oppio del mondo, i servizi segreti pakistani, gli interessi occulti cinesi, la presenza esibita americana, le missioni di pace dei paesi Nato.
NON DIRE A MIA MADRE CHE… SONO IN AFGHANISTAN
National Geographic Adventure
di Diego Bunuel
Mercoledì 12 dicembre
Sono parole di Annemarie Schwarzenbach, donna fuori dagli schemi, grande viaggiatrice, fotografa, giornalista e scrittrice che alla fine degli anni Trenta attraversa, in compagnia dell’amica Ella Maillart, l’Afghanistan. Sessantacinque anni dopo, nel 2005 le donne afghane sfoderano quel sorriso entrando in Parlamento con una rappresentanza del 28 per cento, tre punti in più rispetto alla quota minima del 25 per cento garantita dalla costituzione. Ma che paese è oggi l’Afghanistan? Prova a spiegarcelo in un interessante reportage per National Geographic Adventure, Diego Bunuel, giornalista e nipote del celebre regista.
Stato "provvisorio", politicamente fragile, devastato dalle guerre e dall’imperversare dei signori della guerra, l’Afghanistan è uno fra i paesi tra i più poveri del pianeta. Crocevia tra Oriente e Occidente, mosaico di etnie Pashtun, Tagiki, Hazara, Uzbeki, Aimak, Turkmeni, Baluchi, dopo l’invasione dei sovietici, l’ascesa e la caduta dei talebani e l’intervento Onu, l’Afghanistan vive oggi un complesso periodo di transizione.
Il Paese asiatico è costretto a conquistarsi, giorno dopo giorno, un passaggio complesso alla pace e alla modernità, tra signori della guerra, incursioni di al Qaeda, enclave talebane, le più estese coltivazioni di oppio del mondo, i servizi segreti pakistani, gli interessi occulti cinesi, la presenza esibita americana, le missioni di pace dei paesi Nato.
NON DIRE A MIA MADRE CHE… SONO IN AFGHANISTAN
National Geographic Adventure
di Diego Bunuel
Mercoledì 12 dicembre