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Lo sciopero dei carcerati

Cronaca di una protesta contro l'ergastolo. Che contraddice la funzione che la legge assegna al carcere. Quella di rieducare chi sbaglia. I Viaggi

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"01/12/2007, visita medica, peso 81,800, morale alle stelle, quando lotto mi sento bene, mi sento libero. Quasi tutto il carcere sta aderendo allo sciopero della fame per l’abolizione dell’ergastolo". Ci stanno scioperi che fermano il paese. Quello dei camionisti ha fatto rimanere tutti senza benzina. I coatti col gippòne e le casalinghe con la cinquecento in fila davanti a un distributore elemosinando una spremuta di petrolio. Ma altri scioperi interessano solo quelli che lo stanno facendo (quasi 800 ergastolani), un po' di parenti (più di 8.000) e qualcun'altro che ci si trova in mezzo perché lo sa da sempre o perché, come è successo a me, l’hanno avvertito prima di una replica del suo spettacolo a La Spezia in una sera che faceva freddo.

"03/12/07, peso 79,200. Lo zio Totò che ha 74 anni ed è malato di diabete mi ha detto: - Carmelo questo è il terzo giorno, domani smetto perché non ce la faccio più. Sulla nostra lotta è uscito solo qualche articolo su Liberazione, Manifesto, Repubblica e qualche giornale locale”.Qualcuno ne parla. Oggi un tg nazionale ha aperto con le notizie sul freddo. Inquadratura sul pupazzo di neve. E gli ergastolani? Stanno in galera a perdere peso. Ne parleremo quando saranno anoressici come fotomodelle.

"04/12/07, peso: 78,400. In questo momento potrebbe venire in cella la più bella donna del mondo ma non avrei la forza di farci nulla. Cazzate! Io anche in quel punto di morte preferirei una donna che una bistecca perché al limite mi addormenterei sul suo seno". All'Onu si approva la moratoria sulla pena di morte. Ma intanto nell’Italia che ha inventato la mafia e la camorra si da la caccia al rumeno e si chiedono leggi speciali per la sicurezza.

"08/12/07, peso: 75,900. Mi sono arrivate lettere dagli altri carceri. "A Catanzaro l’adesione è totale". "Un calabrese ha detto che se non può uscire da vivo, vuol dire che uscirà da morto". «Qua siamo in quattro, due continueranno fino all’estremo, dopodiché si fermano e iniziano gli altri due per altri 20 giorni, nel frattempo altri due hanno il tempo di recuperare e ridanno il cambio ai loro compagni... ". Quest'ultima lettera di Alfredo dal carcere di Livorno mi ha fatto capire che anche se non riusciremo ad abolire l’ergastolo siamo riusciti a fare pensare gli ergastolani e questo per l’istituzione carceraria è ancora più pericoloso". La funzione del carcere è la rieducazione. Lo dice la legge. Ma l’esistenza stessa dell’ergastolo dimostra che è una curiosa menzogna. Come il manicomio che guarisce i matti con la corrente elettrica, il fuoco che brucia le donne per combattere il demonio ai tempi dell’inquisizione, i sacrifici umani per ingraziarsi gli dei. Il carcere è un assassinio di stato. Toglie di mezzo una parte della cittadinanza. Ammazza una persona per sei mesi, per un anno, per dieci anni o per tutta la vita. L'ammazza fino a quando nella sua cella-anticamera-della-tomba muore davvero e passa da una bara in cemento a una bara di legno. Viene promosso. "Pensa se moriamo. T'immagini come si incazzano gli altri detenuti che ci vedono uscire prima di loro? In bocca al lupo da Carmelo Musumeci, carcere di Spoleto”.