Le foto di Chianalea, antico borgo di Scilla, fanno il giro del mondo sui siti internet e sono finite sulle guide turistiche che annoverano i borghi più belli d’Italia. Il suo fascino è unico, che da sempre strega i suoi visitatori, molti dei quali probabilmente colpiti dalla sua bellezza, dopo essere apparsa in brevi flash pubblicitari sugli schermi, sferzata dal mare e con un pronunciato appeal poetico, sottolineato da un brano musicale adeguato.
Il caratteristico borgo dei pescatori di Scilla appare così, tanto pittoresco alla vista, quanto denso di un intenso profumo del mare, che s’infrange sulla sua riva, a ridosso delle barche tirate a secco. Le case sono protette da una coltre di scogli che, specie d’inverno, sopportano i frequenti momenti di furia del mare. Ci sono le caratteristiche arcate che uniscono molte abitazioni, col risultato di formare angoli incantevoli. Gli edifici meglio conservati sono il Palazzo Scategna, del ‘400, Palazzo Giordani, costruito nel 1543, casa Ruffo del ‘300 , Fontana Ruffo, Villa Zagari e la Chiesa di San Giuseppe Chianalea.
Scilla si estende lungo la costa della Calabria tra il Tirreno e le pendici dell'Aspromonte. È un borgo di pescatori, dall’aspetto tutt’altro che oleografico, per niente depliant-turistico. Al contrario, la sua vivacità ha molto a che fare con l’intensa attività legata alla pesca. Tra le viuzze del borgo ci sono i pescatori che costruiscono o riparano le reti, aggiustano le barche, oppure si preparano a partire per una nottata in mare. Quando il mare si fa sentire riesce anche a farsi vedere nelle abitazioni, in certi periodi dell’anno quotidianamente esposte all'urto delle acque. Da non perdere assolutamente è il Palazzo Scategna, che si trova sullo "Scaro Alaggio", cioè dove i pescatori ancorano le proprie barche per tenerle a riparo dalle onde.
A poca distanza, c’è Villa Zagari, del 1933. Le fontane antichissime, sparse tra le piazze, ognuna con la propria storia e le rocce che fronteggiano continuamente il mare, fanno di Chianalea un luogo di struggente bellezza, dominato dallo “sguardo” austero del Castello dei Ruffo, sulla rocca che è la stessa del mostro omerico. Una costruzione nata ad esclusivo scopo militare, e poi riadattato ad uso residenziale dai Ruffo che, nel 1532, subentrò nel feudo di Scilla ai precedenti signori. Dal Castello c’è una veduta mozzafiato che comprende le isole Eolie e la costa siciliana.
Il caratteristico borgo dei pescatori di Scilla appare così, tanto pittoresco alla vista, quanto denso di un intenso profumo del mare, che s’infrange sulla sua riva, a ridosso delle barche tirate a secco. Le case sono protette da una coltre di scogli che, specie d’inverno, sopportano i frequenti momenti di furia del mare. Ci sono le caratteristiche arcate che uniscono molte abitazioni, col risultato di formare angoli incantevoli. Gli edifici meglio conservati sono il Palazzo Scategna, del ‘400, Palazzo Giordani, costruito nel 1543, casa Ruffo del ‘300 , Fontana Ruffo, Villa Zagari e la Chiesa di San Giuseppe Chianalea.
Scilla si estende lungo la costa della Calabria tra il Tirreno e le pendici dell'Aspromonte. È un borgo di pescatori, dall’aspetto tutt’altro che oleografico, per niente depliant-turistico. Al contrario, la sua vivacità ha molto a che fare con l’intensa attività legata alla pesca. Tra le viuzze del borgo ci sono i pescatori che costruiscono o riparano le reti, aggiustano le barche, oppure si preparano a partire per una nottata in mare. Quando il mare si fa sentire riesce anche a farsi vedere nelle abitazioni, in certi periodi dell’anno quotidianamente esposte all'urto delle acque. Da non perdere assolutamente è il Palazzo Scategna, che si trova sullo "Scaro Alaggio", cioè dove i pescatori ancorano le proprie barche per tenerle a riparo dalle onde.
A poca distanza, c’è Villa Zagari, del 1933. Le fontane antichissime, sparse tra le piazze, ognuna con la propria storia e le rocce che fronteggiano continuamente il mare, fanno di Chianalea un luogo di struggente bellezza, dominato dallo “sguardo” austero del Castello dei Ruffo, sulla rocca che è la stessa del mostro omerico. Una costruzione nata ad esclusivo scopo militare, e poi riadattato ad uso residenziale dai Ruffo che, nel 1532, subentrò nel feudo di Scilla ai precedenti signori. Dal Castello c’è una veduta mozzafiato che comprende le isole Eolie e la costa siciliana.