Viaggi

Firenze

Il tesoro degli imperatori

In mostra a Palazzo Strozzi, oltre 200 capolavori, tra sculture, argenti e affreschi del Rinascimento cinese. Dal 7 marzo all'8 giugno

3 minuti di lettura
Oltre duecento capolavori per testimoniare il fasto e il cosmopolitismo delle corti imperiali cinesi dall’epoca Han fino all’impero Tang: dal 7 marzo all'8 giugno sbarcano a Firenze i capolavori del Rinascimento cinese.

La mostra “Cina: alla corte degli imperatori. Capolavori mai visti dalla tradizione Han all’eleganza Tang” porta in Europa per la prima volta i capolavori dell’Età dell’oro cinese. L’esposizione, che si tiene a Palazzo Strozzi, vuole celebrare il Rinascimento della cultura cinese e la gloriosa dinastia Tang che, nel VII secolo d.C, consolidò e rinnovò il gigantesco impero cinese, recentemente riunificato, inaugurando un’epoca comunemente definita “Età dell’oro”, uno dei momenti di massimo sviluppo artistico, sociale, economico e culturale nella storia del Paese di Mezzo.

La mostra porta il visitatore alla corte degli imperatori a Chang’an (l’odierna Xi’an, all’epoca la città più grande del mondo con oltre 2 milioni di abitanti), terminale orientale della Via della Seta - la via commerciale che collegava l’Estremo Oriente al Mediterraneo attraverso l’Asia Centrale e la Persia - lungo la quale assieme alle merci affluivano nella capitale Chang’an genti di paesi, razze e religioni diverse con le loro credenze, usanze e costumi che si diffusero nella società cinese, divenendone parte integrante e dando vita soprattutto nell’arte a un linguaggio fra i più significativi e innovativi nella storia della Cina. Splendidi affreschi, spettacolari sculture di pietra, squisiti manufatti d’oro e d’argento, raffinatissimi gioielli, vivaci statue di terracotta e vetri esotici ci conducono alla scoperta di questo nuovo linguaggio.

La mostra di Palazzo Strozzi esamina il periodo che si estende dalla dinastia Han Orientale (25-220) e quella Tang (618-907), durante il quale la civiltà cinese fu completamente trasformata. Nel 220 d.C. il grande impero Han, sotto la cui egida si era concluso il lungo processo di formazione della civiltà cinese, crollò lacerato da violente lotte per il potere. Nei secoli seguenti (il medioevo cinese), la Cina rimase politicamente divisa, con il sud dominato da dinastie indigene e il nord occupato da popolazioni straniere, fino al 589, quando la dinastia Sui (581-618) riunificò i territori cinesi e pose le basi per lo sviluppo di un grande e rinnovato impero. Questo fu ereditato dalla successiva dinastia Tang (618-907) che inaugurò un’epoca gloriosa, non a caso definita “Età dell’oro”, durante la quale la Cina divenne il centro culturale dell’Asia Orientale con echi che raggiunsero addirittura il Mediterraneo.

L’esposizione inizia con alcune importanti opere del periodo Han Orientale (23 - 220 d.C.) tra cui la processione di bronzo di carri, cavalli e soldati, rinvenuta nella tomba di Leitai a Wuwei, nel Gansu.

Una sezione significativa della mostra è dedicata all’arte buddhista. Le 27 imponenti sculture presenti in mostra (alcune alte più di due metri e mai uscite dalla Cina), databili dalla fine del V al IX secolo, provenienti da siti importanti, quali le grotte di Maijishan nella provincia del Gansu, i templi rupestri di Longmen e dal tempio di Dahai nello Henan, o da quello esoterico di Anguo nello Shaanxi, narrano l’evoluzione della scultura buddhista cinese.

La mostra dedica poi uno spazio significativo all’opulenza della corte Tang: è in questo periodo, infatti, che argentieri e orafi Tang raggiungono ineguagliati livelli di raffinatezza, come mostra il corredo ritrovato nella cripta della Pagoda di Famensi, in parte ricostruito in mostra, o lo stupendo tesoro rinvenuto nei pressi di Zhenjiang, nel Jiangsu. Stessa straordinaria maestria si ritrova nelle sculture di terracotta, invetriate o dipinte, create per accompagnare i defunti nell’ultimo viaggio e ritrovate intatte a centinaia nelle tombe della nobiltà Tang. Fra queste, in mostra, sculture raffiguranti uomini provenienti da diverse parti del mondo con abiti e cappelli caratteristici, grandi nasi e barbe lunghe, spesso accompagnati da magnifici cavalli e imponenti cammelli. Queste raccontano della vita fastosa dei nobili, caratterizzata dal cosmopolitismo, dal gusto per l'esotico e dalla ricerca dello svago, a cui l'aristocrazia sembrava non voler rinunciare nemmeno nell'aldilà. Le dame sono particolarmente attraenti nei loro abiti di foggia straniera e con le loro acconciature appariscenti; alcune sono addirittura ritratte a cavallo o vestite da uomo, a dimostrazione della libertà di cui godevano le donne in quell’epoca. La grande attrazione saranno, per finire, 4 straordinari affreschi di epoca Tang e 4 dipinti su pietra, alcuni di recentissima scoperta e ancora in fase di restauro, che insistono su diversi aspetti del costume nella società cinese di quel periodo: l’importanza degli stranieri nel mondo politico, la moda femminile, la complessità estrema delle acconciature, mettendo sempre in evidenza il linguaggio delicato e pieno di sentimento della ritrattistica Tang.

APPUNTAMENTO: mostra "Cina: alla corte degli imperatori. Capolavori mai visti dalla tradizione Han all’eleganza Tang"
DOVE: Firenze, Palazzo Strozzi
QUANDO: dal 7 marzo all’8 giugno
INFO: 055 2645155. IL SITO