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Budapest

Dove abitava Sissi

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A Budapest la nostalgia resiste al nuovo che incalza, per far rivivere l’antica magia dell'epoca asburgica. Il quartiere medievale sulla collina di Buda è stato riportato all'antico splendore: tutto, o quasi, è come ai tempi in cui Francesco Giuseppe ed Elisabetta d'Austria, universalmente nota come Sissi, regnavano sull'Ungheria e risiedevano nel Palazzo Reale. «Sissi non abita più qui - dice scherzando la bionda “fiaker” che conduce la carrozza a cavalli per turisti lungo le stradine in acciottolato del Castello - ma se dovesse tornare non avrebbe nessuna difficoltà a orientarsi nella Budapest di oggi».

Come tutti gli ungheresi, anche la giovane conducente di carrozze ha un'autentica venerazione per la «dolce principessa», considerata la donna più bella dell'Ottocento e diventata un'icona del suo tempo, il cui mito è più vivo che mai. Lo scorso 2007 è stato proclamato l'anno di Sissi, proprio per celebrare ben tre anniversari legati alla principessa amante della vita all'aria aperta, dell'equitazione e dei viaggi: i 170 anni dalla nascita di Sissi, il 150° anniversario della sua prima visita in Ungheria e i 140 anni dall’incoronazione avvenuta a Buda. Per l'occasione è stato messo a punto un fitto cartellone di mostre, conferenze, concerti, gare d’equitazione.

Centro dei numerosi eventi e festeggiamenti è il castello reale di Gödöllœ, il più grande e sontuoso complesso barocco dell'Ungheria, dono d'incoronazione del popolo ungherese ai sovrani d'Asburgo. Costruita nel ‘700 dal conte Antal Grassalkovich, insigne esponente della nobiltà magiara, la "Versailles ungherese" era la residenza preferita di Sissi. Gravemente danneggiata durante la seconda guerra mondiale, è stata restaurata e aperta al pubblico soltanto una decina di anni fa. «A partire dal 1867 - spiega la guida del Castello - i sovrani vi trascorrono diversi mesi ogni anno, soprattutto a primavera e in autunno. Gödöllœ diviene il rifugio preferito di Sissi. Qui, diversamente che a Vienna, la regina può condurre una vita quasi spensierata, come da bambina nella sua Baviera: respira la libertà, fa lunghe passeggiate a piedi, in carrozza o a cavallo, organizza gare di equitazione. Va e viene come e quando vuole». Al primo piano, gli appartamenti reali rivelano non solo lo stile di vita quotidiano della famiglia regnante, ma anche aspetti meno noti della complessa personalità di Sissi.

Sulla tappezzeria di seta viola, il suo colore preferito, accanto ai ritratti di Elisabetta (rappresentata anche a cavallo, sport per il quale nutriva una vera passione) risaltano quelli del consorte Francesco Giuseppe, della madre Ludovika, dei figli Gizella, Rudolph e Maria Valeria, nonché vedute dei luoghi cari della giovinezza in Baviera. Nello Scriptorium, dove era solita trascorrere lunghe giornate dedicandosi allo studio della lingua e della storia ungheresi, ci sono ancora i libri degli scrittori più amati, Sándor Petœfi, József Eötvös e Mihály Horváth. Mentre nella sala da pranzo la tavola è apparecchiata come se la famiglia reale dovesse giungere da un momento all'altro, naturalmente con un servizio di finissima porcellana di Herend decorato con il cosiddetto motivo-Gödöllœ d'ispirazione orientale che in onore di Sissi viene ancora prodotto dalla celebre manifattura magiara.

Volendo, se ne può acquistare uno identico nel negozio Herend di viale Andrassy, l'elegante via dello shopping nel centro di Budapest, dove si trova anche il Teatro dell'Opera costruito proprio sotto il regno austro-ungarico e frequentato abitualmente dalla regina e dalla corte. Da qui si può partire per un itinerario alla scoperta dell'anima asburgica di Budapest, o almeno di ciò che ne resta. Bisogna però salire sulla collina di Buda per giungere al luogo da cui ebbe inizio l'irresistibile ascesa di Sissi nel cuore del popolo magiaro: la Chiesa di Mattia che svetta con le sue guglie neogotiche sul quartiere del Castello.

È nella cornice da favola della cattedrale, cui monta la guardia la statua equestre di Santo Stefano, che nel 1867 Francesco Giuseppe ed Elisabetta vengono incoronati re e regina d'Ungheria. La coppia si stabilisce nel vicino Palazzo Reale, ampliato e ammobiliato senza badare a spese per diventare la residenza ufficiale degli Asburgo durante i loro soggiorni ungheresi. Memorie asburgiche emergono pertanto anche nei quartieri centrali di Pest, dove si restaurano i palazzi della Belle Epoque e si tirano a lucido i caffè letterari e le pasticcerie old style che sono una sorta di marchio di fabbrica della Mitteleuropa. Tra tutti, il più celebre è il leggendario Café New York, a fine Ottocento ritrovo d'elezione dei protagonisti della letteratura e dell'arte magiara, tanto che ai suoi tavoli si stabilì anche la redazione della rivista letteraria l'Ovest. Si racconta che Ferenc Molnar, autore de I Ragazzi della Via Paal , ne avesse addirittura gettato le chiavi nel Danubio per essere sicuro che non chiudesse mai. E così è stato per oltre un secolo, fino a quando, nel 2001, è stato avviato un accurato restauro che ha restituito al locale l'originaria magnificenza. I soffitti affrescati, le decorazioni Jugendstil, i marmi, i bronzi e i broccati sono tornati a splendere alla luce dei lampadari di cristallo e l'anno scorso lo storico caffè letterario ha riaperto i battenti più splendido e sfarzoso di prima.

Sebbene nella Belle Epoque fosse noto come «il caffè più bello del mondo», probabilmente Sissi non mise mai piede al New York. Del resto, sono ben pochi i locali cittadini che possono vantarsi di aver avuto l'onore di una visita della regina. Eccezione che conferma la regola è la storica pasticceria Gerbeaud di piazza Vörösmarty che del periodo asburgico conserva arredi, atmosfere, nonché le ricette dei dolci più in voga del tempo. Degna di una regina è la celebre torta Dobos: cinque strati di pan di Spagna e crema al cioccolato guarnita da uno strato di caramello, sfornata immancabilmente ogni mattina da oltre un secolo e che, manco a dirlo, era la preferita di Sissi.