Viaggi

Pordenone

La storia della città

La vocazione di porto fluviale le conferì un'importanza strategica. Conquistata prima dagli Asburgo, poi dalla Repubblica di Venezia, oggi è un colosso europeo nel campo degli elettrodomestici

2 minuti di lettura
I suoi cinquantamila e rotti abitanti, il capoluogo dell'omonima provincia di Pordenone se li è “guadagnati” anche inglobando come quartieri, dal secondo dopoguerra fino agli anni settanta, alcuni borghi vicini, come Torre (l'insediamento più antico, risalente all'epoca romana), Rorai Grande, Vallenoncello e Villanova di Pordenone. Quest'ultimi sono di epoca medioevale, mentre è senz’altro di epoca più recente (XIX secolo) la località di Borgomeduna.

Durante il dominio di Roma, il nucleo urbano si trovava nell'alto corso del fiume Noncello, pressappoco vicino alla frazione di Torre. A dimostrarlo ci sono appunto i resti di una villa romana. Il luogo forse venne scelto per la presenza di un grande guado fluviale un po’ più a nord.

Con l'altomedioevo (dal VI secolo) le vie fluviali diventarono più importanti e il nucleo della citta si spostò verso valle, in una posizione che permettesse l'approdo di barche più grandi. Fu così che la città sviluppò la sponda destra del fiume Noncello, più o meno a ridosso di un’insenatura circondata ad ovest dalla roggia Codafora e a nord-est da quella dei Molini. Città a vocazione portuale, dunque, come si evince anche dal nome: Portus Naonis (in latino porto sul fiume Naone, il Noncello.

Quasi alla fine del 1200 Pordenone diventa patrimonio personale degli Asburgo, trasforandosi di fatto in una enclave del ducato d'Austria nel Patriarcato di Aquileia. Ma il 23 agosto del 1318 un incendio devastante distrusse le case di legno della città. Solo nel 1347 fu inaugurato il campanile, costruito accanto al duomo di San Marco.

La città dovette sopportare anche molte pestilenze ed epidemie, la peggiore delle quali ci fu nel 1630, quando morì quasi la metà della popolazione. Nel XIV secolo Pordenone diventò sempre più grande, in fonza dei traffici fiorenti che animavano la sua economia; traffici commerciali fluviali che nel 1314 le valsero lo status di Città.

Fu poi nell’aprile del 1508 che il capitano Bartolomeo d'Alviano strappò Pordenone agli Asburgo per conto della Repubblica di Venezia, che però non governò direttamente la città, preferendo darla in feudo al condottiero Bartolomeo d'Alviano, che la resse a signoria. Alla sua morte gli succedette la cosorte Pantasilea Baglioni, e quindi il figlio Liviano fino al 1537. Fu così che la città e i territori intorno passarono sotto il diretto controllo della Repubblica di Venezia e vi rimasero per più di due secoli e mezzo. La Serenissima mantenne gli statuti della città e ne riconobbe i privilegi già acquisiti durante la signoria degli Asburgo e provvide a riattivare l'economia pordenonese realizzando un nuovo porto e potenziando le attività manufatturiere.

Con la caduta di Venezia, Pordenone subì un primo ritorno all'Austria seguito dalla parentesi napoleonica. Con la caduta di Bonaparte e il Congresso di Vienna, fu aggregata con il resto del Friuli e del Veneto al Regno Lombardo-Veneto. Con la realizzazione della strada Pontebbana e della linea ferroviaria (1855) decadde il ruolo del porto e del percorso fluviale, ma iniziò ad affermarsi con decisione l'industria. A partire dagli anni 1840 erano sorti numerosi cotonifici che affiancarono le già numerose cartiere e la fabbrica della Ceramica Galvani.

Dopo l'annessione al Regno d'Italia, avvenuta nel 1866, l'introduzione dell'energia elettrica nel 1888 consentì la modernizzazione degli impianti e un incremento nella produzione industriale. Le distruzioni arrecate dalla Prima guerra mondiale e la crisi del 1929 trascinarono il settore cotoniero in un lento declino da cui non si sarebbe più ripreso. Dopo la Seconda guerra mondiale la Zanussi, ora facente parte della multinazionale svedese Electrolux, che sino ad allora era una piccola azienda di produzione di cucine economiche con alimentazione a legna o gas, divenne un colosso europeo nel campo degli elettrodomestici, arrivando a occupare molti degli abitanti della città.

Nel 1968 Pordenone diventò capoluogo di provincia. Sino ad allora il territorio della Destra Tagliamento faceva parte della provincia di Udine. Di recente la città è sede di un consorzio universitario dipendente dall'Università di Udine e dall'Università di Trieste. E dal 2002 è attivo il Polo Tecnologico di Pordenone per promuovere la cultura dell'innovazione nelle imprese del territorio.