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Chi pilota l'aereo?

Comandante e secondo pilota si alternano nella conduzione del velivolo. Chi non è alla guida si occupa del controllo della rotta e delle comunicazioni radio. I Viaggi

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MA CHI PILOTA un aereo di linea? E' sempre il comandante? Oppure qualche volta lascia che sia il suo copilota a manovrare l'aeroplano? In genere ad ogni volo ci scambiamo i ruoli e se all'andata è il comandante a "guidare", al ritorno sarà lui a dare assistenza al suo copilota, occupandosi delle comunicazioni radio, del controllo della rotta, della predisposizione degli apparati di bordo e della manovra di carrello e flaps, ovviamente seguendo gli ordini di chi, materialmente, sta conducendo il volo.

Avrà anche il compito, non essendo direttamente coinvolto nel pilotaggio, di esercitare una sorta di controllo sull'operato dell'altro. Detto in termini tecnici, sarà il "pilot monitoring", mentre il suo collega avrà il ruolo di "pilot flying". Naturalmente il comandante, se lo ritiene opportuno ai fini della sicurezza, ha in qualsiasi momento la possibilità di assumere personalmente la condotta del volo.

Una simile organizzazione del lavoro permette di ripartire equamente la fatica operativa, a tutto beneficio della sicurezza, e fa sì che ognuno riesca a mantenere un adeguato livello di allenamento. E c'è di più: il pilota inesperto, guidato dalle "vecchie aquile", ha modo di accrescere le sue capacità, in un processo di formazione che, dal primo volo in linea, lo accompagna giorno dopo giorno fino al momento di assumere a sua volta il comando di un aereo. Ma tutto questo la gente non lo sa, ed è portata a pensare che l'artefice delle manovre di un aereo sia sempre e comunque il comandante... ed è perciò che, agli albori della mia carriera, pilotino fresco fresco di addestramento, mi ritrovai ad atterrare sull'aeroporto di Trieste all'ultimo volo della giornata: era già buio, soffiava un consistente filo di bora, e così venne fuori un atterraggio un po' pesantuccio. Al momento di abbandonare l'aereo, mi sentii rivolgere dal comandante (un mattacchione che ricordo ancora con simpatia) una strana richiesta: "Ti dispiace se quando scendiamo ci scambiamo le giacche?" E di fronte alla mia espressione stupita continuò: “Sai, i passeggeri pensano che faccia sempre tutto il comandante, ma quella botta in atterraggio l'hai presa tu, e se qualcuno di loro ci dovesse vedere mentre usciamo dall'aeroporto, non mi sembra giusto che associno la 'mia' faccia al 'tuo'