“Exempla” vuol dire modelli, quelli antichi a cui l'arte del Duecento italiano si rifà, con grandi artisti come Nicola Pisano, Arnolfo di Cambio, Giovanni Pisano, o pittori romani come Pietro Cavallini, che attingono direttamente dall’antichità classica. E la mostra che si inaugura a Rimini, a Castel Sismondo, il 20 aprile si chiama proprio “Exempla. La rinascita dell’antico nell’arte italiana. Da Federico II ad Andrea Pisano”. Organizzata in collaborazione con i Musei Vaticani, l’esposizione vuole documentare visivamente come gran parte della produzione artistica duecentesca si rifaccia a opere greche o romane, paleocristiane o addirittura, nel caso di Arnolfo di Cambio, etrusche.
La rassegna si articola sul confronto diretto fra opere medievali e opere antiche. La cornice stessa della Rocca Malatestiana, che la ospita dal 20 aprile al 7 settembre si presta ad accogliere materiale lapideo e ad avvicinare antichità classica e Medioevo.
Emblema della rinascita dell'antico, qui testimoniata da una serie davvero straordinaria di opere (100 fra sculture, cammei, codici miniati e dipinti ), è la formella situata in origine sul Campanile di Giotto a Firenze, nella quale Andrea Pisano raffigura un vecchio scultore greco, forse Fidia, intento a scolpire una statuetta che è quanto di più "classico" si possa immaginare.
Il percorso inizia con una ampia carrellata di opere prodotte sotto Federico II. E' nel cantiere del federiciano Castel del Monte che il "ritorno all'antico" si corrobora grazie alla presenza del giovane Nicola Pisano col quale la rinascita prosegue nell'Italia centrale, a Pisa e a Siena. Ma il classicismo di Nicola Pisano è altra cosa rispetto a quello federiciano: è un classicismo che "evoca" quasi sentimentalmente l'età antica, rifacendosi a modelli romani, e in particolare ai sarcofagi che l’artista poteva ammirare a Pisa.
In mostra saranno presenti alcuni splendidi originali di Nicola Pisano, come la formella della fontana Maggiore di Perugia, con la Lupa e Romolo e Remo, compiuta insieme al figlio Giovanni, e una Testa virile proveniente dal Battistero di Pisa.
Giovanni Pisano aveva iniziato la sua carriera nella bottega del padre, dove aveva compiuto il tirocinio un altro straordinario scultore: Arnolfo di Cambio. Pur essendo d'origine toscana, Arnolfo aggiorna il proprio stile in ambiente romano, pervaso di classicità.
Il classicismo di Arnolfo si riveste di una particolare sensibilità religiosa, che si incarna nella severità delle espressioni e delle forme. La vediamo nelle due stupende teste di Cristo e dell'Animula della Madonna, già su di una facciata dei Santa Maria del Fiore a Firenze. L'itinerario si conclude con Andrea Pisano, con il quale si oltrepassa il Duecento e si entra nell'età di Giotto.
APPUNTAMENTO: Exempla - La rinascita dell'antico nell'arte italiana. Da Federico II ad Andrea Pisano
DOVE: Rimini, Castel Sismondo
QUANDO:dal 20 aprile al 7 settembre
INFORMAZIONI: 0541.783100.
Il sito
La rassegna si articola sul confronto diretto fra opere medievali e opere antiche. La cornice stessa della Rocca Malatestiana, che la ospita dal 20 aprile al 7 settembre si presta ad accogliere materiale lapideo e ad avvicinare antichità classica e Medioevo.
Emblema della rinascita dell'antico, qui testimoniata da una serie davvero straordinaria di opere (100 fra sculture, cammei, codici miniati e dipinti ), è la formella situata in origine sul Campanile di Giotto a Firenze, nella quale Andrea Pisano raffigura un vecchio scultore greco, forse Fidia, intento a scolpire una statuetta che è quanto di più "classico" si possa immaginare.
Il percorso inizia con una ampia carrellata di opere prodotte sotto Federico II. E' nel cantiere del federiciano Castel del Monte che il "ritorno all'antico" si corrobora grazie alla presenza del giovane Nicola Pisano col quale la rinascita prosegue nell'Italia centrale, a Pisa e a Siena. Ma il classicismo di Nicola Pisano è altra cosa rispetto a quello federiciano: è un classicismo che "evoca" quasi sentimentalmente l'età antica, rifacendosi a modelli romani, e in particolare ai sarcofagi che l’artista poteva ammirare a Pisa.
In mostra saranno presenti alcuni splendidi originali di Nicola Pisano, come la formella della fontana Maggiore di Perugia, con la Lupa e Romolo e Remo, compiuta insieme al figlio Giovanni, e una Testa virile proveniente dal Battistero di Pisa.
Giovanni Pisano aveva iniziato la sua carriera nella bottega del padre, dove aveva compiuto il tirocinio un altro straordinario scultore: Arnolfo di Cambio. Pur essendo d'origine toscana, Arnolfo aggiorna il proprio stile in ambiente romano, pervaso di classicità.
Il classicismo di Arnolfo si riveste di una particolare sensibilità religiosa, che si incarna nella severità delle espressioni e delle forme. La vediamo nelle due stupende teste di Cristo e dell'Animula della Madonna, già su di una facciata dei Santa Maria del Fiore a Firenze. L'itinerario si conclude con Andrea Pisano, con il quale si oltrepassa il Duecento e si entra nell'età di Giotto.
APPUNTAMENTO: Exempla - La rinascita dell'antico nell'arte italiana. Da Federico II ad Andrea Pisano
DOVE: Rimini, Castel Sismondo
QUANDO:dal 20 aprile al 7 settembre
INFORMAZIONI: 0541.783100.
Il sito