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Umbria

Un tuffo nel Medioevo

Abitata fin dalla preistoria la città umbra è ricca di resti romanici e medioevali.

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Spoleto è un centro abitato fin dalla preistoria. Le prime tracce di insediamenti umani risalgono al VII secolo a.C. Erano gli Umbri, come testimoniano tombe antichissime dell'età del ferro. Le mura poligonali fatte di enormi massi di pietra calcarea sono lì a dimostrare che la città fu ben fortificata e in posizione di dominio sulla valle Umbra. Nel 241 a.C. diventata colonia romana e diventò ricca e non solo di monumenti.

Fu sempre fedele a Roma, specialmente durante le guerre puniche, contribuendo a respingere Annibale, ma soprattutto nel brutto periodo che seguì quel lungo conflitto. Spoleto, per chi non lo sapesse già, non è solo Festival Dei Due Mondi. Spoleto è anche monumenti, bellezze naturali, gastronomia ed è annoverata tra i centri migliori di produzione d'olio d’oliva di alta qualità. Le cose da vedere sono tante. Il Duomo, ad esempio, del 1067; la chiesa di San Salvatore, tra le basiliche d'origine carolingia che possono vantare uno stato di conservazione tre i migliori d’Italia; la chiesa di Sant'Eufemia, un caso raro di chiesa romanica con i matronei.

E poi il monastero di Sant'Agata e la chiesa di San Pietro, la chiesa di Sant'Ansano, o ancora le chiese romaniche di San Gregorio Maggiore, San Domenico, San Ponziano, San Giuliano e San Paolo Inter Vineas. Ma uno dei monumenti più rappresentativi della città resta la Rocca Albornozianache si trova in cima al colle S.Elia da dove si domina la valle sottostante. Ci sono due cortili e sei torri, compresa quella che qui chiamano della "spiritata" e la Camera Pinta, con affreschi del ‘400. La tradizione orale parla di due tunnel sotterranei che collegherebbero la Rocca con quella che oggi è piazza Vittoria e il centro storico, più o meno vicino all'Arco di Druso. Sembra che servissero a Lucrezia Borgia per ricevere i suoi amanti, nel periodo in cui fu governatrice di Spoleto nel 1499. Ma finora, a quanto pare, nessun tunnel è mai stato trovato.

Da non perdere assolutamente è la passeggiata panoramica, che qui chiamano “il giro della Rocca” con il sentiero vicino detto “giro dei Condotti”. Un pwercorso a piedi che permette di ammirare la Valle Umbra e incantevoli, quanto inconsueti scorci di Spoleto. Scenari naturali che ispirarono anche Giosuè Carducci quando, nel 1876, inviato come ispettore nel liceo di Spoleto si fece un giro in carrozza fino alle Fonti del Clitunno, a circa mezz'ora dalla città. Così scrisse una delle più solenni e classiche fra le sue "Odi Barbare": "Alle Fonti del Clitunno". Ma di visitatori illustri Spoleto può vantare anche Johann Wolfgang von Goethe il quale, nel suo “Viaggio in Italia”, del 1786, racconta del suo sguardo estasiato di fronte al Ponte delle Torri.

Dal 2003 Spoleto accoglie annualmente (tra aprile e maggio, ma quest’anno ad aprile) la Settimana Interazionale della Danza, trasferitasi da Perugia ed ancor prima da Rieti. La manifestazione ha lo scopo di scovare e promuovere nuovi giovani talenti della danza classica e moderna.