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Sud Africa

Le radici della storia dell'uomo

Grande quanto Francia e Spagna, il Sud Africa è, secondo gli studiosi, la culla dell'umanità. Terra di spettacolare bellezza, da non perdere una sosta al Kruger National Park

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Avete presente la Francia e la Spagna? Bene, il Sudafrica è grande quanto le due nazioni messe insieme: 1.220.813 chilometri quadrati, il 24º paese al mondo per estensione. Questo tanto per dare un’idea delle dimensioni. C’è poi da aggiungere qualche annotazione sulla sua straordinaria bellezza, che affonda le radici nell’alba della storia dell’uomo. Perché qui, a quanto pare - questo dicono i paleoantropoligi - fu probabilmente la "culla dell'umanità"; qui (soprattutto nella zona del Transvaal) si sono trovati fossili di australopiteci, Homo abilis, Homo erectus e Homo sapiens sapiens. Intorno a 10.000 anni fa, questa regione era abitata principalmente dai Boscimani, ai quali vengono attribuite molte pitture rupestri conservate in diversi siti archeologici del Paese. Etnia alla quale si unì più recentemente (diciamo circa 2000 anni fa) gli Ottentotti. Ancora più recentemente (fra il 200 e il 400) giunsero dal nord le popolazioni bantu degli Zulu e degli Xhosa, che si insediarono nella parte orientale e nordorientale del paese.

La storia moderna del Sudafrica comincia con l’occupazione da parte degli inglesi alla fine del ‘700. L'occupazione britannica portò molti boeri a mettersi in marcia verso nord, alla ricerca di nuove terre, in una migrazione che prese il nome di Grande Trek. I voortrekker giunsero a fondare una serie di piccole repubbliche boere, in seguito unitesi nello Stato Libero di Orange e nella Repubblica del Transvaal. Anche queste repubbliche furono in seguito annesse dall'Impero Britannico, che a cavallo fra il XIX e il XX secolo unificò tutto l'odierno Sudafrica attraverso una serie di Guerre Boere. La cosiddetta "Unione Sudafricana" fu formalmente costituita come dominion all'interno del Commonwealth; il diritto di voto fu però concesso esclusivamente ai cittadini di razza bianca. Il Sudafrica ottenne piena indipendenza nel 1931, partecipando alla Seconda Guerra Mondiale a fianco degli alleati. Nel 1948, il partito di maggioranza, il National Party, instaurò il regime di segregazione razziale noto come apartheid, durante il quale la popolazione nera (che era ancora esclusa dal suffragio) perse gran parte dei propri diritti civili.

Ma la crescente ostilità internazionale verso il regime dell'apartheid, insieme al crescere dei movimenti interni di opposizione nera come l'ANC, portò al crollo del sistema nel 1991. Il 27 aprile 1994 si tennero le prime elezioni democratiche con suffragio esteso ai neri, in cui venne eletto il leader dell'ANC Nelson Mandela.

Questa, in estrema sintesi, la storia del paese. Ma torniamo alle sue bellezze, costituite da paesaggi diversi – come sottolinea la Rough Guides (Avallardi-Viaggi editore) – che comprendono le cittadine pittoresche della Garden Route, la costa subtropicale del KwaZulu- Nata settentrionale, la vasta area semidesertica del Karoo che forma il cuore del paese e il Kruger Nationa Park, una delle più rinomate mete di safari di tutta l'Africa, che si estende nella regione nord- orientale del paese. Il Sudafrica, inoltre, è uno dei più importanti punti di incontro culturale del continente africano, nonostante sia rimasto per anni nell'ombra a causa della segregazione razziale; solo da qualche anno le sue grandi città possono manifestarsi nel loro dinamismo intellettuale. Molti visitatori rimangono piacevolmente sorpresi dalle ottime infrastnitture, paragonabili a quelle di Stati Uniti e Australia.

I buoni collegamenti aerei, le strade in condizioni eccellenti e il numero crescente di bed and breakfast e altre strutture ricettive di alto livello rendono questo paese assai piacevole e facile da visitare. Per chi viaggia con un budget limitato, tuttavia, ci sono sempre più backpacker hostel (ostelli per chi viaggia con lo zaino) e la rete di mezzi pubblici su strada si rivela economica ed efficiente per visitare il paese in lungo e in largo.

Eppure, nonostante le buone strutture ricettive e la discreta rete di trasporti, il Sudafrica rimane una sorta di enigma; dopo essere stato messo al bando dalla comunità internazionale per molto tempo, il "paese dell'arcobaleno" sta ancora combattendo per trovare la propria identità. Paese organizzato a solo beneficio dei bianchi in passato, nel Sudafrica di oggi è facile trovarsi a fare un'esperienza africana principalmente "bianca"; il settore turistico è gestito quasi esclusivamente da bianchi e spesso i viaggiatori devono fare dei veri e propri sforzi per riuscire a entrare in contatto in termini paritari con i membri della comunità africana, che comunque formano la maggioranza della popolazione. Nonostante l'apartheid sia stato abolito, di fatto la sua eredità continua a impregnare il Sudafrica in modo molto tangibile, come testimonia la struttura stessa delle città e cittadine, in cui i quartieri propriamente africani, spesso estremamente poveri, rimangono di frequente nascosti. La popolazione del Sudafrica, peraltro, non si compone di soli bianchi e neri.

La maggioranza è formata da africani (77% della popolazione); i bianchi formano 1'11%, seguiti dai coloured (9%), discendenti di colonizzatori. Un altro tratto significativo del Sudafrica è il gran numero di lingue ufficiali, la maggior parte delle quali rappresenta diverse culture con radici territoriali in zone diverse del paese. Ogni regione presenta diversi stili architettonici, artigianali e talvolta persino codici di abbigliamento differenti. Si può forse dire che è nelle città che il paese si rivela in tutta la sua ricchezza, perché è nelle aree urbane che confluiscono tradizioni rurali e ritmi cittadini, in una mescolanza magica di antiche tradizioni e pura modernità.

Il tasso di criminalità non è tanto grave quanto i mass media potrebbero indurre a credere, ma è pur tuttavia un aspetto importante. In effetti, è una questione di sensibilità: è bene stare in guardia ma non c'è motivo per farsi prendere dall'ansia. Statisticamente, i luoghi in cui il rischio di rimanere vittime di reati è maggiore è il centro di Johannesburg, dove i reati violenti sono all'ordine del giorno; le altre città sudafricane sono assai meno rischiose e hanno tassi di criminalità paragonabili a quelli di alcune metropoli americane o europee.

Da visitare
II Kruger National Park, che non ha rivali in tutto il continente africano per l'abbondanza di specie di mammiferi. Mentre – sempre secondo la Rough Guides – per gli appassionati del trekking e la natura, nessun luogo supera l'altissima catena montuosa del Drakensberg. II Sudafrica può essere facilmente visitato per intero in poche settimane, tuttavia può essere più soddisfacente focalizzare l'attenzione solo su qualche zona specifica del paese. Ciascuna delle nove province (oltre al Lesotho e allo Swaziland) offre almeno un paio di ottime ragioni per volerla visitare benché, a seconda del periodo dell'anno e degli interessi specifici dei visitatori, possa convenire concentrarsi sulla zona occidentale oppure orientale del paese.

La parte occidentale, da visitarsi preferibilmente nei mesi più caldi (novembre-aprile), offre la meravigliosa opportunità di vistare Città del Capo, da non perdere per la sua posizione unica ai piedi di Table Mountain, all'estremità più meridionale del continente africano. Mezza giornata di viaggio da Città del Capo consente di visitare molte altre mete della regione del Capo Occidentale, ossia la provincia del Western Cape, che deve le sue peculiari caratteristiche alla sua storia di colonia più antica del paese. Vi si trovano abitazioni in tipico stile olandese del Capo con il tetto di paglia a due spioventi, cittadine storione e alture coperte da vigneti nella zona delle Winelands, foreste lungo la costa percorrendo la Garden Route.

Infine qualche annotazione sul Lesotho, che ha una superficie di 30.355 chilometri quadrati, con un Re, Letsie III. II regno dello Swaziland, invece, è governato da Re Mswati, che ha “sotto” di sé un milione di abitanti.

Cose da fare
Si può fare rafting sul Usutu River nello Swaziland, oppure rilassarsi navigando lungo l'Orange. Per chi i più spericolati si può fare il kloing, o torrentismo in forma estrema, che consiste letteralmente nel tuffarsi all'interno di canyon, lungo le gole e i torrenti del Capo Occidentale. Nell'entroterra si possono fare passeggiate a piedi (con o senza rinoceronti...) oppure trekking a dorso di pony nelle Highiands del Lesotho, oppure ancora andare in mountain bike a Hell, un passo montano famoso per i suoi tornanti assai imegnativi. O ancora, si può fare volo a vela nella provincia del Capo Settentriolale, o anche volare in mongolfiera a Pilanesberg.