Appassionato e irascibile, lucido e folle, torbido e puro. E’ Ivan IV Vasilevic, detto il Terribile, diventato zar di Russia nel 1547, a soli tre anni. Colto, intelligente, religioso, incarna la personificazione di quel Rinascimento russo, fosco e cupo, lontano anni luce da un’Italia inondata di arte e colore, da un’Inghilterra padrona dei mari, dalla Francia o dalla Spagna.
Eppure è l’uomo che costituisce l’unità dello stato russo intorno a Mosca, che combatte i Boiardi, ricchi proprietari terrieri in guerra fra loro, colui che rende più moderno lo stato riformandone l’esercito, dando un codice civile al paese, rivendicando il proprio potere sulla Chiesa. Acclamato dal popolo dopo la sconfitta dei mongoli al di là degli Urali, Ivan lo zar, come Amleto, da un giorno all’altro, perde la ragione. In meno di un decennio fa giustiziare migliaia di persone costringendone altrettante all’ esilio affidandone le persecuzioni a un proprio partito.
Ma il più grande ritratto dell’uomo che aveva riformato ed esteso i confini della Grande Russia concentrando su di sé i vizi e le virtù di un paese dilaniato dai privilegi feudali, lo crea il cinema. Nel 1945 Sergej Ejzenstejn in piena epoca staliniana, consegna al suo paese il ritratto di un personaggio tragico e moderno, divorato dal potere e dalla sua follia, un po’ Re Lear, un po’ Amleto e, in fondo, un po’ Stalin. Intorno al Terribile di Ejzenstejn resuscitano i morti: il figlio ucciso, la vecchia nutrice, la moglie. Ma anche tutti gli avversari politici e i traditori: un grande affresco pittorico che ci obbliga a riflettere sulla Russia del XV secolo e, al tempo stesso, sull’Unione Sovietica di Stalin.
Guardando oggi alla Russia di Putin vien da dire che la storia è fatta di corsi e ricorsi. Ma il documentario proposto da History Channel ha il pregio di accompagnarci in una galloppata nella storia e nelle bellezze architettoniche di un paese dove la luce e le ombre sono accecanti.
- IVAN IL TERRIBILE -
History Channel
Domenica 18 maggio, Ore 21
Eppure è l’uomo che costituisce l’unità dello stato russo intorno a Mosca, che combatte i Boiardi, ricchi proprietari terrieri in guerra fra loro, colui che rende più moderno lo stato riformandone l’esercito, dando un codice civile al paese, rivendicando il proprio potere sulla Chiesa. Acclamato dal popolo dopo la sconfitta dei mongoli al di là degli Urali, Ivan lo zar, come Amleto, da un giorno all’altro, perde la ragione. In meno di un decennio fa giustiziare migliaia di persone costringendone altrettante all’ esilio affidandone le persecuzioni a un proprio partito.
Ma il più grande ritratto dell’uomo che aveva riformato ed esteso i confini della Grande Russia concentrando su di sé i vizi e le virtù di un paese dilaniato dai privilegi feudali, lo crea il cinema. Nel 1945 Sergej Ejzenstejn in piena epoca staliniana, consegna al suo paese il ritratto di un personaggio tragico e moderno, divorato dal potere e dalla sua follia, un po’ Re Lear, un po’ Amleto e, in fondo, un po’ Stalin. Intorno al Terribile di Ejzenstejn resuscitano i morti: il figlio ucciso, la vecchia nutrice, la moglie. Ma anche tutti gli avversari politici e i traditori: un grande affresco pittorico che ci obbliga a riflettere sulla Russia del XV secolo e, al tempo stesso, sull’Unione Sovietica di Stalin.
Guardando oggi alla Russia di Putin vien da dire che la storia è fatta di corsi e ricorsi. Ma il documentario proposto da History Channel ha il pregio di accompagnarci in una galloppata nella storia e nelle bellezze architettoniche di un paese dove la luce e le ombre sono accecanti.
- IVAN IL TERRIBILE -
History Channel
Domenica 18 maggio, Ore 21