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SARDEGNA

L'isola dell'Isola

Dalle testimonianze di uno storia antichissima al rito della mattanza dei tonni fino all'odierna vocazione turistica. Alla scoperta delle bellezze dell'isola di San Pietro e di Carloforte

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Un angolo di Sardegna dalla storia antica, con testimonianze fenice e cartaginesi, ma anche con qualche insediamento preistorico, dimostrato dal ritrovato di alcuni nuraghi. Prima di essere “un’isola dell’Isola”, Carloforte è una terra in mezzo al mare dalla doppia identità linguistica, che molti considerano normalmente una "località di Genova antica", in conseguenza del fatto che l'isola di San Pietro (l’altro modo di chiamare questo lembo di terra a Sud-Ovest della Sardegna) fu colonizzata da pegliesi provenienti da Tabarca, località tunisina, nel 1738.

Carloforte è l’unico centro abitato dell'isola e fu costruita su progetto dell'architetto piemontese Augusto de la Vallée. Gli abitanti conservano ancora intatto il dialetto dei loro avi liguri, che per il loro passaggio nell'isola tunisina di Tabarka è detto Tabarchino. I loro antenati partirono da Pegli nel 1542 e dai vicini paesi della riviera ligure, al seguito dei Lomellini, casato genovese dedito ai traffici. Nel novembre 2004 Carloforte è stato riconosciuto come comune onorario dalla Provincia di Genova, proprio in virtù dei legami storici, economici e culturali con il capoluogo ligure e, in particolare, con Pegli. Nel 2006 questo riconoscimento fu dato anche alla vicina città di Calasetta, fondata dai Tabarchini sul lato prospiciente Carloforte nella vicina isola di Sant'Antioco, dove risiede una popolazione di analoga origine.

LA MATTANZA
La mattanza dei tonni è senza dubbio una delle attrazioni di questo luogo. Uno spettacolo antichissimo, cruento, affascinante. La pesca del tonno in Sardegna pare sia già stata praticata dai Fenici, dai Romani e anche dagli Arabi. Mattanza – dallo spagnolo "matar", uccidere – non è che la fase conclusiva della pesca con la tonnara, l’uccisione, se si vuole lo sterminio in massa, di tutti i tonni imbrigliati nella rete. Tre sono le tonnare di Carloforte, una più antica dell’altra: Portopaglia, che risale al 1420, Portoscuso al 1654 e Isola Piana al 1698.

Ora ne è rimasta una sola, quella dell'Isola Piana, anche non esiste più come stabilimento per la lavorazione del tonno, essendo diventato un villaggio vacanze esclusivo. Gli stabilimenti veri e propri si sono trasferiti a “La Punta”, sull'Isola di San Pietro. Il tonno segue la costa, ma dove l'acqua è più bassa, perché la femmina è lì che va a depositare le uova. Quando nuota, il pesce guarda solo e sempre verso il lato sinistro ed è questa è la ragione per cui i pescatori tendono una rete che va dalla riva verso il largo (il "pedale" o la "coda"), a seconda delle località, che sbarra il passo al tonno, il quale in questo modo vira e la segue, credendo sia la costa. Non s’accorge che invece finisce nella prima stanza della tonnara per poi, dopo diversi passaggi, arrivare nella cosiddetta "camera di ponente", che rappresenta l’anticamera della morte, da dove non uscirà più.