ALL'AEROPORTO DI CUIABÀ c'è un gran viavai di pescatori. Arrivano da ogni parte del mondo, carichi di canne e attrezzature per la pesca sportiva. Eppure la capitale del Mato Grosso non è sul mare. Al contrario, sorge proprio nel centro geodesico del continente sudamericano, cioè alla stessa distanza sia dall'Oceano Atlantico sia dal Pacifico. Ma per sei mesi l'anno le piene del fiume Paraguay, che taglia la regione da nord a sud, e dei suoi innumerevoli affluenti trasformano quest'angolo di Brasile in un'oceanica zona umida. O meglio, nel più esteso pantano che si possa immaginare.
Il Pantanal, appunto, come l'hanno battezzato con una botta di fantasia i conquistadores portoghesi. Del resto, come chiamare altrimenti questa distesa di acqua e fango a perdita d'occhio? 240 mila chilometri quadrati di pianura alluvionale, a essere precisi, pari grosso modo a metà della Francia.
Un universo liquido in costante, inarrestabile trasformazione, che ospita un ecosistema unico al mondo con la più elevata concentrazione di animali di tutto il Sudamerica, al punto che nel 2000 è stato dichiarato Riserva della Biosfera dall'Unesco.
Ma a differenza di altre regioni di pari interesse naturalistico, come l'Amazzonia per esempio, dove la fitta vegetazione non favorisce certo gli avvistamenti, qui gli incontri ravvicinati con l'esuberante fauna pantaneira sono all'ordine del giorno. Tanto che il Pantanal, oltre che paradiso dei pescatori d'acqua dolce, sta diventando a tutti gli effetti l'ultima frontiera dell'ecoturismo, sebbene condito da un'abbondante dose di avventura. Alcune vecchie fazendas sono state convertite in accoglienti eco-lodge in cui si vive alla maniera dei pantaneiros, tra escursioni in barca e a cavallo, attività di birdwatching e memorabili battute di pesca. Tra queste la Pousada do Rio Mutum, persa nel mezzo del nulla, che raggiungiamo a bordo di una piroga a motore, zigzagando tra fiumi a serpentina e lagune sterminate ricoperte da morbidi tappeti di piante acquatiche.
La barca è il mezzo più utilizzato per gli spostamenti, anche perché consente di andare praticamente ovunque. Mentre la Rodovia Transpantaneira, l'unica strada degna di questo nome nella regione, 150 chilometri di terra battuta intervallati da ben 126 ponti di legno, progettata per collegare i villaggi di Poconé e Corumba, non porta in realtà da nessuna parte, ma s'interrompe a tradimento a Porto Jofre. Seguendo il corso del Rio Cuiabà, impieghiamo quasi mezza giornata per giungere alla pousada. Quanto basta per lasciarci alle spalle ogni traccia di civiltà e abbandonarci completamente all'abbraccio della natura selvaggia. Savane e foreste del Pantanal ospitano oltre 90 specie di mammiferi, tra cui giaguari, tapiri, lontre, ocelot, lupi, armadilli, formichieri, cervi, scimmie e capibara, i più grandi roditori viventi. Mentre paludi e acquitrini sono l'habitat ideale per 162 specie di rettili e anfibi, ovvero iguane, tartarughe, anaconde, boa constrictor, lucertole e caimani.
__img2__Ma i veri protagonisti sono gli uccelli, a cominciare dagli aironi, ibis, pappagalli, cormorani, martin pescatori che ci scortano a migliaia lungo il tragitto verso il lodge, avvolgendoci in una cacofonia di versi che al tramonto si fa assordante. Gli ornitologi hanno catalogato la bellezza di 650 specie di volatili, tra cui spiccano, per rarità e interesse naturalistico, la spettacolare ara blu (un pappagallo) e l'elegante jabiru, una cicogna dal collare rosso alta più di un metro e mezzo. Una coppia di questi volatili, che sono anche il simbolo del Pantanal, fa il nido proprio davanti al lodge.
Comunque, ai caimani si fa presto l'abitudine, anche perché ne sono stati censiti qualcosa come dieci milioni. Li si vede ovunque crogiolarsi al sole al termine della stagione delle piogge. I cowboys del Pantanal, mestizos discendenti dagli indios e dai portoghesi giunti fin qua in cerca di oro e diamanti, sono i veri eroi di questo grande teatro della natura in cui in verità l'uomo è poco più di una comparsa. Instancabili, in sella ai loro cavalli, conducono mandrie di centinaia di capi da un pascolo all'altro.
Oltre il 90 per cento della regione appartiene infatti ad allevatori latifondisti, altro che "tierra de ninguem", terra di nessuno, come viene spesso definito il Pantanal. A cavallo come i campeiros, ma senza mandria al seguito, partiamo per un'escursione verso la Baia de Santa Mariana, uno dei grandi laghi popolati da oltre 250 specie di pesci, molti di dimensioni extra-large, come certi pesce-gatto che raggiungono gli 80 chili di peso, splendidi esemplari di dourado e pirhanas a volontà. Ed ecco spiegato l'effetto calamita esercitato da questa sterminata distesa d'acqua sui pescatori di mezzo mondo. Ogni anno, a settembre, arrivano in centomila per il Festival Internazionale della Pesca, probabilmente il più frequentato del pianeta. Al tramonto, mentre il sole infiamma di riflessi cangianti lo specchio del lago, anche noi ci cimentiamo nella pesca al pirhana, ingrediente base di una zuppa dalle proprietà (dicono) afrodisiache.
La notte scende veloce sul Pantanal, che però non dorme mai, almeno a giudicare dai mille suoni e rumori che provengono senza tregua dall'oscurità. Solo all'aurora tutto è immobile e silenzioso. Il sorgere del sole svela un paesaggio primordiale, avvolto da una nebbiolina rosata che sale dall'acqua. Quanto di più simile all'alba della creazione. Invece è solo l'inizio di un nuovo giorno di avventure nel Pantanal
Il Pantanal, appunto, come l'hanno battezzato con una botta di fantasia i conquistadores portoghesi. Del resto, come chiamare altrimenti questa distesa di acqua e fango a perdita d'occhio? 240 mila chilometri quadrati di pianura alluvionale, a essere precisi, pari grosso modo a metà della Francia.
Un universo liquido in costante, inarrestabile trasformazione, che ospita un ecosistema unico al mondo con la più elevata concentrazione di animali di tutto il Sudamerica, al punto che nel 2000 è stato dichiarato Riserva della Biosfera dall'Unesco.
Ma a differenza di altre regioni di pari interesse naturalistico, come l'Amazzonia per esempio, dove la fitta vegetazione non favorisce certo gli avvistamenti, qui gli incontri ravvicinati con l'esuberante fauna pantaneira sono all'ordine del giorno. Tanto che il Pantanal, oltre che paradiso dei pescatori d'acqua dolce, sta diventando a tutti gli effetti l'ultima frontiera dell'ecoturismo, sebbene condito da un'abbondante dose di avventura. Alcune vecchie fazendas sono state convertite in accoglienti eco-lodge in cui si vive alla maniera dei pantaneiros, tra escursioni in barca e a cavallo, attività di birdwatching e memorabili battute di pesca. Tra queste la Pousada do Rio Mutum, persa nel mezzo del nulla, che raggiungiamo a bordo di una piroga a motore, zigzagando tra fiumi a serpentina e lagune sterminate ricoperte da morbidi tappeti di piante acquatiche.
La barca è il mezzo più utilizzato per gli spostamenti, anche perché consente di andare praticamente ovunque. Mentre la Rodovia Transpantaneira, l'unica strada degna di questo nome nella regione, 150 chilometri di terra battuta intervallati da ben 126 ponti di legno, progettata per collegare i villaggi di Poconé e Corumba, non porta in realtà da nessuna parte, ma s'interrompe a tradimento a Porto Jofre. Seguendo il corso del Rio Cuiabà, impieghiamo quasi mezza giornata per giungere alla pousada. Quanto basta per lasciarci alle spalle ogni traccia di civiltà e abbandonarci completamente all'abbraccio della natura selvaggia. Savane e foreste del Pantanal ospitano oltre 90 specie di mammiferi, tra cui giaguari, tapiri, lontre, ocelot, lupi, armadilli, formichieri, cervi, scimmie e capibara, i più grandi roditori viventi. Mentre paludi e acquitrini sono l'habitat ideale per 162 specie di rettili e anfibi, ovvero iguane, tartarughe, anaconde, boa constrictor, lucertole e caimani.
__img2__Ma i veri protagonisti sono gli uccelli, a cominciare dagli aironi, ibis, pappagalli, cormorani, martin pescatori che ci scortano a migliaia lungo il tragitto verso il lodge, avvolgendoci in una cacofonia di versi che al tramonto si fa assordante. Gli ornitologi hanno catalogato la bellezza di 650 specie di volatili, tra cui spiccano, per rarità e interesse naturalistico, la spettacolare ara blu (un pappagallo) e l'elegante jabiru, una cicogna dal collare rosso alta più di un metro e mezzo. Una coppia di questi volatili, che sono anche il simbolo del Pantanal, fa il nido proprio davanti al lodge.
Comunque, ai caimani si fa presto l'abitudine, anche perché ne sono stati censiti qualcosa come dieci milioni. Li si vede ovunque crogiolarsi al sole al termine della stagione delle piogge. I cowboys del Pantanal, mestizos discendenti dagli indios e dai portoghesi giunti fin qua in cerca di oro e diamanti, sono i veri eroi di questo grande teatro della natura in cui in verità l'uomo è poco più di una comparsa. Instancabili, in sella ai loro cavalli, conducono mandrie di centinaia di capi da un pascolo all'altro.
Oltre il 90 per cento della regione appartiene infatti ad allevatori latifondisti, altro che "tierra de ninguem", terra di nessuno, come viene spesso definito il Pantanal. A cavallo come i campeiros, ma senza mandria al seguito, partiamo per un'escursione verso la Baia de Santa Mariana, uno dei grandi laghi popolati da oltre 250 specie di pesci, molti di dimensioni extra-large, come certi pesce-gatto che raggiungono gli 80 chili di peso, splendidi esemplari di dourado e pirhanas a volontà. Ed ecco spiegato l'effetto calamita esercitato da questa sterminata distesa d'acqua sui pescatori di mezzo mondo. Ogni anno, a settembre, arrivano in centomila per il Festival Internazionale della Pesca, probabilmente il più frequentato del pianeta. Al tramonto, mentre il sole infiamma di riflessi cangianti lo specchio del lago, anche noi ci cimentiamo nella pesca al pirhana, ingrediente base di una zuppa dalle proprietà (dicono) afrodisiache.
La notte scende veloce sul Pantanal, che però non dorme mai, almeno a giudicare dai mille suoni e rumori che provengono senza tregua dall'oscurità. Solo all'aurora tutto è immobile e silenzioso. Il sorgere del sole svela un paesaggio primordiale, avvolto da una nebbiolina rosata che sale dall'acqua. Quanto di più simile all'alba della creazione. Invece è solo l'inizio di un nuovo giorno di avventure nel Pantanal