Quando Greg ed io eravamo bimbi circolavano in TV alcune pubblicità di prodotti alimentari che esaltavano il prodotto con criteri all’opposto di quelli di oggi. Ricordiamo con affetto la pubblicità
di un formaggino che recitava più o meno così: “Formaggino x! Direttamente dal latte appena
munto!”. Lo slogan era accompagnato dall’immagine di una colata di latte densissimo che ricordava
quasi la panna per la sua consistenza e dava la netta idea di una bomba calorica piena di ogni nutrimento.
Oggi lo stesso formaggino sarebbe pubblicizzato così: "Formaggino x! Fatto con latte di soia completamente scremato!" e lo slogan sarebbe accompagnato dall’immagine di una mamma magrissima che mangia il formaggino su un craker integrale insieme alla figlia di otto anni, anch’essa magrissima, che si prepara al suo futuro di fotomodella.
Abbondare fin da piccoli con le calorie non è certo salutare ma “L’ipocalorico” è ormai diventato un business. Questa situazione ha comportato un radicale cambiamento di una delle sagre piu’ caloriche d’Italia: la sagra della sugna a Grabbianate. La sugna (o strutto) è un prodotto alimentare ottenuto per fusione dei grassi presenti nel tessuto adiposo interno del maiale. Si presenta come pasta compatta di colore bianco e può essere usata in cucina in svariati modi. Tra i prodotti che si potevano consumare presso gli stand della sagra della sugna c’era il cosciotto d’abbacchio alla glassa di sugna, una settimana per digerirlo ma così buono da provocare in certi soggetti allucinazioni mistiche tipo carri allegorici con i santi che ti chiamano a loro. Il ciambellone alla sugna. Nell’impasto di questo straordinario dolce la sugna sostituiva il burro regalando al ciambellone una fragranza eccezionale e alle facce di chi lo mangiava dei brufoli che sembravano costruiti da Rambaldi. Le crepes sugna e Nutella, era tradizione confessarsi presso l’apposito confessionale piazzato accanto allo stand dopo averne mangiata una.
Ma negli anni, con la cultura della corretta alimentazione e con quella molto più estesa della bellezza esteriore, la sagra della sugna ha perso sempre piu’ visitatori fino ad arrivare a quella disastrosa dell’anno scorso che ha registrato la presenza di tre soli avventori: Vittorio Cecchi Gori, Giampiero Galeazzi e un carburatorista di Reggio Emilia.
Quest'anno il sindaco si è trovato costretto a cambiare tutto radicalmente. La sagra della sugna è diventata la sagra della mestizia. Lo stand del cosciotto d’abbacchio glassato è stato sostituito da quello dei sedani ripieni di yogurt magro. Al posto del ciambellone, gli spiedini di ananas e carote fresche e le crepes sugna e nutella, ormai diventate leggenda, lasciano lo spazio allo stand dei finocchi al limone. La gente ha risposto con entusiasmo a questa nuova proposta e la sagra ha ripreso a registrare presenze consistenti. E allora perché hanno cambiato il nome da sagra della sugna a sagra della mestizia? È avvenuto di conseguenza. Prima si preparavano gli alimenti con tanta sugna e adesso... con tanta mestizia.
Oggi lo stesso formaggino sarebbe pubblicizzato così: "Formaggino x! Fatto con latte di soia completamente scremato!" e lo slogan sarebbe accompagnato dall’immagine di una mamma magrissima che mangia il formaggino su un craker integrale insieme alla figlia di otto anni, anch’essa magrissima, che si prepara al suo futuro di fotomodella.
Abbondare fin da piccoli con le calorie non è certo salutare ma “L’ipocalorico” è ormai diventato un business. Questa situazione ha comportato un radicale cambiamento di una delle sagre piu’ caloriche d’Italia: la sagra della sugna a Grabbianate. La sugna (o strutto) è un prodotto alimentare ottenuto per fusione dei grassi presenti nel tessuto adiposo interno del maiale. Si presenta come pasta compatta di colore bianco e può essere usata in cucina in svariati modi. Tra i prodotti che si potevano consumare presso gli stand della sagra della sugna c’era il cosciotto d’abbacchio alla glassa di sugna, una settimana per digerirlo ma così buono da provocare in certi soggetti allucinazioni mistiche tipo carri allegorici con i santi che ti chiamano a loro. Il ciambellone alla sugna. Nell’impasto di questo straordinario dolce la sugna sostituiva il burro regalando al ciambellone una fragranza eccezionale e alle facce di chi lo mangiava dei brufoli che sembravano costruiti da Rambaldi. Le crepes sugna e Nutella, era tradizione confessarsi presso l’apposito confessionale piazzato accanto allo stand dopo averne mangiata una.
Ma negli anni, con la cultura della corretta alimentazione e con quella molto più estesa della bellezza esteriore, la sagra della sugna ha perso sempre piu’ visitatori fino ad arrivare a quella disastrosa dell’anno scorso che ha registrato la presenza di tre soli avventori: Vittorio Cecchi Gori, Giampiero Galeazzi e un carburatorista di Reggio Emilia.
Quest'anno il sindaco si è trovato costretto a cambiare tutto radicalmente. La sagra della sugna è diventata la sagra della mestizia. Lo stand del cosciotto d’abbacchio glassato è stato sostituito da quello dei sedani ripieni di yogurt magro. Al posto del ciambellone, gli spiedini di ananas e carote fresche e le crepes sugna e nutella, ormai diventate leggenda, lasciano lo spazio allo stand dei finocchi al limone. La gente ha risposto con entusiasmo a questa nuova proposta e la sagra ha ripreso a registrare presenze consistenti. E allora perché hanno cambiato il nome da sagra della sugna a sagra della mestizia? È avvenuto di conseguenza. Prima si preparavano gli alimenti con tanta sugna e adesso... con tanta mestizia.