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Alle falde del Klimangiaro - Tunisia

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Alcuni cammelli, con i loro cavalieri, avanzano fra la sabbia sconvolta dal vento.Sono i berberi, da sempre abituati a convivere con il sole ardente, la mancanza d'acqua e il vento che soffia costante.È un immagine che pare quasi irreale ma siamo semplicemente alle soglie del deserto della Tunisia: un paese con circa 45 mila chilometri quadrati di sabbia.

Sono molti i luoghi in cui la sabbia la fa da padrone, ma non tutti si sono sviluppati allo stesso modo. In alcuni, i tesori che la storia vi ha lasciato sono difficili da visitare.

La Tunisia è invece un paese che ha aperto in pieno le sue frontiere e si è preparata ad accogliere un turismo a tutto tondo, non solo sul mare ma anche tra le città ai margini del grande Sahara. Vedi il sito Ente del Turismo

Una di queste è Douz, detta la porta del deserto, perché proprio da qui, idealmente, cominciano le escursioni.

Colori, odori ed un incredibile via vai ci accompagna fino al vicino lago salato di Chott El Djerid.La sua superficie è ricoperta da una straordinaria sequenza di cristalli di sale, in un'area di 250 chilometri di lunghezza per 20 di larghezza.
Attraversarlo è un'esperienza affascinante e di incredibile bellezza, ma nel deserto, attenzione, non tutto quello che vedono i nostri occhi è reale, a maggior ragione quando ci troviamo a Chott El Djerid.

 I sedimenti di cristalli di sale, infatti, producono il famoso effetto fata morgana, un'illusione ottica dovuta all'anomala rifrazione della luce in particolari condizioni termiche dell'aria. Un fenomeno che conosciamo meglio col nome di miraggio. Suggestivo... quanto le tempeste di sabbia!

Ma basta poco ed il paesaggio cambia per lasciare posto alla steppa, il grande pascolo dei dromedari e quindi alle montagne, che si stagliano sullo sfondo e ci rivelano a poco a poco le palme di grandi oasi.Più a valle, dal profondo di una gola, una sorgente sgorga ed assicura prosperità ai pascoli ed ai turisti che desiderano conoscere questa parte del paese ancora così poco nota:proprio la sabbia, le rocce, le montagne, l'acqua, hanno creato un posto ideale per i cineasti di tutto il mondo.

Un di questi fu George Lucas, che qui girò alcune sequenza di Guerre Stellari. Vedi sito

La Tunisia è una terra dai grandi contrasti naturali: da un lato il mare, le spiagge, i grandi alberghi, dall'altro, invece, la sabbia, il deserto, e soprattutto gli accampamenti berberi, in una terra difficile e inospitale. Il loro nome, Imazighen, significa uomini liberi e basta questo suono a farci sognare.

Magari prendendo, a  , Tozeur un treno d'altri tempi che percorre il canyon del Seldja. Il suo nome è lezard rouge, lucertola rossa. Proprio come il piccolo rettile, le rotaie sembrano sfiorare la rocce. I suoi vagoni serpeggiano pigramente tra le montagne, penetrando nel granito attraverso i tunnel scavati nella roccia.Il panorama al quale assistiamo è mozzafiato. Le gole si succedono a ritmo incalzante. Vedi sito Tozeur

In questa parte della Tunisia i paesaggi variano come se stessimo sfogliando un album di fotografie.La nuova foto illustra la zona El Jerid, chiamata anche terra delle palme.
 Ecco quindi per tutti il dolce sapore dei datteri che qui si chiamano Deglat en nour che tradotto significa dita della luce..Datteri, the alla menta e narghilè sono il passatempo preferito degli abitanti di questa zona e sono senz'altro un invito a fermarsi, osservare, chiacchierare e smetterla di correre.

Dopo le meraviglie della natura ecco la bellezza dell'architettura. All'interno della Medina, fra il dipanarsi di vicoli stretti ed intricati emergono i merletti delle mura delle antiche case.

Il paesaggio cambia ma è sempre l'architettura umana a stupirci: ora sono i castelli del deserto, gli ksar a portare la nostra fantasia al periodo dei trogloditi.È solo un attimo, in questa terra il passo dalla storia alla realtà è breve. Infatti gli ksar, esistono ancora oggi e li possiamo visitare tra le montagne o nelle pianure tunisine.
 Il percorso alla scoperta della storia della Terra, continua.