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Una farroteca a Borgo Roncaglia

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A scandire il tempo giunge il tocco domenicale di campane invisibili. Affacciandosi da uno dei casali di Borgo Roncaglia (San Lorenzo in Campo, Pesaro-Urbino) si scorgono, infatti, solo le colline finemente cesellate dalla secolare cultura mezzadrile di questo scorcio tra Urbino, Fano e Fabriano. I fautori della vita in campagna trovano qui conferma alle proprie convinzioni, anche solo aggirandosi tra le mura dei sette vasti e movimentati appartamenti che l'instancabile Lea Luzi e sua figlia Leila hanno identificato con nomi di fiori o con quelli (Aristide, Mario) dei coloni che ci hanno vissuto.

Il sapiente arredamento in stile rustico fa la sua parte, con tini a sostegno di tavole da pranzo, fusti per l'olio a sorreggere i televisori, canne di bambù portabiancheria, artistiche ghirlande di vimini in testa ai letti, cassapanche dai tenui colori. Gli ospiti dell'azienda condividono la quiete ma anche l'uso di una panoramica piscina coi proprietari inglesi e olandesi di un'altra dozzina di appartamenti sparsi nel borgo, ma beneficiano a prezzi di favore dell'unica farroteca italiana, sistemata in un locale rustico nei dintorni del castello di San Lorenzo in Campo. La farroteca propone una vasta e fantasiosa varietà di piatti, tutti rigorosamente a base di farro. Il farro, ovvero il " triticum dicoccum" è prodotto nella proprietà dell'azienda agricola Monterosso e può essere acquistato negli uffici ricavati negli spazi delle antiche stalle