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Visioni di Lucca

A spasso per la città con Antonio Possenti, pittore di leggende e fantasie

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"Quando passeggio io non vedo solo le vie, le piazze, le case, i palazzi, le fontane, le chiese. Immagino quello che c'è stato prima, le chiese, i palazzi, le strade, i ponti, che hanno preceduto quelli in cui io cammino, vivo, amo, dipingo. Sento la storia. La percepisco. Ho delle visioni. Visioni della mia città". Antonio Possenti, occhi azzurri e una bella barba bianca, sorride e mostra i suoi quadri. Le visioni della sua Lucca.

Una Lucca malinconica, coloratissima, in bilico tra lo splendore e il decadimento "perché in fondo è questo il destino di ciascuno di noi, essere "splendidi" e poi decadere: ed è anche il destino delle nostre città, che vivono una vita, che si evolvono, cambiano, si trasformano, si cancellano. La piazza Anfiteatro, per esempio" continua, "se l'avesse vista 15 anni fa, o 30 anni fa, quando vi presi lo studio, avrebbe visto una piazza diversa, irriconoscibile".

Nel suo dipinto, Piazza dell'Anfiteatro di notte, in primo piano c'è un pittore che dorme, coperto da una trapunta colorata; in mano ha un pennello, accanto a questo una tavolozza; in testa un cappello con due orecchie bianche. Accanto a lui un cane e dietro, come se il letto si trovasse proprio lì, la piazza dell'Anfiteatro dove, in una pozza di luce, veloce e un po' furtivo, passa un viaggiatore: ha una valigia in mano e l'aria di chi ha davvero fretta, di prendere un treno, un aereo, di andare via. Ancora oltre le case che si affacciano sulla piazza nascoste nel nero della notte, illuminate da quelle che sembrano stelle filanti o fuochi d'artificio. Un quadro denso, onirico, anche questo un omaggio a Lucca e alla sua bellezza un po' timida e scontrosa.

In altri quadri ci sono la Chiesa di San Frediano, la Torre dei Guinigi, le mura, Santa Maria dei Servi o una serie di hortus conclusus. Tutti luoghi, spiega Possenti, scelti non solo per il loro valore architettonico o storico ma anche e soprattutto per quello pittorico, scelti insomma "per la loro capacità di suscitarmi visioni. Come San Frediano: in primo piano ho messo una santa lucchese, Santa Zita, detta la Santa dei Fiori. La leggenda vuole che questa santa fosse domestica in una famiglia e che nascondesse gli avanzi per distribuirli ai poveri. Sorpresa dal padrone, miracolosamente il pane si trasformò in fiori: e io in primo piano ho messo dei poveri costretti a mangiare fiori. C'è poi la Torre Guinigi, che ho voluto rappresentare vista da una finestra: è una torre famosa, forse perché l'unica torre alberata d'Italia".

Il giro in questa magica Lucca continua: nella piazza San Michele con il Venditore di buccellato: "il buccellato, è il dolce tipico lucchese e il quadro voleva essere un omaggio a Taddeucci, una pasticceria storica che si affaccia sulla piazza, che crea un buccellato inimitabile perché ha un segreto negli ingredienti. Davvero inarrivabile. Lo mangio fin da bambino, il bucellato del Taddeucci, e non mi stancherò mai. È un dolce povero, una specie di pane dolce con l'uva". "Ma c'è anche un altro quadro che ritrae la Chiesa" continua Possenti: "La Rivolta di San Michele: è una cosa che ho immaginato quando ero ragazzo. Sulla sommità della facciata si trova l'arcangelo, da secoli sempre nella stessa posizione, immutabile, immobile, con la medesima lancia e il medesimo drago del male sotto i piedi. Ho immaginato la sua stanchezza, la sua noia nello stare lì, e l'ho dipinto in un atto di ribellione, mentre vola via e la chiesa si decompone, si sfalda".

E poi ci sono le Mura: "il nostro monumento più importante e caratteristico: costruite agli inizi del Seicento ancora oggi sono un passaggio obbligato per i lucchesi. Quand'ero ragazzo e si iniziava ad amoreggiare, ci si isolava sulle mura. E si diceva: vado sulle mura che nel gergo voleva dire avere una relazione. Oppure si diceva: sono fidanzato sulle mura, per dire che era un legame segreto, che i genitori della ragazza non lo sapevano".

C'è anche Santa Maria de' Servi : "una chiesa non particolarmente importante, con la facciata in mattoni: ma nel sedicesimo secolo una balena spiaggiò sul litorale di Viareggio e lo scheletro fu affisso sulla facciata della chiesa, divenendo una specie di monito per i bambini cattivi: e io ho dipinto proprio questo: lo scheletro della balena, la balena spiaggiata e un altro monstrum che è una sirena".

E infine Piazza Napoleone "la piazza centrale della città, voluta da Elisa, sorella di Napoleone, per celebrare appunto il fratello: fu demolito un intero quartiere e due chiese per trovare lo spazio. Ma nessuno fece niente per impedirlo: ed ecco il motivo per cui ho messo i tre personaggi in primo piano che mimano le tre scimmie di non vedo, non sento, non parlo. Per me, questo, è non solo ciò che a volte accade nella vita di ognuno di noi. Ma è anche l'immagine del potere: sordo, muto, cieco di fronte ai bisogni della gente".

La visita è finita e passeggiare per Lucca ora è tutta un'altra cosa: ora le pietre parlano, raccontano storie lontane. Mostrano visioni. Questa è la Lucca che racconta Antonio Possenti attraverso i suoi dipinti e le sue opere su carta. Per la prima volta dopo quasi 30 anni Possenti torna nella sua città natale, che lo ospita - per rendere omaggio alla sua poesia e al suo amore per Lucca - nella splendida cornice di Palazzo Ducale.

Itinerari pucciniani a Lucca, ma anche a Celle, Torre del Lago, Chiatri, Viareggio, Bagni di Lucca, sono organizzati dall'Azienda per il Turismo . Lucca è l'ideale per girare in bicicletta. Vicino alle mura si trova questo negozio che le affitta e le ripara:   pittore ddi Via del Fosso 176