IN UNO STUDIO DELL’EGMUS (European Group on Museum Statistics) i musei europei guardano se stessi e fanno i conti con i propri numeri. Non tanto per quanto riguarda i bilanci economici, quanto dal punto di vista dei visitatori annuali: a Parigi, il Louvre ne vanta 6 milioni; il Prado di Madrid 2 milioni e centomila. I siti archeologici e i musei italiani hanno registrato 34 milioni di presenze nel 2007.
Nel Regno Unito, dove ogni cittadino frequenta un museo 2 volte e mezzo l’anno, pinacoteche e gallerie sono visitate da 74 milioni di persone (i più assidui risultano gli scozzesi che ci vanno 3 volte e mezzo l’anno). Nessun Paese conosce la nazionalità dei visitatori dei propri musei, eccetto il Belgio che ha calcolato (solo nei musei di Bruxelles) il 45 per cento di presenze straniere. Secondo la ricerca dell’Egmus, infine, il 64 per cento dei visitatori di musei sono laureati. Anche se lo studio puntualizza che, nelle strutture museali europee, si va per vedere perlopiù le collezioni permanenti, si registra un interesse crescente, negli ultimi anni, verso le mostre temporanee.
Che sono tante, nelle capitali europee, in questi giorni, e meritano tutte di essere visitate. Vediamone qui alcune tra le più significative. La Fondation Beyeler di Basilea, in Svizzera, presenta fino al 25 gennaio 2009 la mostra Venezia. Da Canaletto e Turner a Monet, con oltre 150 opere, tra acquerelli e oli di pittori come Canaletto, Guardi, Turner, Whistler, Singer Sargent, Manet, Renoir, Redon, Signac. La mostra parte dalla grande stagione del Vedutismo settecentesco per arrivare all’inizio del ‘900, quando le vedute dipinte di Venezia cominciarono ad essere sostituite dalle fotografie. Punto culminante del percorso espositivo sono le due tele di Claude Monet Palazzo Ducale e Palazzo Contarini, del 1908. Il soggetto in ogni opera, è sempre Venezia con i suoi palazzi, chiese, persone, e soprattutto l’acqua: ferma e insieme mobilissima, tra riflessi e colori. Eppure, nei 175 anni presi in esame, la città sembra diversissima da tela a tela. La perfezione ossessiva del Vedutismo settecentesco, nato per vendere ai ricchi e colti viaggiatori nordeuropei del Grand Tour quadri-ricordo destinati a stupire chi rimaneva a casa, cede il passo all’osservazione dolorosa della decadenza della città nel Romanticismo. Alla fine dell’Ottocento prende il sopravvento l’esplorazione della psicologia degli abitanti e l’analisi scientifica dei colori di architettura e canali.
La Fondation Beyeler, che nella collezione permanente dedicata alle Avanguardie del Novecento ospita opere, tra i tanti, di Miró, Mondrian, Matisse, Giacometti, è a Riehen in Baselstrasse 101, a venti minuti di tram (linea 6) dal centro di Basilea.
Info: sul sito tel. 0041-61-6459700.
A Madrid, il Museo Thyssen-Bornemisza ospita, fino all’11 gennaio 2009, la mostra di interesse artistico e storico: ¡1914! Le Avanguardie e la Grande Guerra. Il percorso espositivo, composto da una settantina di opere, racconta come la Prima Guerra mondiale modificò profondamente l’arte, non solo perché moltissimi artisti parteciparono al conflitto assistendo a distruzioni apocalittiche riconoscibili nelle opere di Dix, Meidner, Albert-Birot, ma anche perché agli aspetti tragici della guerra si aggiunse l’affermazione della velocità e delle macchine, che tanta parte ebbe nella nascita del Futurismo, rappresentato nella mostra da Severini e Balla.
Il Museo è a Paseo del Prado 8, info: sull sito - tel.0034-913-690151.
Tutta dedicata alla storia dell’arte è invece la mostra al Musée d’Orsay di Parigi, Picasso/Manet: Le déjeuner sur l’herbe, aperta fino all’11 febbraio 2009, nella quale vengono messi a confronto due capolavori con lo stesso titolo: La colazione sull’erba. La prima tela è quella realizzata nel 1863 da Edouard Manet che si ispirò al Concerto campestre di Tiziano esposto al Louvre.
L’opera del padre dell’Impressionismo, esempio perfetto di pittura en plein air, fu considerata ai suoi tempi scandalosa perché rappresentava una donna nuda che conversa in un bosco con due uomini in giacca e berretto. La seconda tela è la reinterpretazione della stessa Colazione fatta da Picasso nel 1954. Il pittore, che realizzò numerosi disegni dedicati alla tela di Manet qui esposti, ammirava tanto l’opera che scrisse: «Alla vista della Colazione sull’erba di Manet intravedo dolori futuri».
Il Musée d’Orsay (Rue de Lille 62), ricavato nella stazione costruita per l’Esposizione Universale del 1900, si affaccia sulla Senna; ospita nella collezione permanente opere di artisti, soprattutto francesi, dell’Ottocento. Si raggiunge con la linea metro 12, uscita Solférino; info sul sito tel. 0033-1-40494814.
Un po’ politica e molto sociologica è la mostra Cold War Modern (fino all’11 gennaio 2009 all’Albert & Victoria Museum di Londra) che espone foto, modellini, oggetti di design, realizzati di qua e di là della Cortina di Ferro, dal 1945 al 1970. Le sorprese sono molte: si scopre che i Paesi socialisti copiavano pezzi di arredamento dall’Occidente, che realizzavano automobili dal disegno rozzo.
Il museo è in Cromwell Road (10 minuti a piedi da Knightsbridge) e vanta una delle più grandi collezioni di design e moda del mondo. Info: sul sito tel. 0044-20-89835200.
Nel Regno Unito, dove ogni cittadino frequenta un museo 2 volte e mezzo l’anno, pinacoteche e gallerie sono visitate da 74 milioni di persone (i più assidui risultano gli scozzesi che ci vanno 3 volte e mezzo l’anno). Nessun Paese conosce la nazionalità dei visitatori dei propri musei, eccetto il Belgio che ha calcolato (solo nei musei di Bruxelles) il 45 per cento di presenze straniere. Secondo la ricerca dell’Egmus, infine, il 64 per cento dei visitatori di musei sono laureati. Anche se lo studio puntualizza che, nelle strutture museali europee, si va per vedere perlopiù le collezioni permanenti, si registra un interesse crescente, negli ultimi anni, verso le mostre temporanee.
Che sono tante, nelle capitali europee, in questi giorni, e meritano tutte di essere visitate. Vediamone qui alcune tra le più significative. La Fondation Beyeler di Basilea, in Svizzera, presenta fino al 25 gennaio 2009 la mostra Venezia. Da Canaletto e Turner a Monet, con oltre 150 opere, tra acquerelli e oli di pittori come Canaletto, Guardi, Turner, Whistler, Singer Sargent, Manet, Renoir, Redon, Signac. La mostra parte dalla grande stagione del Vedutismo settecentesco per arrivare all’inizio del ‘900, quando le vedute dipinte di Venezia cominciarono ad essere sostituite dalle fotografie. Punto culminante del percorso espositivo sono le due tele di Claude Monet Palazzo Ducale e Palazzo Contarini, del 1908. Il soggetto in ogni opera, è sempre Venezia con i suoi palazzi, chiese, persone, e soprattutto l’acqua: ferma e insieme mobilissima, tra riflessi e colori. Eppure, nei 175 anni presi in esame, la città sembra diversissima da tela a tela. La perfezione ossessiva del Vedutismo settecentesco, nato per vendere ai ricchi e colti viaggiatori nordeuropei del Grand Tour quadri-ricordo destinati a stupire chi rimaneva a casa, cede il passo all’osservazione dolorosa della decadenza della città nel Romanticismo. Alla fine dell’Ottocento prende il sopravvento l’esplorazione della psicologia degli abitanti e l’analisi scientifica dei colori di architettura e canali.
La Fondation Beyeler, che nella collezione permanente dedicata alle Avanguardie del Novecento ospita opere, tra i tanti, di Miró, Mondrian, Matisse, Giacometti, è a Riehen in Baselstrasse 101, a venti minuti di tram (linea 6) dal centro di Basilea.
Info: sul sito tel. 0041-61-6459700.
A Madrid, il Museo Thyssen-Bornemisza ospita, fino all’11 gennaio 2009, la mostra di interesse artistico e storico: ¡1914! Le Avanguardie e la Grande Guerra. Il percorso espositivo, composto da una settantina di opere, racconta come la Prima Guerra mondiale modificò profondamente l’arte, non solo perché moltissimi artisti parteciparono al conflitto assistendo a distruzioni apocalittiche riconoscibili nelle opere di Dix, Meidner, Albert-Birot, ma anche perché agli aspetti tragici della guerra si aggiunse l’affermazione della velocità e delle macchine, che tanta parte ebbe nella nascita del Futurismo, rappresentato nella mostra da Severini e Balla.
Il Museo è a Paseo del Prado 8, info: sull sito - tel.0034-913-690151.
Tutta dedicata alla storia dell’arte è invece la mostra al Musée d’Orsay di Parigi, Picasso/Manet: Le déjeuner sur l’herbe, aperta fino all’11 febbraio 2009, nella quale vengono messi a confronto due capolavori con lo stesso titolo: La colazione sull’erba. La prima tela è quella realizzata nel 1863 da Edouard Manet che si ispirò al Concerto campestre di Tiziano esposto al Louvre.
L’opera del padre dell’Impressionismo, esempio perfetto di pittura en plein air, fu considerata ai suoi tempi scandalosa perché rappresentava una donna nuda che conversa in un bosco con due uomini in giacca e berretto. La seconda tela è la reinterpretazione della stessa Colazione fatta da Picasso nel 1954. Il pittore, che realizzò numerosi disegni dedicati alla tela di Manet qui esposti, ammirava tanto l’opera che scrisse: «Alla vista della Colazione sull’erba di Manet intravedo dolori futuri».
Il Musée d’Orsay (Rue de Lille 62), ricavato nella stazione costruita per l’Esposizione Universale del 1900, si affaccia sulla Senna; ospita nella collezione permanente opere di artisti, soprattutto francesi, dell’Ottocento. Si raggiunge con la linea metro 12, uscita Solférino; info sul sito tel. 0033-1-40494814.
Un po’ politica e molto sociologica è la mostra Cold War Modern (fino all’11 gennaio 2009 all’Albert & Victoria Museum di Londra) che espone foto, modellini, oggetti di design, realizzati di qua e di là della Cortina di Ferro, dal 1945 al 1970. Le sorprese sono molte: si scopre che i Paesi socialisti copiavano pezzi di arredamento dall’Occidente, che realizzavano automobili dal disegno rozzo.
Il museo è in Cromwell Road (10 minuti a piedi da Knightsbridge) e vanta una delle più grandi collezioni di design e moda del mondo. Info: sul sito tel. 0044-20-89835200.