Viaggi

Altaquota

Temporali e fulmini

Quelli autunnali sono meno violenti di quelli primaverili, ma non meno insidiosi. Il radar corre in aiuto del pilota e lo aiuta a schivare le cellule temporalesche. Ma qualche turbolenza è sempre in agguato...

1 minuti di lettura
TEMPORALI d'autunno sono di solito meno violenti di quelli della tarda primavera e dell'estate, ma non per questo meno insidiosi, perché i cumulinembi dai quali nascono sono spesso embedded, annegati dentro a formazioni nuvolose più vaste e compatte, e avvistarli è più difficile.

E' vero, c'è sempre il radar a segnalare la presenza di una cellula temporalesca, con la sua bella macchia rossa circondata dal giallo delle precipitazioni più intense e dal verde di quelle leggere, ma soprattutto quando un fronte è in rapido avanzamento, lo schermo si trasforma in una specie di arlecchino tricolore dove non è facile trovare un cammino libero da insidie. E allora si sceglie il male minore, e si cerca un varco che stia il più possibile alla larga da quei buchi rossi e si modifica la rotta per minimizzare i tempi di permanenza nella zona dove il maltempo batte più forte. E poi ce l'hai quasi fatta, e tra poche miglia si apre davanti a te una rassicurante zona priva di macchie di qualsiasi colore, quando una delle nuvole in mezzo alle quali stai volando si illumina come una gigantesca abat-jour... troppo vicini, ci siamo finiti troppo vicini... e magari un fulmine, invece di scaricarsi a terra, decide che anche quel pezzo di metallo che sta passando lì accanto è un bersaglio degno della sua furia.

E' un attimo... un gran botto, un bagliore accecante, l'aereo che sobbalza come impazzito... e poi è passata, ed è passata senza grandi danni, perché l'aereo è una gabbia di Faraday, e protegge chi sta dentro dalla folgorazione. E' vero, c'è sempre il rischio del momentaneo accecamento dovuto al lampo, ma è proprio per questo che, prima di entrare in una zona di temporali, le luci della cabina di pilotaggio vengono accese alla massima intensità. E poi il fulmine può danneggiare qualche antenna esterna, ma anche ammesso (ipotesi quanto mai remota) che le radio ammutoliscano completamente, ci sono sempre procedure per andare in sicurezza all'atterraggio nel silenzio più assoluto. Insomma... paura tanta, ma pericoli reali pochi... certo, è sempre meglio evitare, ma nemmeno un colpo di fulmine è poi la fine del mondo.