A casa si può dimenticare un vestito, un paio di scarpe, un costume da bagno, la giacca a vento hi-tech da vela o quella per scalare le montagne e perfino la borsa della toilette ma i libri no, senza libri in vacanza non si può andare. Li abbiamo messi via uno per uno durante l'inverno, appoggiati in posti diversi nella lunga corsa contro il tempo, questo lo leggerò d'estate, questo lo porterò con me, leggere in fondo significa fantasticare. Italo Calvino ("Le città invisibili") ci avverte prima di partire: "Le città come i sogni sono costruite di desideri e di paure, anche se il filo del loro discorso è segreto, le loro regole assurde, le prospettive ingannevoli, e ogni cosa ne nasconde un'altra". Ogni cosa ne nasconde un'altra, l'unica certezza dei viaggi sono i romanzi. I romanzi che parlano di viaggi.
Se vi attira l'Oriente vale la pena "Passaggio a Teheran" (Il Saggiatore) di Vita Sackville West (la donna alla quale si ispirò Virginia Woolf per scrivere "Orlando"): "Nei viaggi in Oriente è tutto diverso. Per giorni, forse settimane se non mesi avrete il piede nella staffa. Gusterete l'alito freddo dell'alba, cavalcherete fino al tramonto attraverso foreste e passi montani, vallate e solitarie pianure e questo diventerà il vostro modo di vivere". Arrivò a Teheran nel 1926 per raggiungere il marito Harold Nicholson, consigliere del Foreign Office, esplorò la Persia quando era ancora selvaggia e incontaminata: "Le ombre si allungano e l'intensa luce crepuscolare comincia a diffondersi sulla pianura. La terra marrone si scurisce fino a trasformarsi nel corposo velluto terra d'ombra bruciata. Lentamente, come una marea, la luce avanza verso le colline, tingendo la roccia rosa color porfido". Una Teheran attuale?
Nahal Tajadod la tratteggia in "Passaporto all'iraniana" di Nahal Tajadod (Einaudi) facendo sfilare una serie di personaggi che aiutano la protagonista a rinnovare il passaporto per tornare in Francia, due fotografi specialisti in ritratti islamici - senza velo -, un medico legale che baratta organi...
Esiste Gerusalemme con tre anime dove convivono ebrei ultraortodossi, ebrei laici, piccole comunità religiose (come quella armena): "Gerusalemme" (di Renato Coen e Federica De Sanctis due giornalisti tv, Sperling&Kupfer) disegna i suoi tratti di metropoli europea con le zone mediorientali a est abitate dagli arabi e il quartiere degli ultraortodossi, "magico", al di fuori dal tempo. Interessante "Sulla strada per Kandahar" (di Jason Burke, Longanesi), cronache dall'Islam: Iran, Iraq, Pakistan, Afghanistan. Il nuovo e straordinario melting pot di oggi secondo Beda Romano ("Misto Europa", Longanesi, un reportage scritto attraverso 15 mila chilometri di strada) si muove tra Amsterdam e Lille, tra Colonia e Pescara, tra Madrid e Bruxelles, tra Dublino e Londra: lo ha creato l'ultima ondata di immigrazione (gli immigrati che si muovono oggi in Europa sono 30 milioni) che ha cambiato società europea, scuola, finanza, religione, cucina, cultura, cittadinanza, giornalismo, economia, politica, demografia.
Non solo città, certo. Il mare allora, quello della Sardegna, il più bello e il più vicino. In Sardegna non si può andare senza portarsi dietro, per leggere, sottolineare, tornare indietro e rileggere ancora e poi ancora, a zig-zag, "Mal di Pietra" di Milena Agus (Nottetempo), la storia emozionante di sua nonna - sarda - che aveva un amante e che avrebbe voluto per sempre restare con lui. E dopo il mare una terra di confine , i colori dell'Ontario, la storia a ritroso alla ricerca di una famiglia in Canada di Alice Munro, la scrittrice che ha promesso a se stessa e al suo pubblico con questo romanzo di non scrivere più, "La vista da Castle Rock" (Einaudi).
I grandi successi al top delle classifiche internazionali ambientati in terre di viaggi? Le strade del cuore di Parigi, in tasca "L'eleganza del riccio" (di Muriel Barbery, E/O) romanzo leggero, scrittura dolce, la storia di una portinaia colta che ascolta musica classica e rilegge nella mente l'incipit - e il resto - di Anna Karenina. La costa del Dorset inglese, la spiaggia di ciottoli di "Chesil Beach" (Ian McEwan, Einaudi) la luna di miele di una lei che prova una profonda ossessione per il sesso di fronte alla prima esperienza sessuale di lei e di lui. McEwan analizza con precisione chirurgica le paure, le angosce di coppia, la timidezza della sposa, l'aggressività dello sposo, la loro inesperienza in materia di sesso.
E ancora mare in due testi di ieri: la Grecia, l'ultima propaggine del Peloponneso "Mani", appunto, di Patrick Leigh Fermor (Adelphi), paesaggi fascinosi, quasi lunari, con le loro storie e leggende. "Un vagabondo dei mari del sud"- navigazione solitaria da Singapore a Mauritius, dall'Atlantico fino a Trinidad - di Bernard Moitessier (Mursia), un navigatore che riempie il giornale di bordo con citazioni da Baudelaire e Saint-Exupéry. "Ma io mi sento solo - scrive Moitessier - terribilmente solo davanti a questo albero maestro che mi indica il cielo".
E voi quali libri metterete in valigia? A quali letture dedicherete le vostre giornate di relax? E quali titoli consigliate a chi desidera trascorrere le vacanze leggendo?
Se vi attira l'Oriente vale la pena "Passaggio a Teheran" (Il Saggiatore) di Vita Sackville West (la donna alla quale si ispirò Virginia Woolf per scrivere "Orlando"): "Nei viaggi in Oriente è tutto diverso. Per giorni, forse settimane se non mesi avrete il piede nella staffa. Gusterete l'alito freddo dell'alba, cavalcherete fino al tramonto attraverso foreste e passi montani, vallate e solitarie pianure e questo diventerà il vostro modo di vivere". Arrivò a Teheran nel 1926 per raggiungere il marito Harold Nicholson, consigliere del Foreign Office, esplorò la Persia quando era ancora selvaggia e incontaminata: "Le ombre si allungano e l'intensa luce crepuscolare comincia a diffondersi sulla pianura. La terra marrone si scurisce fino a trasformarsi nel corposo velluto terra d'ombra bruciata. Lentamente, come una marea, la luce avanza verso le colline, tingendo la roccia rosa color porfido". Una Teheran attuale?
Nahal Tajadod la tratteggia in "Passaporto all'iraniana" di Nahal Tajadod (Einaudi) facendo sfilare una serie di personaggi che aiutano la protagonista a rinnovare il passaporto per tornare in Francia, due fotografi specialisti in ritratti islamici - senza velo -, un medico legale che baratta organi...
Esiste Gerusalemme con tre anime dove convivono ebrei ultraortodossi, ebrei laici, piccole comunità religiose (come quella armena): "Gerusalemme" (di Renato Coen e Federica De Sanctis due giornalisti tv, Sperling&Kupfer) disegna i suoi tratti di metropoli europea con le zone mediorientali a est abitate dagli arabi e il quartiere degli ultraortodossi, "magico", al di fuori dal tempo. Interessante "Sulla strada per Kandahar" (di Jason Burke, Longanesi), cronache dall'Islam: Iran, Iraq, Pakistan, Afghanistan. Il nuovo e straordinario melting pot di oggi secondo Beda Romano ("Misto Europa", Longanesi, un reportage scritto attraverso 15 mila chilometri di strada) si muove tra Amsterdam e Lille, tra Colonia e Pescara, tra Madrid e Bruxelles, tra Dublino e Londra: lo ha creato l'ultima ondata di immigrazione (gli immigrati che si muovono oggi in Europa sono 30 milioni) che ha cambiato società europea, scuola, finanza, religione, cucina, cultura, cittadinanza, giornalismo, economia, politica, demografia.
Non solo città, certo. Il mare allora, quello della Sardegna, il più bello e il più vicino. In Sardegna non si può andare senza portarsi dietro, per leggere, sottolineare, tornare indietro e rileggere ancora e poi ancora, a zig-zag, "Mal di Pietra" di Milena Agus (Nottetempo), la storia emozionante di sua nonna - sarda - che aveva un amante e che avrebbe voluto per sempre restare con lui. E dopo il mare una terra di confine , i colori dell'Ontario, la storia a ritroso alla ricerca di una famiglia in Canada di Alice Munro, la scrittrice che ha promesso a se stessa e al suo pubblico con questo romanzo di non scrivere più, "La vista da Castle Rock" (Einaudi).
I grandi successi al top delle classifiche internazionali ambientati in terre di viaggi? Le strade del cuore di Parigi, in tasca "L'eleganza del riccio" (di Muriel Barbery, E/O) romanzo leggero, scrittura dolce, la storia di una portinaia colta che ascolta musica classica e rilegge nella mente l'incipit - e il resto - di Anna Karenina. La costa del Dorset inglese, la spiaggia di ciottoli di "Chesil Beach" (Ian McEwan, Einaudi) la luna di miele di una lei che prova una profonda ossessione per il sesso di fronte alla prima esperienza sessuale di lei e di lui. McEwan analizza con precisione chirurgica le paure, le angosce di coppia, la timidezza della sposa, l'aggressività dello sposo, la loro inesperienza in materia di sesso.
E ancora mare in due testi di ieri: la Grecia, l'ultima propaggine del Peloponneso "Mani", appunto, di Patrick Leigh Fermor (Adelphi), paesaggi fascinosi, quasi lunari, con le loro storie e leggende. "Un vagabondo dei mari del sud"- navigazione solitaria da Singapore a Mauritius, dall'Atlantico fino a Trinidad - di Bernard Moitessier (Mursia), un navigatore che riempie il giornale di bordo con citazioni da Baudelaire e Saint-Exupéry. "Ma io mi sento solo - scrive Moitessier - terribilmente solo davanti a questo albero maestro che mi indica il cielo".
E voi quali libri metterete in valigia? A quali letture dedicherete le vostre giornate di relax? E quali titoli consigliate a chi desidera trascorrere le vacanze leggendo?