Quanti conoscono Larino? La domanda potrebbe ricevere una risposta scontata quanto disarmante: esistono centinaia di piccoli centri storici, sparsi per l'Italia, come conoscerli tutti? Specialmente quelli fuori dai principali itinerari turistici. Larino, un comune di ottomila anime in provincia di Campobasso, in Molise, è ingiustamente escluso dai grandi circuiti turistici, eppure era molto conosciuto ed economicamente importante nell'antichità. Lo testimonia una celebre orazione, la "Pro Cluentio" di Marco Tullio Cicerone, grande avvocato, filosofo, scrittore e oratore, che nel 66 avanti Cristo scrisse in difesa di un giovane di Larino, Aulus Cluentius Habitus Minor. Sul giovane nobile, appartenente ad una ricca famiglia di agricoltori, pesava l'accusa di doppio omicidio, e Cicerone, proprio grazie all'arringa difensiva, riuscì a dimostrare la sua innocenza e a farlo scarcerare.
Larino (Larinum), in epoca romana, era un rilevante municipio lungo la via Traiano-Frentana; è ancora in buone condizioni, l'anfiteatro romano del II secolo, che poteva contenere fino a 8000 persone, e i numerosi mosaici provenienti da ville patrizie conservati nel Museo Civico, ospitato nel medioevale Palazzo Ducale (piazza Municipio tel.: 087-48281); le Treme, non sono più visibili perché inglobate sotto un edificio industriale. Il bel Palazzo Ducale, ex castello costruito tra il XII e il XVII secolo, è stato molto rimaneggiato nell'Ottocento e tra i soi tesori conta anche una preziosa edicola funeraria romana con due busti. Larino è stata rilevante anche nel Medioevo per la sua posizione lungo le vie del tratturo, a distanza breve da centri economicamente importanti all'epoca come Vasto, Lanciano, Lucera. Dell'epoca rimangono molte testimonienze, di quelle che valgono una visita, non solo per gli appassionati di architettura romanica, tra queste la più significativa è la Cattedrale, al centro del paese. La chiesa fu costruita a partire dal 1319 (la data è scolpita sul portale) allineata sull'asse centrale cittadino costituito dalle attuali via Marconi, via Olmo e via Paradiso. Esistono ancora tracce di affreschi medioevali nella navata di destra. Sulla facciata, i motivi sull'arco d'ingresso e il rosone, sono piccoli capolavori di scultura allegorica.
La chiesa è dedicata all'Assunta e a San Pardo, patrono della città, al quale è intitolata anche la festa più attesa dai larinesi, quella che si svolge ogni anno dal 24 al 27 maggio. È una tra le più spettacolari dell'Italia centrale e di antica origine contadina: secondo alcuni storici locali risalirebbe all'800 dopo cristo e sarebbe legata alla rinascita primaverile della natura. Durante i quattro giorni di festeggiamenti, circa 150 carri dipinti e addobbati con fiori, trainati da buoi, percorrono le vie del centro storico e portano in corteo i prodotti dell'agricoltura e quelli caseari, ottimi nella zona. Alla fine dei festeggiamenti, il Santo Pardo ritorna nella cattedrale tra gli scampanellii dei campanacci legati al collo dei buoi.
Larino (Larinum), in epoca romana, era un rilevante municipio lungo la via Traiano-Frentana; è ancora in buone condizioni, l'anfiteatro romano del II secolo, che poteva contenere fino a 8000 persone, e i numerosi mosaici provenienti da ville patrizie conservati nel Museo Civico, ospitato nel medioevale Palazzo Ducale (piazza Municipio tel.: 087-48281); le Treme, non sono più visibili perché inglobate sotto un edificio industriale. Il bel Palazzo Ducale, ex castello costruito tra il XII e il XVII secolo, è stato molto rimaneggiato nell'Ottocento e tra i soi tesori conta anche una preziosa edicola funeraria romana con due busti. Larino è stata rilevante anche nel Medioevo per la sua posizione lungo le vie del tratturo, a distanza breve da centri economicamente importanti all'epoca come Vasto, Lanciano, Lucera. Dell'epoca rimangono molte testimonienze, di quelle che valgono una visita, non solo per gli appassionati di architettura romanica, tra queste la più significativa è la Cattedrale, al centro del paese. La chiesa fu costruita a partire dal 1319 (la data è scolpita sul portale) allineata sull'asse centrale cittadino costituito dalle attuali via Marconi, via Olmo e via Paradiso. Esistono ancora tracce di affreschi medioevali nella navata di destra. Sulla facciata, i motivi sull'arco d'ingresso e il rosone, sono piccoli capolavori di scultura allegorica.
La chiesa è dedicata all'Assunta e a San Pardo, patrono della città, al quale è intitolata anche la festa più attesa dai larinesi, quella che si svolge ogni anno dal 24 al 27 maggio. È una tra le più spettacolari dell'Italia centrale e di antica origine contadina: secondo alcuni storici locali risalirebbe all'800 dopo cristo e sarebbe legata alla rinascita primaverile della natura. Durante i quattro giorni di festeggiamenti, circa 150 carri dipinti e addobbati con fiori, trainati da buoi, percorrono le vie del centro storico e portano in corteo i prodotti dell'agricoltura e quelli caseari, ottimi nella zona. Alla fine dei festeggiamenti, il Santo Pardo ritorna nella cattedrale tra gli scampanellii dei campanacci legati al collo dei buoi.