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Nuova Zelanda, nel Regno degli Hobbit

La saga poteva essere ambientata solo qui, tra gli orizzonti infiniti, i laghi cristallini, le creste maestose di una natura incontaminata

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 La Terra di Mezzo si chiama Nuova Zelanda. L’universo disegnato da John Ronald Reuel Tolkien ne “Il signore degli anelli”, monumentale saga fantasy da cento milioni di copie vendute, trova le gelide vette nebbiose del regno di Mordor, la verde Contea, il maestoso fiume Anduin nei paesaggi infiniti e incontaminati di questa “Terra della nuvola bianca”, come è chiamata la Nuova Zelanda nell'antico linguaggio Maori.
Peter Jackson, il regista della trilogia cinematografica tratta dai romanzi di Tolkien, non ha mai avuto dubbi: la saga poteva essere ambientata solo tra i gli orizzonti infiniti, i laghi cristallini, le creste maestose del suo paese, una nazione d'isole nell’estremo sud ovest dell’Oceano Pacifico, 270 mila chilometri ricoperti per i tre quarti da verde incontaminato. Ci sono voluti sette anni di lavoro, un costo di 310 milioni di euro per realizzare i tre film. Il primo, “La compagnia dell’anello”, è appena arrivato sugli schermi italiani.
La storia inizia ad Hobbiville, nella Contea. Qui vivono gli Hobbit, popolo spensierato, altezza media un metro e trenta, piedi pelosi. In una casetta con la tipica porta rotonda abitano Bilbo Baggins (Ian Holm) e suo nipote Frodo (il ventunenne attore Elija Wood). Frodo riceve dallo zio quell’anello che trasformerà la sua vita in una missione. L’anello infatti è ricercato da Sauron, il signore del Male, che vuole rientrarne in possesso per gettare la Terra di Mezzo nelle tenebre. Frodo deve partire verso la terra di Mordor per distruggere l’anello gettandolo nella voragine del Monte Fato, la Montagna del Fuoco.
Divideranno con lui l’epica impresa otto compagni di viaggio, scelti tra i popoli della Terra di Mezzo: Elfi, Umani, Hobbit e Nani, guidati dal mago Gandalf (il grande attore Ian McKellen). Hobbiville è stata ricreata in nuova Zelanda al nord dell’Isola del Nord, nella zona di Matamata, cittadina sotto le Kaimai-Nanaku Rages. Matamata è l‘apoteosi della vita agreste neozelandese, uno dei principali centri al mondo per l’allevamento e l’addestramento dei cavalli di razza: ha prodotto molto campioni. Per renderla ancora più fiorente la produzione del film ha infoltito la flora, piantando un anno prima delle riprese erba, fiori e piante rigogliose. I boschi della Contea e la strada per Hobbiville nella realtà sono invece quelli di Otaki, la porta d’accesso ai monti Taraura sulla Kapiti Coast, cittadina di solida tradizione Maori. Circa due chilometri a sud l’Otaki Gorge Road si dirige verso l’interno della neozelandese foresta Tararuam, un parco immenso, ricco di torrenti montani e foreste vergini, attraversato da rapidi mutamenti del clima.
Peter Jackson ha scelto la nuova Zelanda perché aveva bisogno di paesaggi naturali, un mondo che fosse magico ma che si percepisse come reale. Poi ha caratterizzato le ambientazioni accentuandone alcune sfumature di colore. Ad esempio la Contea, patria degli Hobbit, è virata sulle tonalità giallo-oro.
Dominano invece i colori magenta e il salmone nel Gran Burrone, la prima meta di Frodo. Qui ritrova suo zio Bilbo, e qui si raduna il Gran Consiglio che sceglie i nove della Compagnia dell’Anello che partiranno per la terra di Mordor. Il luogo reale è invece il maestoso Kaitoke Regional Park, a sud dell’Isola del Nord.
Ci avviciniamo, scendendo lungo la Nuova Zelanda, alla capitale Wellington, città natale di Peter Jackson e sede degli studi di produzione “Three foot six studios”. La città ha fatto da base al film. Il regista ha coordinato dallo studio diverse troupe in azione contemporaneamente. E gli attori hanno perfino lavorato su tre set contemporaneamente.
Non dimentichiamo che i tre film sono stati girati insieme (anche se vedremo il secondo e il terzo episodio, “Le due Torri” e “Il ritorno del re”, rispettivamente a gennaio 2002 e 2003).
Ci sono voluti 15 mesi di riprese. Nei meravigliosi paesaggi intorno a Wellington sono state girate molte scene ambientate nella Terra di Mordor, il reame del perfido Sauron, circondato da montagne invalicabili. Ad Upper Hutt, cittadina satellite della capitale, è stata ricostruita la tolkeriana Isengard, la fortezza del perfido mago Saruman. Interpretato dal carismatico Christopher Lee, è il grande nemico di Gandalf, che riconosce come più forte e che quindi cerca di sconfiggere con l’inganno.
Sempre vicino a Wellington, i paesaggi neozelandesi sono trasfomati attraverso una fotografia dai colori monocromatici nella cittadina di Brea, dove i quattro Hobbit si rifugiano nella locanda del “Puledro impennato”. Incontreranno un nuovo compagno d’avventure, l’umano Aragorn. E ancora in queste zone si svolge l’epica battaglia nel Fosso di Helm, tra l’esercito di Rohan guidato dal mago Gandalf e le orde degli Orchi e dei Cavalieri Neri,  seguaci del Male.  
Ma gran parte delle scene ambientate nel regno di Rohan, quello degli Umani, sono state girate nell’immensità dell’altopiano di Ida Walley, tra Queens Town e Dunedin, nella punta meridionale dell’Isola del sud. Nelle montagne ad ovest di Queens Town è ricreata la meravigliosa Lothlorien, la patria degli Elfi, le creature più affascinanti ideate da Tolkien. Della bellissima regina Galandriel (interpretata dall’australiana Cate Blanchett, bionda e diafana) s’invaghisce Frodo, che quasi vorrebbe affidarle l’anello magico. La regina degli Elfi dagli occhi lucenti mostra all’hobbit lo specchio magico e con esso un futuro non molto rassicurante.
E proprio a Queens Town durante le riprese del film si è abbattuta una pioggia torrenziale. Gran parte della troupe è corsa in aiuto dei cittadini aiutandoli a metter su barriere fatti di sacchi di sabbia per impedire che la città fosse travolta dalle acque.
Si riattraversa lo stretto di Cook e si torna all’Isola del Nord, ancora vicino a Wellington, all’Hutt River, per il finale di questo primo episodio della saga. Siamo sul tolkeriano fiume Anduin, la via da seguire, le cui acque segnano il confine con la terra di Mordor. Nei pressi delle cascate di Rauros la compagnia si divide. L’umano Boromir pretende l’anello per sconfiggere le truppe del Male che assaltano il suo paese, Frodo spaventato infila l’anello e scompare. Boromir viene ucciso da un gruppo di orchi mentre difende invano i due hobbit Pipino e Merry. Frodo ed il fedele amico Sam proseguono la missione da soli.
Il doppio atto d’amore del quarantenne Peter Jackson, fisicamente simile ad un hobbit, è stato ricambiato. Il film “La compagnia dell’anello” è riuscito nel miracolo di non scontentare i milioni di fan di Tolkien sparsi per il mondo, tanto che molti spettatori inglesi (va ricordato che nel Regno Unito l’opera di Tolkien è giudicata la migliore di tutti i tempi) hanno detto di aspettare con ansia il nuovo capitolo della trilogia.
E in Nuova Zelanda è stato creato il Tour de “Il signore degli anelli”, un giro tra tutte le locations del film (anche perchè molte costruzioni del set sono ancora in piedi) offerto da varie compagnie turistiche. Grande soddisfazione per il governo neozelandese, che ha considerato fin dall’inizio Peter Jackson una grande risorsa per il Paese, tanto da avergli messo a disposizione centinaia di riservisti dell’esercito da usare come comparse.