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La tassa della toilette

L'uso del bagno di bordo diventa a pagamento. E' l'iniziativa di una compagnia aerea low cost che si inserisce nella tendenza al risparmio degli ultimi tempi, ma che non può non lasciare sconcertati. I Viaggi

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TEMPI DURI in arrivo per i viaggiatori a basso costo. Pare infatti che l'amministratore delegato di una nota compagnia di voli low cost (della quale naturalmente mi asterrò dal fare il nome per ovvie ragioni di pubblicità) abbia nei giorni scorsi annunciato la probabile introduzione di una sorta di tassa sull'uso delle toilette di bordo. Evidentemente la crisi picchia duro e tutti i metodi sono buoni per trovare nuove fonti di entrata, ma una cosa del genere, diciamocelo in tutta franchezza, suona quanto meno sconcertante.

Perché se è senz'altro vero che pecunia non olet, come come ebbe a dire l'imperatore Vespasiano al figlioletto Tito venti secoli or sono mettendogli sotto il naso una moneta proveniente dalla tassa introdotta per l'uso di quelli che, da allora in poi, si chiamarono giustappunto "vespasiani", è altrettanto vero che i nostri antenati potevano pur sempre, magari accollandosi il rischio di una severa sanzione, arrangiarsi alla bisogna in luoghi appartati e fuori mano: soluzione che, onestamente, mi sembra abbastanza difficile mettere in atto nella cabina di un aereo pieno di passeggeri.

L'evasione della "gabella fisiologica" sarà quindi impossibile a bordo, e già mi immagino le peripezie di quegli imprevidenti viaggiatori che, magari per evitare problemi al metal detector prima dell'imbarco, avranno provveduto a spendere tutti i loro spiccioli al duty free. E d'altra parte, visto che tante compagnie, e non solo quelle low cost, hanno da tempo cominciato a far pagare separatamente tutto quello che si consuma a bordo, ivi compreso l'acqua minerale, era inevitabile che prima o poi si arrivasse a subire un esborso anche per l'eliminazione dei liquidi, oltre che per la loro assunzione.

Mi rassegno quindi a questa stramba novità, ma, da un punto di vista professionale, mi chiedo se anche i miei colleghi che lavorano per quella compagnia saranno costretti a fare le fila con la loro brava monetina in mano.

Perché se un passeggero di un volo di medio raggio, nella peggiore delle ipotesi, resta a bordo un paio d'ore o poco più, l'equipaggio difficilmente se la cava con meno di mezza giornata.