IL PERIODICO riacutizzarsi delle polemiche sulle intercettazioni telefoniche e ambientali, al di là di ogni legittima preoccupazione sul diritto di ciascuno alla propria privacy, non manca mai di strapparmi un sorriso a metà tra l'amaro e il divertito, perché io appartengo a una categoria che da tempo ha accettato di essere sistematicamente "intercettata". Infatti già dalla metà del secolo scorso, con l'introduzione di una delle famose scatole-nere-che-nere-non-sono, il Cockpit Voice Recorder, la privacy è stata estromessa dalla cabina di pilotaggio degli aerei di linea.
Costituito inizialmente da un nastro metallico, e successivamente magnetico, il CVR permetteva di registrare tutti i rumori (da quello dei motori fino ai click degli interruttori), le comunicazioni radio e le conversazioni (anche le più futili e personali) udibili in cabina negli ultimi trenta minuti di volo. Nel corso degli anni è stato reso obbligatorio per tutti gli aerei da trasporto commerciale, e grazie all'uso di memorie solide ha allungato il suo "tempo di ascolto" a due ore, in modo di fornire più elementi utili alla ricostruzione degli eventi.
Ma tutto questo è ancora insufficiente per gli addetti ai lavori, tanto è vero che il National Transportation Safety Board, l'autorità statunitense per la sicurezza aerea, ha emesso una raccomandazione per arrivare, in tempi brevi, all'installazione di un registratore di immagini capace di far vedere, oltre che ascoltare, tutto quello che succede in cabina di pilotaggio. Iniziativa lodevolissima e che sarà senz'altro di grande aiuto per gli investigatori, ma che ridurrà ulteriormente i già risicati margini di privacy di cui godono i piloti nell'esercizio delle loro funzioni, trasformando le cabine di pilotaggio in una sorta di Grande Fratello aeronautico.
E siccome, benché ormai a fine carriera, alla mia immagine ci tengo, prima di ogni volo potrei anche passare al trucco: un robusto strato di cerone come certi politicanti ai talk show e, perché no? Anche un bel reimpianto per rimpinguare la mia povera capigliatura che ultimamente, tra età e grattacapi, non si sta certo infoltendo
Costituito inizialmente da un nastro metallico, e successivamente magnetico, il CVR permetteva di registrare tutti i rumori (da quello dei motori fino ai click degli interruttori), le comunicazioni radio e le conversazioni (anche le più futili e personali) udibili in cabina negli ultimi trenta minuti di volo. Nel corso degli anni è stato reso obbligatorio per tutti gli aerei da trasporto commerciale, e grazie all'uso di memorie solide ha allungato il suo "tempo di ascolto" a due ore, in modo di fornire più elementi utili alla ricostruzione degli eventi.
Ma tutto questo è ancora insufficiente per gli addetti ai lavori, tanto è vero che il National Transportation Safety Board, l'autorità statunitense per la sicurezza aerea, ha emesso una raccomandazione per arrivare, in tempi brevi, all'installazione di un registratore di immagini capace di far vedere, oltre che ascoltare, tutto quello che succede in cabina di pilotaggio. Iniziativa lodevolissima e che sarà senz'altro di grande aiuto per gli investigatori, ma che ridurrà ulteriormente i già risicati margini di privacy di cui godono i piloti nell'esercizio delle loro funzioni, trasformando le cabine di pilotaggio in una sorta di Grande Fratello aeronautico.
E siccome, benché ormai a fine carriera, alla mia immagine ci tengo, prima di ogni volo potrei anche passare al trucco: un robusto strato di cerone come certi politicanti ai talk show e, perché no? Anche un bel reimpianto per rimpinguare la mia povera capigliatura che ultimamente, tra età e grattacapi, non si sta certo infoltendo