La Valle Susa, una Terra di mezzo incastonata tra le Alpi, ma facilmente godibile con i suoi ampi valichi. Un paesaggio mozzafiato dove la natura sfoggia tutte le sue bizzarrie, dalla vertigine di vette monumentali, come il Rocciamelone sacro ai Celti e meta di pellegrinaggi, ai laghi di montagna e parchi naturali. Un pezzo di Piemonte che ha sedotto per secoli personaggi emblematici come Giulio Cesare, Carlo Magno, Napoleone, ma anche tanti artisti e artigiani che qui hanno lasciato un patrimonio di arte e fede.
Un tesoro che da quest'estate può essere scoperto attraverso l'iniziativa dei “Percorsi Turistici e religiosi in Valle Susa” che propone cinque itinerari tematici guidati (più uno invernale) messi a punto dalla Cooperatica CulturAlpe dotati di rifugi, agriturismi, locande e ristoranti per il soggiorno.
Monasteri Alpini. Tra la Valle di Susa, sulla strada per il valico del Moncenisio e la Val Cenischia, un percorso che parte dalla splendida Sacra di San Michele della Chiusa, antica abbazia tardo romanica arroccata sul Monte Pirchiriano, che sembra aver ispirato Umberto Eco per l’immaginario narrativo del suo romanzo “Il nome della Roma”. E’ doverosa la visita a questo gioiello di architettura austera e mistica: dalla sua terrazza panoramica sulla vallata si scorge anche la Torre della leggendaria Bell’Ada (donna troppo vanitosa), mentre il ripido scalone dei morti e il Portale dello Zodiaco infarcito di un bestiario medievale, introduce alla chiesa ricca di affreschi, dove riposano i principi Savoia.
E si procede poi per il borgo di Novalesa con la sua abbazia benedettina dei SS. Pietro e Andrea fondata nel 726. Luogo prediletto da Carlo Magno, la impreziosì con apparati decorativi che la rendono oggi un esempio di arte carolingia.
Vivere le Alpi. Il Colle del Moncenisio come cuore del percorso medievale per la Francia e la città di Susa “Porta d’Italia” dallo spirito transalpino. Il monastero di Novalesa, tra i più antichi del versante alpino occidentale, ne diventa portavoce. I monaci novalesi offrono tante risorse culturali, tra cappelle affrescate, parchi, percorsi archeologici e musei del restauro del libro.
Tra gli stretti vicoli e i cortili dell’antico centro abitato, si trova anche la parrocchiale di S. Stefano che conserva incredibilmente tele della scuola del Caravaggio e del Rubens donate da Napoleone all’Ospizio del Moncenisio. E si scende a Susa, dove si può cogliere un’inaspettata atmosfera celtica, testimoniata dalle “coppelle druidiche” di epoca celtica incise nella roccia sul punto di più alto della città, all’ombra del monte Rocciamelone di oltre 3500 metri.
Racconti d’arte Alpina. Dal borgo di San Giorio a Salbertrand in Alta valle, toccando Bardonecchia e la sua conca fino alla borgata alpina di Melezet, una passeggiata all’insegna dei capolavori affrescati nascosti in tante chiese e cappelle poco frequentate, databili tra l’XI e il XVIII secolo. Ecco la mirabile cappella di San Lorenzo a San Giorio, esemplare unico della scuola di Giotto in tutto il Piemonte.
A Salbertrand oltre alla parrocchiale di S. Giovanni Battista che sfoggia preziosi cicli pittorici, si può curiosare per il Parco naturale del Gran Bosco. Il poggio panoramica offre un affaccio sulla piana di Oulx, mentre un sentiero pedonale arriva alla Pian del Sole. Immersa in un contesto naturalistico, il borgo di Melezetche vanta il Museo di arte religiosa alpina.
I sentieri del silenzio. Un tuffo nel mondo dei monaci certosini, per coglierne ritmi e vita rimasti inalterati nel corso dei secoli. Lo offre la visita all’antica Certosa di Montebenedetto sui monti di Villar Focchiardo, sorta nel 1200. Trekking lungo una mulattiera si arriva ai resti della Correria, la casa bassa del monastero, l’unico luogo dove potevano accedere un tempo i laici. Per i più sportivi “le vie dei monaci” toccano a piedi SantAntonio di Ranverso e Avigliana, per poi salire alla Sacra di San Michele, e fare tappa al Sentiero dei Franchi fino a Montebenedetto.
Le strade dei Valdesi. Il cammino dell’esilio dei Valdesi compiuto alla fine del Seicento per volontà dei Savoia che proibirono quel culto diverso dal cattolicesimo, viene riproposto con un percorso a cavallo tra la Valle di Susa e la Maurienne, toccando i borghi alpini di Novalesa e Moncenisio, risalendo fino al lago alpino delle Savine per concludersi al Colle Clapier a godere della natura selvatica delle Alpi. Un viaggio evocativo di storie e leggende, in una natura incontaminata dove l’acqua dei laghi appare color smeraldo e dove fanno capolino insoliti monumenti come il Gran Petrus, una galleria scavata tra il 1526 e il 1533 per portare acqua ai borghi di Ramats e Cels.
Notizie utili - “Percorsi Turistici e religiosi in Valle Susa”. Informazioni: Culturalpe, Via Argentera 3, Susa (Torino), tel.0122/622640, [email protected]
Un tesoro che da quest'estate può essere scoperto attraverso l'iniziativa dei “Percorsi Turistici e religiosi in Valle Susa” che propone cinque itinerari tematici guidati (più uno invernale) messi a punto dalla Cooperatica CulturAlpe dotati di rifugi, agriturismi, locande e ristoranti per il soggiorno.
Monasteri Alpini. Tra la Valle di Susa, sulla strada per il valico del Moncenisio e la Val Cenischia, un percorso che parte dalla splendida Sacra di San Michele della Chiusa, antica abbazia tardo romanica arroccata sul Monte Pirchiriano, che sembra aver ispirato Umberto Eco per l’immaginario narrativo del suo romanzo “Il nome della Roma”. E’ doverosa la visita a questo gioiello di architettura austera e mistica: dalla sua terrazza panoramica sulla vallata si scorge anche la Torre della leggendaria Bell’Ada (donna troppo vanitosa), mentre il ripido scalone dei morti e il Portale dello Zodiaco infarcito di un bestiario medievale, introduce alla chiesa ricca di affreschi, dove riposano i principi Savoia.
E si procede poi per il borgo di Novalesa con la sua abbazia benedettina dei SS. Pietro e Andrea fondata nel 726. Luogo prediletto da Carlo Magno, la impreziosì con apparati decorativi che la rendono oggi un esempio di arte carolingia.
Vivere le Alpi. Il Colle del Moncenisio come cuore del percorso medievale per la Francia e la città di Susa “Porta d’Italia” dallo spirito transalpino. Il monastero di Novalesa, tra i più antichi del versante alpino occidentale, ne diventa portavoce. I monaci novalesi offrono tante risorse culturali, tra cappelle affrescate, parchi, percorsi archeologici e musei del restauro del libro.
Tra gli stretti vicoli e i cortili dell’antico centro abitato, si trova anche la parrocchiale di S. Stefano che conserva incredibilmente tele della scuola del Caravaggio e del Rubens donate da Napoleone all’Ospizio del Moncenisio. E si scende a Susa, dove si può cogliere un’inaspettata atmosfera celtica, testimoniata dalle “coppelle druidiche” di epoca celtica incise nella roccia sul punto di più alto della città, all’ombra del monte Rocciamelone di oltre 3500 metri.
Racconti d’arte Alpina. Dal borgo di San Giorio a Salbertrand in Alta valle, toccando Bardonecchia e la sua conca fino alla borgata alpina di Melezet, una passeggiata all’insegna dei capolavori affrescati nascosti in tante chiese e cappelle poco frequentate, databili tra l’XI e il XVIII secolo. Ecco la mirabile cappella di San Lorenzo a San Giorio, esemplare unico della scuola di Giotto in tutto il Piemonte.
A Salbertrand oltre alla parrocchiale di S. Giovanni Battista che sfoggia preziosi cicli pittorici, si può curiosare per il Parco naturale del Gran Bosco. Il poggio panoramica offre un affaccio sulla piana di Oulx, mentre un sentiero pedonale arriva alla Pian del Sole. Immersa in un contesto naturalistico, il borgo di Melezetche vanta il Museo di arte religiosa alpina.
I sentieri del silenzio. Un tuffo nel mondo dei monaci certosini, per coglierne ritmi e vita rimasti inalterati nel corso dei secoli. Lo offre la visita all’antica Certosa di Montebenedetto sui monti di Villar Focchiardo, sorta nel 1200. Trekking lungo una mulattiera si arriva ai resti della Correria, la casa bassa del monastero, l’unico luogo dove potevano accedere un tempo i laici. Per i più sportivi “le vie dei monaci” toccano a piedi SantAntonio di Ranverso e Avigliana, per poi salire alla Sacra di San Michele, e fare tappa al Sentiero dei Franchi fino a Montebenedetto.
Le strade dei Valdesi. Il cammino dell’esilio dei Valdesi compiuto alla fine del Seicento per volontà dei Savoia che proibirono quel culto diverso dal cattolicesimo, viene riproposto con un percorso a cavallo tra la Valle di Susa e la Maurienne, toccando i borghi alpini di Novalesa e Moncenisio, risalendo fino al lago alpino delle Savine per concludersi al Colle Clapier a godere della natura selvatica delle Alpi. Un viaggio evocativo di storie e leggende, in una natura incontaminata dove l’acqua dei laghi appare color smeraldo e dove fanno capolino insoliti monumenti come il Gran Petrus, una galleria scavata tra il 1526 e il 1533 per portare acqua ai borghi di Ramats e Cels.
Notizie utili - “Percorsi Turistici e religiosi in Valle Susa”. Informazioni: Culturalpe, Via Argentera 3, Susa (Torino), tel.0122/622640, [email protected]