Nel cuore del Sacro Monte, ad Oropa, in una suggestiva conca a 1200 metri di quota, vive da sei secoli il culto della Madonna Nera. Un luogo mistico, con i suoi silenzi, i suoi prati, visitato da 800mila pellegrini all’anno. Qui, nel santuario più importante dell'arco alpino piemontese, ad undici chilometri da Biella, dal 18 al 21 giugno, si incroceranno i cammini di fede di tutto il mondo, riuniti nella biennale Borsa dei Percorsi Devozionali e Culturali.
Il Sacro monte di Oropa è dal 2003 Patrimonio Mondiale dell'Umanità. Vicino al Santuario, su uno dei cordoni morenici formati dal ghiacciaio che occupava la conca di Oropa, sorgono le diciannove cappelle del Sacro Monte, di diverse dimensioni ed epoche. Dodici sono di architettura barocca e conservano statue in terracotta a grandezza naturale.
L’ingresso del santuario di Oropa è la via d’accesso per l'attiguo appartamento reale, arredato nel Settecento per ospitare principi e regnanti. Interessanti anche le gallerie di ex voto - che si trovano sopra i porticati del Piazzale Sacro e che sono uno spaccato di vita vissuta, oltre che segni di riconoscenza alla Vergine Nera – ed i tredicimila volumi della biblioteca storica, che conserva anche alcuni incunaboli del 1450. Settecento i posti letto per i pellegrini.
Oropa non è però l’unica meta del turismo religioso nel biellese: sono numerosi i luoghi di fede, costruiti tra le montagne in luoghi sempre bellissimi. Sono occasioni per scoprire l’arte e la storia ma anche ottimi punti di partenza per escursioni estive.
I tre luoghi di fede più importanti sono legati da un unico percorso pedonale: si cammina dal Santuario di Graglia in Valle Elvo per arrivare appunto a quello di Oropa, nella valle omonima, e fermarsi a San Giovanni d'Andorno in Alta Valle del Cervo. Accanto ad essi troviamo numerosi piccoli santuari, detti "minori", altrettanto suggestivi ed interessanti.
Il Santuario di Graglia, dedicato alla Madonna di Loreto e costruito nel 1655 sul colle della Divina Bonta', è punto di partenza ideale, d’estate, per passeggiate o escursioni. D’inverno, per praticare sci ed alpinismo. Apprezzato non solo dagli amanti della montagna ma anche da chi ricerca la bellezza dell’arte: qui, oltre al chiostro con la fontana del "Burnel" e ad opere realizzate fra il Seicento ed il Settecento, è infatti conservata anche una biblioteca di grande pregio.
Millecinquecento testi, in gran parte risalenti ai secoli XVII e XVIII, cinquantotto cinquecentine (che comprendono un'edizione pressoché completa dell'opera di San Tommaso) e un'opera del 1513 che rappresenta, con l'ausilio di splendide carte, la Terrasanta secondo la cognizione dell'epoca. Per i turisti, nel complesso monumentale è stata allestita una "Casa per Ferie" - aperta fino al 30 settembre - con cento posti letto, suddivisi in camere e mini alloggi.
Santuario di San Giovanni d'Andorno. Poco dopo il paese di Campiglia, nella valle del Cervo, una strada nel verde porta ai 1020 metri alla terza meta: il Santuario di San Giovanni d'Andorno. Qui sono custodite varie opere dei Galliari di Andorno, tra le quali le prospettive della cupola e delle pareti. Attorno al simulacro del Santo sorse nel XVII secolo la chiesa primitiva, ampliata nel secolo successivo e completata con il suggestivo chiostro con burnel, insieme alla rettoria, al portico e altri edifici destinati all'ospitalita'.
Il Sacro monte di Oropa è dal 2003 Patrimonio Mondiale dell'Umanità. Vicino al Santuario, su uno dei cordoni morenici formati dal ghiacciaio che occupava la conca di Oropa, sorgono le diciannove cappelle del Sacro Monte, di diverse dimensioni ed epoche. Dodici sono di architettura barocca e conservano statue in terracotta a grandezza naturale.
L’ingresso del santuario di Oropa è la via d’accesso per l'attiguo appartamento reale, arredato nel Settecento per ospitare principi e regnanti. Interessanti anche le gallerie di ex voto - che si trovano sopra i porticati del Piazzale Sacro e che sono uno spaccato di vita vissuta, oltre che segni di riconoscenza alla Vergine Nera – ed i tredicimila volumi della biblioteca storica, che conserva anche alcuni incunaboli del 1450. Settecento i posti letto per i pellegrini.
Oropa non è però l’unica meta del turismo religioso nel biellese: sono numerosi i luoghi di fede, costruiti tra le montagne in luoghi sempre bellissimi. Sono occasioni per scoprire l’arte e la storia ma anche ottimi punti di partenza per escursioni estive.
I tre luoghi di fede più importanti sono legati da un unico percorso pedonale: si cammina dal Santuario di Graglia in Valle Elvo per arrivare appunto a quello di Oropa, nella valle omonima, e fermarsi a San Giovanni d'Andorno in Alta Valle del Cervo. Accanto ad essi troviamo numerosi piccoli santuari, detti "minori", altrettanto suggestivi ed interessanti.
Il Santuario di Graglia, dedicato alla Madonna di Loreto e costruito nel 1655 sul colle della Divina Bonta', è punto di partenza ideale, d’estate, per passeggiate o escursioni. D’inverno, per praticare sci ed alpinismo. Apprezzato non solo dagli amanti della montagna ma anche da chi ricerca la bellezza dell’arte: qui, oltre al chiostro con la fontana del "Burnel" e ad opere realizzate fra il Seicento ed il Settecento, è infatti conservata anche una biblioteca di grande pregio.
Millecinquecento testi, in gran parte risalenti ai secoli XVII e XVIII, cinquantotto cinquecentine (che comprendono un'edizione pressoché completa dell'opera di San Tommaso) e un'opera del 1513 che rappresenta, con l'ausilio di splendide carte, la Terrasanta secondo la cognizione dell'epoca. Per i turisti, nel complesso monumentale è stata allestita una "Casa per Ferie" - aperta fino al 30 settembre - con cento posti letto, suddivisi in camere e mini alloggi.
Santuario di San Giovanni d'Andorno. Poco dopo il paese di Campiglia, nella valle del Cervo, una strada nel verde porta ai 1020 metri alla terza meta: il Santuario di San Giovanni d'Andorno. Qui sono custodite varie opere dei Galliari di Andorno, tra le quali le prospettive della cupola e delle pareti. Attorno al simulacro del Santo sorse nel XVII secolo la chiesa primitiva, ampliata nel secolo successivo e completata con il suggestivo chiostro con burnel, insieme alla rettoria, al portico e altri edifici destinati all'ospitalita'.