SI DEVE AL GENIO alla laboriosità tutta friulana di Giacomo Ceconi, nato poverissimo a Pielungo nel 1833 e destinato a diventare il più grande costruttore di strade e ferrovie dell’Impero Austro-ungarico, uno dei tratti più scenografici della Val d’Arzino. La strada Regina Margherita è l’omaggio che Ceconi, già insignito dall’imperatore Francesco Giuseppe del diploma di nobile dell’impero per la straordinaria impresa della ferrovia dell’Arlberg, volle fare al suo paese realizzando a proprie spese una carrabile che lo collegava alla valle, strappando così gli abitanti di quelle montagne a un destino di isolamento. Ultimata nel 1890 e a tutt’oggi utile via di comunicazione tra la pianura spilimberghese e la Carnia, la strada Regina Margherita (la scelta del nome piacque a Umberto I di Savoia che nominò l’impresario "conte di Montececon") negli undici chilometri di seducente e scosceso paesaggio che costeggiando il torrente si sviluppa in gran parte sull’orrido del Clapiat, collega Anduins a Pielungo. Qui lo spirito del Ceconi aleggia ancora tra le mura del castello che, in ardito neogotico d’inizio secolo, il conte volle costruirsi a coronamento di una vita da fiaba cominciata da contadino analfabeta in quel villaggio della pedemontana
La strada della regina Margherita
Il costruttore premiato da Francesco Giuseppe