Viaggi

In crociera sulle navi cargo

Verso i mari del Sud, oppure lungo i fiordi norvegesi, o ancora in estremo oriente, in cabina doppia e a tavola con l'equipaggio a menù fisso. Tutto a prezzi interessantissimi

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Prendete una crociera. Togliete il bingo, gli spettacoli col prestigiatore, l’animazione in piscina, il casinò, il piano bar... Deludente? Secondo molti no, anzi il contrario: sono quelli, e ormai non sono pochi, che scelgono di viaggiare su una nave soprattutto per stabilire un contatto con l’idea di navigazione. Il modo più concreto per farlo, se non si è marinai, è imbarcarsi su un cargo, una nave da trasporto, dove al centro dell’attenzione del capitano e dell’equipaggio ci sono le merci.

E sempre intorno alle merci è concepita la struttura della nave, i suoi orari, la sua rotta. Non tutti i cargo naturalmente accettano passeggeri a bordo: ma questo tipo di crociera ha preso ad affermarsi sempre di più, negli ultimi trent’anni, per i tanti che scelgono di fare turismo consapevole.

Sono centinaia in tutto il mondo le navi di questo tipo che hanno scelto di ospitare passeggeri nel corso del loro viaggio, un viaggio che condiziona la durata della vacanza e non viceversa: dieci giorni possono diventare otto o dodici, a seconda di vari fattori che sono, principalmente, il carico o lo scarico di merci.

Un giro del mondo può durare ottanta giorni, su un cargo, ma se poi dura sei mesi, insomma, non dovrete lamentarvi. Il Mediterraneo è ancor oggi un mare importante, nell’economia mondiale della navigazione, e molti dei viaggi che si possono intraprendere su una nave cargo partono da lì.

Ed fra i leader di quelle compagnie che hanno deciso di offrire questo servizio c’è l’italiana Grimaldi che offre ospitalità sulle sue navi dirette verso Grecia, Turchia e Medio Oriente, ma anche verso il Nord Europa, il Sud America, e l’Africa Occidentale. Se siete alle prime armi, tutto sommato, e vi spinge soprattutto la curiosità, sarebbe bene scegliere un itinerario non lunghissimo: annoiarsi (ma non ci si annoia) per sette giorni è un conto, se succede per novanta, le cose si complicano notevolmente.

Con partenza da Salerno ci si dirige verso il Pireo, poi Alessandria d’Egitto, Beirut, Tartous e Lattakia in Siria, Mersin, Gemlik e Yenikoy in Turchia; poi si torna a Salerno. Il prezzo sembra conveniente: un posto in una cabina a due letti si paga all’incirca 650 euro, pensione completa inclusa.

A proposito di pensione, su queste navi si mangia con tutti gli altri, di solito abbastanza presto: per chiarire, se perdete la colazione dovrete aspettare il pranzo, ma verso mezzogiorno chi fa il marinaio è piuttosto affamato. E non c’è imbarazzo della scelta perché non c’è da scegliere: il menu del giorno lo decide il cuoco e se qualcosa non vi piace pazienza.

Il viaggio descritto è fra i più brevi e dura 13 giorni, ma la stessa compagnia ci tiene a specificare la dicitura “circa” visto che un cargo, come si diceva, deve servire chi spedisce merci: se un carico importante ritarda non è escluso si debba aspettare, se il viaggio va liscio e veloce i marinai saranno ben contenti di tornare alla base un paio di giorni prima e dovrete contentarvi anche voi.

Sempre la Grimaldi, comunque, offre diversi itinerari anche più impegnativi: le condizioni di viaggio sono sempre più o meno le stesse ma la durata e le distanze si allungano. Parte da Amburgo la linea diretta in Sud America e qui la cosa è suggestiva ma senz’altro da programmare con qualche anticipo, per chi lavora.

Si torna in Europa, infatti, un paio di mesi più tardi, dopo aver fatto il seguente giro: Tillbury (in Gran Bretagna) Anversa, Le Havre, Bilbao, Casablanca, Dakar, Conakry in Guinea, Freetown in Sierra Leone; poi si attraversa l’Atlantico: Salvador de Bahia, Vitoria, Rio de Janeiro, Zarate in Argentina, Buenos Aires, Montevideo in Uruguay, poi ancora in Brasile, ancora Dakar e infine: Europa.

È obbligatorio – specificano gli organizzatori – il certificato di vaccinazione contro la febbre gialla. Il prezzo? 2.500 euro in cabina doppia, circa la metà se il vostro viaggio è di sola andata. Se il viaggio in cargo ci seduce potremmo decidere qualche mèta ancor più esotica, per esempio le Antille: su rotte di questo tipo le ex potenze coloniali europee sono più attrezzate delle italiane e i viaggi delle navi sono frequenti e collaudati, visto che in molti casi devono assicurare lo scambio di merci con territori lontani ma amministrativamente ancora europei.

È il caso della Francia, per esempio: la Cgm, Compagnie Générale Maritime viaggia verso le Antille Francesi, a Fort-de-France, capitale della Martinica, o Pointe-à-Pitre in Guadalupa, in una dozzina di giorni, su una delle sue “bananiere”, così si definivano un tempo queste navi.
La partenza è da Le Havre e per circa mille euro avrete così la vostra crociera ai Caraibi (ricordandosi sempre che la navigazione impegna la maggior parte del viaggio).

A questo punto perché dirigersi verso i mari del Sud? Passa anche per Genova e Napoli quello organizzato dagli inglesi della Freighter Cruises che dopo una sosta a Malta passa il canale di Suez per arrivare a Dubai, poi si va dritti a Chiwan, dalle parti di Hong Kong, in Corea, in diversi porti della Cina fra cui Xingang e Hong Kong, e ancora Singapore, Malesia, e poi si torna a casa.
Ci vogliono una settantina di giorni e un centinaio di euro al giorno.

Per spendere meno, si parte con compagnie dell’Est europeo, la polacca Pzm ad esempio, che è una delle maggiori compagnie di navigazione del mondo e non chiede più di 20 euro al giorno per imbarcarsi su una delle sue tantissime navi dirette in Nord Europa, Mediterraneo, Africa o America.

Chi ci è stato consiglia questi viaggi non solo per i prezzi, ma per un’atmosfera, almeno fino a qualche tempo fa, realmente “marinara”: lo racconta, il francese Hugo Verlomme, nella sua Guida ai viaggi in cargo che, aggiornata nel 2000 (ed. incontri nautici, 17 euro) è ancor oggi il testo di riferimento per chi vuole provare quest’emozione:

«Un viaggio in mare – scrive Verlomme – è un viaggio fuori dal tempo. A terra la gente si lamenta sempre di non aver tempo a disposizione. In mare perdiamo i nostri punti di riferimento [...] Si viene presi da una specie di pienezza in contrasto con ciò che succede normalmente a terra».

Tornando in Europa, c’è un’esperienza piuttosto nota per la sua suggestione, che è particolarmente indicata nella stagione estiva, e ci permette di contentare esotismo e voglia di bellezza senza staccarci dal nostro continente: il viaggio costiero in Norvegia, uno spettacolare itinerario tra i fiordi che dura 12 giorni e che ha attratto talmente tanti turisti da convincere la Hurtigruten, compagnia commerciale che lo organizza, a programmare quasi una partenza al giorno da Bergen, verso il Nord.

Le piccole navi della Hurtigruten riescono a infilarsi tra i fiordi fino a dove le più grandi navi da crociera non possono arrivare. Il tutto costa circa 1.400 euro, ma esistono anche, a minor prezzo, tratte più brevi, da cinque o sette giorni.

Ma sarà bene concludere al caldo questa rapida escursione, con una delle più suggestive fra le tante proposte che, come si è visto, vengono fatte al turista dalle compagnie che trasportano merci per mare. Se volete imbarcarvi sull’Aranui non si può partire da un porto europeo: questa nave postale presta servizio infatti solo a Thaiti e la partenza è da Papeete: 15 giorni sulla nave che collega le Marchei e le Tuamotu al resto del mondo, fra la terra, i mari e la gente dipinta da Gauguin.

Il prezzo? Non sarebbe altissimo: ma in Polinesia ci dovete arrivare per conto vostro, e le agenzie di viaggi propongono il pacchetto intorno ai cinquemila euro.