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Avignone. Esplorazioni per tutti i sensi

(afp)
Con il festival del Teatro (che si appresta al grande epilogo) la città dei papi si trasforma nel luogo ideale. Per saziare la mente e il corpo
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Se ad Avignone siete a metà di una storicissima, ariosissima piazza lunga e alberata che dista dieci minuti a piedi dal Palazzo dei Papi, se sostate al centro della Place des Carmes, i vostri sensi del gusto, dell'olfatto e del tatto saranno soddisfatti grazie agli espedienti cosmopoliti del ricco menu di specialità greche e armene della Taverne Avedis che agisce su un marciapiede centrale di tavolini all'aperto (con portate "spettacolari"), e al tempo stesso i vostri sensi dell'udito e della vista potrebbero essere destinati a immagazzinare emozioni serie se per coincidenza siete muniti d'un biglietto per il lavoro teatrale in programma lì di fronte, nel prestigioso e accogliente teatro all'aperto che è un chiostro, il Cloître des Carmes, dove le messinscene sono sempre di una cultura che "alimenta". Ecco dimostrato come Avignone sia, almeno in luglio, durante il Festival ufficiale (con appendice diffusa ovunque di altri 1336 spettacoli ad opera di Avignon Off), una città ideale per la mente e per il corpo, per esplorazioni di siti architettonici, di palcoscenici artistici e di mete di ristorazione che hanno in serbo tradizioni locali e internazionali della cucina (per tutte le tasche, le età, le curiosità).

Gli scorci eleganti o popolari, le piccole fiere di libri, gli avamposti festivalieri, l'allestimento mobile di spezzoni recitati ovunque, lo spaccio infinito di flyer, il sorriso istintivo di cittadini-visitatori-artisti, tutto emana una teatralità ricca di sorprese a ogni angolo. Basta progettarsi una mappa di visioni, di contatti, di soste che un po' alla volta esauriscano una zona, un quartiere, una via-dorsale della città. Scontando affluenze di turismo più fitto se si scorre la stretta ma rutilante Rue des Teinturiers, o la più intellettualmente vissuta Rue des Lices, o la Mecca dei saponi e delle stoffe della Provenza che è Rue de la Balance. E oltre all'obbligo morale, e al piacere estetico, di assistere a rappresentazioni del Festival d'Avignon, soprattutto quelle sotto un cielo di stelle in un cortile di rango (Cour d'honneur du Palais des Papes) o nei chiostri (Lycée Saint-Joseph, Des Célestins, Des Carmes...), può capitare d'imbattersi in concerti o a solo musicali in qualche crocevia, o in circostanze particolari di mostre, di proiezioni, di installazioni.

Per gli amanti della degustazione, ci sono percorsi di boutique alimentari imperdibili, con scenografie interne all'insegna della ricercatezza d'impianto, dello chic quasi pittorico degli ingredienti, a riprova, sempre, d'una ben nota, studiata, congenita grazia francese nell'arredare i messaggi, le proposte, le fascinazioni comunicative, sia di mercato sia di creatività concettuale. A tutto questo fanno da contrappeso, è ovvio, passeggiate più isolate e più contemplative, magari sulla riva della Rhône, o in certi labirinti di piccole vie a est o a ovest dell'interno delle mura. Dipende dal vostro stato d'animo.