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Ludwig. Sulle orme del sovrano archistar

Neuschwanstein, il sogno più ardito di Ludwig 
A 170 dalla nascita del monarca, alla cui passione per le arti si devono molte delle opere architettoniche che connotano la sua Baviera e la stessa Monaco, un itinerario attraverso i "suoi" palazzi e castelli. A cominciare da quella Neuschwanstein che ha ispirato persino il logo di Walt Disney
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Il 25 agosto molti in Baviera ricorderanno i 170 anni dalla nascita di Ludwig II, anacronistico e romantico sovrano, protettore delle arti e ?costruttore di castelli che ancora oggi colpiscono la fantasia, come il celeberrimo Neuschwanstein, che ha ispirato Walt Disney per il castello della Bella Addormentata nel Bosco. La storia di questo re, portato dalla sua follia a una morte tragica e prematura, continua ad affascinare e fa da trait d'union per la scoperta dei suoi castelli a Monaco e in Baviera, tutti visitabili nel periodo di fine estate subito prima dell'inizio dell'attesa Oktoberfest.
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Ludwig nacque nel 1845 nel castello di Nymphenburg, alla periferia di Monaco, discendente della potente dinastia dei Wittelsbach, risalente a Carlo Magno e imparentata con i regnanti di mezza Europa. Erano gli anni in cui l'architetto Leo von Klenze imbevuto di cultura classica aveva trasformato la capitale bavarese edificando palazzi, strade e piazze come la Max Joseph-Platz, la Königsplatz e la Ludwigstrasse che ancora oggi sono meta degli itinerari turistici in città. Gran parte della fanciullezza fu trascorsa nel castello di Hohenschwangau presso Füssen sulle Alpi Bavaresi, ma anche a causa del cattivo rapporto con i genitori Ludwig cercò in gioventù un'altra residenza, il castello di Berg, 20 km a sud di Monaco sul lago di Starnberg: in un villino solitario sull'Isola delle Rose trascorse i pochi momenti felici della sua vita ricevendo ospiti molto cari come il musicista Richard Wagner, la cugina Sissi imperatrice d'Austria e la zarina russa Maria Alexandrowna.

Il centro della vita di corte era però la Residenz nel cuore di Monaco, un grande palazzo con 10 cortili interni in stile fiorentino dalla facciata simile a Palazzo Pitti. Oggi rinomato museo, per quattro secoli fino al 1918 fu dimora e sede del governo della dinastia dei Wittelsbach. Il bombardamento del 1944 lasciò intatti soltanto 50 dei 23.000 mq di tetti: le opere d'arte però erano state messe in salvo e sono ritornate al loro posto dopo la ricostruzione. Da non perdere l'Antiquarium, la più grande sala rinascimentale a nord delle Alpi, la Galleria degli Antenati, le stanze con ricche decorazioni rococò, la collezione di ceramiche e il San Giorgio tempestato di pietre preziose nella sala del Tesoro. Qui nella sala del trono il 12 marzo 1864 Ludwig II fu incoronato e giurò fedeltà alla Costituzione indossando l'uniforme bianca e azzurra di generale dell'esercito bavarese. Non fu un buon sovrano: gli impegni di corte lo annoiavano e preferiva ritirarsi tra le montagne, cavalcare e girare d'inverno di notte sulla neve su sfarzose slitte con decorazioni di epoche precedenti che si possono ancora vedere al museo delle carrozze di Nymphenburg.
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A lungo concepì il suo sogno più ardito, riedificare un castello sulle antiche rovine del monte proprio di fronte a Hohenschwangau: i lavori di costruzione di Neuschwanstein cominciarono però solo nel 1879. La posizione eccezionale su una roccia  a picco in mezzo a una forra tra le montagne è scenario di una costruzione fuori dal tempo, ispirata alle saghe della tradizione germanica rivisitata dal mondo ideale di Richard Wagner. La sala dei cantori è ornata da scene dal Parsifal e dalla saga del sacro Graal. La sala del trono a due piani, mai usata, è alta 15 metri e imita con il blu e l'oro Santa Sofia a Bisanzio. L'idea di trasformare il villino di caccia del padre nella tenuta di Linderhof, distante venti chilometri, in un piccolo palazzo con giardino all'italiana in stile rinascimentale gli venne durante un viaggio a Parigi. La costruzione si appesantì  con l'avanzare del progetto e il castello si presenta con lo sfarzo del rococò bavarese. Colpiscono nella visita il "tavolo magico", un montacarichi che tra una portata e l'altra sprofondava nel pavimento per essere preparato dai domestici che non dovevano farsi vedere dal sovrano, nonché la stravagante grotta di Venere nel giardino, dove su una barca a forma di conchiglia Ludwig attraversava un laghetto artificiale ascoltando musicanti fatti venire appositamente da Monaco per suonare musiche di Wagner. L'illuminazione della grotta era fornita da 25 dinamo alimentate dalla prima centrale elettrica della Baviera.

Il Chiemsee è un vasto lago palustre più vicino a Salisburgo che a Monaco, facilmente raggiungibile con l'autostrada, con due isolette dette isola degli uomini e isola delle donne, che ospitano il monastero dei canonici agostiniani e l'abbazia delle benedettine. Sulla prima, acquistata per lo scopo, fu eretto il nuovo castello che doveva essere il monumento alla grandezza di Ludwig. Il progetto, incompiuto prima della sua morte, era una riproduzione di Versailles con una spettacolare camera da letto e soprattutto con una sala degli specchi lunga oltre 100 metri e illuminata da 1800 candele. Nel museo di Herrenchiemsee si trova il più celebre ritratto del giovane Ludwig appena incoronato e la storia della sfortunata vita del monarca. Nel 1948 in questo luogo silenzioso e appartato si riunirono i padri fondatori per scrivere la costituzione della Repubblica Federale Tedesca.
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Le numerose assenze da corte, ma soprattutto il baratro finanziario generato dalle spese folli per i castelli portarono al colpo di stato del 7 giugno 1886, quando lo zio principe Luitpoldo propose la deposizione, ratificata dal governo bavarese. Il giorno successivo Ludwig fu preso a Neuschwanstein e dichiarato infermo di mente, senza essere mai sottoposto a una vera e propria visita. Fu condotto subito in prigionia a Berg e morì in circostanze misteriose: alle otto di sera del 13 giugno, sotto la pioggia, uscì nel giardino del castello per una passeggiata insieme al dottor Gudden, lo psichiatra che lo doveva sorvegliare: i due cadaveri furono ritrovati a poca distanza nel lago profondo meno di un metro, nel luogo dove oggi una semplice croce nell'acqua davanti a una cappella votiva sulla riva ricordano la scomparsa del re, che riposa nella chiesa di Sankt Michael, sulla Kaufingerstrasse, la strada pedonale dei negozi nel centro di Monaco.

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