Capisci che non vuoi più tornare a casa quando ti ritrovi in spiaggia a sgranocchiare petali di fiori, con un cocktail all'ananas in mano e la brezza che ti scompiglia i capelli. I Moringa sono bianchi, dolci e piccanti, i Kawara arancioni, e sanno di frutta. Ce ne sono poi giallo canarino, con il gusto dei piselli crudi, o viola intenso, che sembra di masticare foglie di menta. "Ad Aruba usiamo i fiori per tutto", spiega Frank Kelly, che a 30 anni ha rinunciato a una vita da bancario per lavorare in riva al mare alla ricerca di alghe e molluschi. "E ovviamente per raccogliere fiori", aggiunge sorridendo, mentre li prende a manciate da una cesta di vimini per guarnire cocktail e piatti di pesce. "Qui è sempre cresciuta poca verdura, così i nostri antenati hanno cercato soluzioni alternative: e la cucina con i fiori è una tradizione che ad Aruba tramandiamo di generazione in generazione".
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Gli abitanti la chiamano "One Happy Island" e lo scrivono ovunque, anche sulle targhe delle automobili. E' difficile non essere d'accordo: centomila abitanti, un sole che splende tutto l'anno e una posizione, nel mare del Venezuela, che la tiene al riparo degli uragani. Con il meglio dei Caraibi e dell'Europa, perché anche se Maracaibo è a 200 chilometri la piccola nazione delle vecchie Antille Olandesi fa parte del Regno dei Paesi Bassi. Ed ecco quindi un mix di due continenti con mare mozzafiato, palme e frutta tropicale, ma anche strade sicure, rispetto per l'ambiente e un alto tenore di vita. La lingua nazionale è il papiamento, un idioma creolo parlato solo nelle isolette di Aruba, Bonaire e Curacao e basato su un portoghese con influenze latinoamericane e africane. Ma quasi tutti gli abitanti parlano anche inglese, spagnolo e olandese: insomma, un paradiso per i turisti di mezza Europa.
La capitale Oranjestad è un paesone senza traffico con il mar dei Caraibi da un lato e i palazzi dal profilo olandese dall'altro, in un tripudio di yacht e hotel di lusso, cabriolet, ristoranti, casinò e boutique di grandi firme. Il vecchio mulino a vento è al centro dell'isola e dà un tocco surreale al paesaggio di ampie strade cocenti ed enormi alberghi in riva al mare. La Butterfly Farm è poco distante e sembra un pezzo di foresta pluviale catapultato in città: decine di specie di farfalle dell'Amazzonia e del sudest asiatico volteggiano libere in un giardino coperto da reti trasparenti, tra cespugli in fiore, laghetti e piante dalle foglie giganti. Spingendosi verso la punta occidentale dell'isola si incontra la scritta I Love Aruba, perfetta per chi ama celebrare la vacanza tropicale sui social. Dopo il vecchio Faro che porta il nome della nave americana California, di cui si vede ancora il relitto arenato davanti alla costa nel 1910, si arriva in una zona disabitata con decine di pellicani e cormorani che sostano sugli scogli.
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Ad Aruba il clima è semiarido - "quasi desertico", assicurano gli abitanti - e rende il terreno roccioso una casa ideale per molti animali come asini e capre selvatiche, iguane e tori. Sull'isola tutto è a un passo ed è vero in particolare per l'Arikok National Park, che copre circa il 20% dell'isola. Gli animali sono numerosi, e non serve particolare fortuna per vedere roditori sbucare dei cespugli o povere lucertole blu stritolate dai boa costrictor. Per girare il parco è necessaria un'automobile, ma può essere un'ottima idea affittare una bicicletta o un quad. La pittoresca Cappella di Alto Vista è stata la prima chiesa cattolica dell'isola e si raggiunge con una tortuosa stradina costellata da croci bianche, tra colline di terra rossa, piante di aloe e cactus a candelabro. In tutto il versante nord orientale dell'isola le correnti sono davvero forti e può essere molto pericoloso fare il bagno. La strada non è mai asfaltata, ma porta ad alcune tra le spiagge più belle (e solitarie) dell'isola, come Diamari Beach, Dos Playa e Boca Prins. In questa zona ci sono antiche miniere d'oro, nate nel quindicesimo secolo da avventurieri arrivati ai Caraibi in cerca di ricchezza e tesori. Stando alla leggenda una di queste si chiamava "Oro Ruba", che significa Oro Rosso. Noord Kaap è un po' la punta segreta dell'isola, dove arrivano pochissimi turisti perché la strada sterrata sembra perdersi in un deserto di arbusti. Gli unici rumori sono il vento, il fragore delle onde che si infrangono contro gli scogli a picco sul mare e le urla delle fregate, "i pirati dei cieli".
Grazie ai costanti venti alisei che rinfrescano l'isola, Aruba è una destinazione di fama mondiale tra windsurfer e kitesurfer. La splendida spiaggia nel versante sud dell'isola è una lingua di sabbia bianca lunga una decina di chilometri, con resort di lusso di tutte le dimensioni. I tanti bagnanti vivono come in un paradiso per i turisti: c'è chi sonnecchia baciato dalla brezza, chi si lancia con sport acquatici o addirittura azzarda sessioni di yoga in mezzo al mare. L'acqua è il regno del lusso, ma l'anima caraibica dell'isola continua tra le strade con i venditori di cocco o banchetti che preparano spremute di ananas e papaya, magari con un goccio di rhum.
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Man mano che si sale verso nord le spiagge diventano di una bellezza sconvolgente e per innamorarsi di Eagle Beach bastano davvero pochi secondi. L'incantesimo nasce al primo sguardo verso l'acqua a macchie turchesi e celesti, prima ancora di vedere le iguane che zampettano sulla sabbia bianca. Non serve aver viaggiato molto per pensare "Questo è il posto più bello dove sono mai stato", anche perché lo riconoscono tutte le classifiche: anche grazie ai divi divi, i nodosi alberi piegati dal vento, simbolo del Paese, Eagle Beach è sempre in testa alle spiagge più belle Caraibi. Per la guida Rough Guides sono pochissime a poter competere con lei, ma al confronto con altri paradisi da tutti i continenti non ci sono dubbi: "Eagle Beach di Aruba è la spiaggia più bella del mondo".
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Gli abitanti la chiamano "One Happy Island" e lo scrivono ovunque, anche sulle targhe delle automobili. E' difficile non essere d'accordo: centomila abitanti, un sole che splende tutto l'anno e una posizione, nel mare del Venezuela, che la tiene al riparo degli uragani. Con il meglio dei Caraibi e dell'Europa, perché anche se Maracaibo è a 200 chilometri la piccola nazione delle vecchie Antille Olandesi fa parte del Regno dei Paesi Bassi. Ed ecco quindi un mix di due continenti con mare mozzafiato, palme e frutta tropicale, ma anche strade sicure, rispetto per l'ambiente e un alto tenore di vita. La lingua nazionale è il papiamento, un idioma creolo parlato solo nelle isolette di Aruba, Bonaire e Curacao e basato su un portoghese con influenze latinoamericane e africane. Ma quasi tutti gli abitanti parlano anche inglese, spagnolo e olandese: insomma, un paradiso per i turisti di mezza Europa.
La capitale Oranjestad è un paesone senza traffico con il mar dei Caraibi da un lato e i palazzi dal profilo olandese dall'altro, in un tripudio di yacht e hotel di lusso, cabriolet, ristoranti, casinò e boutique di grandi firme. Il vecchio mulino a vento è al centro dell'isola e dà un tocco surreale al paesaggio di ampie strade cocenti ed enormi alberghi in riva al mare. La Butterfly Farm è poco distante e sembra un pezzo di foresta pluviale catapultato in città: decine di specie di farfalle dell'Amazzonia e del sudest asiatico volteggiano libere in un giardino coperto da reti trasparenti, tra cespugli in fiore, laghetti e piante dalle foglie giganti. Spingendosi verso la punta occidentale dell'isola si incontra la scritta I Love Aruba, perfetta per chi ama celebrare la vacanza tropicale sui social. Dopo il vecchio Faro che porta il nome della nave americana California, di cui si vede ancora il relitto arenato davanti alla costa nel 1910, si arriva in una zona disabitata con decine di pellicani e cormorani che sostano sugli scogli.
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Ad Aruba il clima è semiarido - "quasi desertico", assicurano gli abitanti - e rende il terreno roccioso una casa ideale per molti animali come asini e capre selvatiche, iguane e tori. Sull'isola tutto è a un passo ed è vero in particolare per l'Arikok National Park, che copre circa il 20% dell'isola. Gli animali sono numerosi, e non serve particolare fortuna per vedere roditori sbucare dei cespugli o povere lucertole blu stritolate dai boa costrictor. Per girare il parco è necessaria un'automobile, ma può essere un'ottima idea affittare una bicicletta o un quad. La pittoresca Cappella di Alto Vista è stata la prima chiesa cattolica dell'isola e si raggiunge con una tortuosa stradina costellata da croci bianche, tra colline di terra rossa, piante di aloe e cactus a candelabro. In tutto il versante nord orientale dell'isola le correnti sono davvero forti e può essere molto pericoloso fare il bagno. La strada non è mai asfaltata, ma porta ad alcune tra le spiagge più belle (e solitarie) dell'isola, come Diamari Beach, Dos Playa e Boca Prins. In questa zona ci sono antiche miniere d'oro, nate nel quindicesimo secolo da avventurieri arrivati ai Caraibi in cerca di ricchezza e tesori. Stando alla leggenda una di queste si chiamava "Oro Ruba", che significa Oro Rosso. Noord Kaap è un po' la punta segreta dell'isola, dove arrivano pochissimi turisti perché la strada sterrata sembra perdersi in un deserto di arbusti. Gli unici rumori sono il vento, il fragore delle onde che si infrangono contro gli scogli a picco sul mare e le urla delle fregate, "i pirati dei cieli".
Grazie ai costanti venti alisei che rinfrescano l'isola, Aruba è una destinazione di fama mondiale tra windsurfer e kitesurfer. La splendida spiaggia nel versante sud dell'isola è una lingua di sabbia bianca lunga una decina di chilometri, con resort di lusso di tutte le dimensioni. I tanti bagnanti vivono come in un paradiso per i turisti: c'è chi sonnecchia baciato dalla brezza, chi si lancia con sport acquatici o addirittura azzarda sessioni di yoga in mezzo al mare. L'acqua è il regno del lusso, ma l'anima caraibica dell'isola continua tra le strade con i venditori di cocco o banchetti che preparano spremute di ananas e papaya, magari con un goccio di rhum.
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Man mano che si sale verso nord le spiagge diventano di una bellezza sconvolgente e per innamorarsi di Eagle Beach bastano davvero pochi secondi. L'incantesimo nasce al primo sguardo verso l'acqua a macchie turchesi e celesti, prima ancora di vedere le iguane che zampettano sulla sabbia bianca. Non serve aver viaggiato molto per pensare "Questo è il posto più bello dove sono mai stato", anche perché lo riconoscono tutte le classifiche: anche grazie ai divi divi, i nodosi alberi piegati dal vento, simbolo del Paese, Eagle Beach è sempre in testa alle spiagge più belle Caraibi. Per la guida Rough Guides sono pochissime a poter competere con lei, ma al confronto con altri paradisi da tutti i continenti non ci sono dubbi: "Eagle Beach di Aruba è la spiaggia più bella del mondo".