Viaggi

Non solo Bianco. La Vallée dei Castelli e delle miniere

Castello di Fénis 
Tredici manieri e un paio di bacini di estrazione ormai dismessi. Sono l'alternativa del fondovalle aostano ai soliti - magnifici - pellegrinaggi al cospetto delle vette alpine. Scopriamoli
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Tredici affascinanti castelli aperti al pubblico, una paio di bacini minerari da scoprire e insolite vestigia di epoca romana. È ciò che offre la Valle d'Aosta in primavera avanzata, quando chiudono le piste da sci e i sentieri di alta montagna sono ancora impraticabili. Il viaggio tra i manieri non può che iniziare dal Forte di Bard, situato proprio alle porte della vallata. Imponente, più volte assediato,rimaneggiato ed espugnato oggi ospita il Museo delle Alpi, un percorso tematico per ragazzi, il museo dedicato alla storia del forte e interessanti mostre temporanee, come quella dedicata al Wildlife Photographer of the year aperta fino al 2 giugno. Aperto al pubblico, che può visitare anche le prigioni e sostare al bar-ristorante con prodotti regionali, è raggiungibile a piedi o con l'ascensore. Proseguendo in direzione di Aosta si incontra il Castello di Issogne, raffinata dimora signorile quattrocentesca con la splendida Fontana del Melograno nel cortile e un suggestivo ciclo di affreschi all'interno. Qualche chilometro ancora ed ecco l'austero Castello di Verrès, un cubo perfetto di 30 metri di lato costruito nel 1390 a difesa della Val d'Ayas. Châtillon vanta ben due manieri. Il Castello di Ussel risale a 1343 ed è una severa struttura militare donata alla Regione dal produttore della penna Bic. Spettacolare il panorama dal cammino di ronda. Castello Gamba è invece un'elegante costruzione del Novecento circondata da un vasto parco, sede di un museo di arte moderna e contemporanea, con opere di Guttuso, De Pisis, Schifano e altri artisti. Nei pressi di Saint Vincent si trova il Castello di Cly, un aereo rifugio fortificato a picco sulla valle, purtroppo aperto solo saltuariamente. Continuando lungo la strada statale che porta ad Aosta si arriva alla celebre fortezza merlata di Fénis, una prestigiosa ed elegante residenza signorile con le sale interne ricche di affreschi. Oltrepassata Aosta si incontra il Castello di Sarre, di origine medievale, diventato poi residenza di caccia di Vittorio Emanuele II, come testimonia il Salone dei Trofei.
Castello di Sarriod de la Tour 
Nella vicina Saint Pierre si visita il Castello Sarriod de la Tour, residenza fortificata circondata da giardini e frutteti. Nella sala delle Teste si ammirano 171 figurine scolpite a carattere grottesco e licenzioso, curiosa testimonianze dell'immaginario medievale. Proseguendo verso Courmayeur si visitano- con una piccola deviazione - il Castello di Introd, maniero neogotico le cui origini risalgono al XII secolo, e la Tour de l'Archet, torre a base quadrata che domina il borgo di Morgex, oggi sede della Fondazione Natalino Sapegno, dedicata al grande storico della letteratura italiana. Nella valle laterale che porta al Gran San Bernardo si incontra il Castello di Bosses, situato a ben 1600 metri d'altezza a protezione del valico, mentre la Valle di Gressoney conserva il fiabesco Castel Savoia, con le sue cinque torri e tetto conico. Residenza estiva voluta dalla regina Margherita di Savoia.

Oltre che terra di castelli la Valle d'Aosta è stata un tempo un importante bacino minerario. Le miniere più importanti si trovavano a Cogne e vi si estraeva principalmente la magnetite, per ricavarne ferro. Interessate da un progetto di recupero turistico, che proprio quest'estate potrebbe finalmente trovare i finanziamenti per diventare realtà, sono ancora purtroppo non accessibili al pubblico. Che per il momento si deve accontentare di visitare un piccolo museo e ammirare i resti delle teleferiche per il trasporto del materiale, la funivia per i passeggeri che da Cogne arrivava a Colonna e numerosi fabbricati.
Il villaggio dei minatori Colonna, nei pressi di Cogne 
L’area mineraria di Saint-Marcel, da dove si estraevano pirite e calcopirite, era conosciuta già dai romani e un sentiero che parte dall’area pic-nic di Druges conduce, in 2 ore di cammino, ai giacimenti di  Chuc e Servette. Il visitatore può vedere il sito e le infrastrutture minerarie, la teleferica e  un forno settecentesco nel contesto geologico originario, insieme a scorie di lavorazione caratterizzate da suggestive incrostazioni verde-azzurro (malachite) o giallo-arancio (idrossidi di ferro). Ma i romani hanno lasciato in Valle d'Aosta altri e ben più importanti segni del loro passaggio. Nel cuore del capoluogo si ammirano il monumentale Arco di Augusto, il Teatro Romano, il Foro e il Criptoportico, oltre alle torri perimetrali. Ma il monumento romano più interessante della valle è il ponte acquedotto di età augustea di Pondel, non lontano da Cogne. Si tratta di una grandiosa opera in muratura e blocchi di pietra, alta circa 56 metri e lunga più di 50, con la parte alta che serviva per il passaggio dell'acqua e il camminamento inferiore riservato a  uomini e animali. Il ponte è oggi aperto al pubblico e visitabile grazie a una passerella d'acciaio.