Vigevano, quel capolavoro che ha ispirato Leonardo
di GIUSEPPE ORTOLANO
Alla scoperta della piazza gioiello e del Castello Sforzesco, nati come anticamera l'una dell'altro, che il genio frequentò e sicuramente studiò, oggi che, nel maniero, l'opera vinciana è riprodotta per intero. Grazie alla multimedialità
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Tutta l'opera di Leonardo da Vinci in una sola città. È leonardiana, la mostra permanente realizzata all’interno delle sale del Castello Sforzesco di Vigevano dove, attraverso multimedialità, grafica ambientale e moderne tecnologie si può ammirare l'intera opera del genio toscano.
Le copie dei disegni, oggi conservati in decine di musei e biblioteche sparsi nel mondo, dei taccuini sui quali appuntava i suoi pensieri e le geniali intuizioni e dei codici che oggi sono conservati presso le più grandi biblioteche ed istituzioni del mondo offrono l'opportunità di conoscere in solo luogo la vita e l'opera di Leonardo. E nella “pinacoteca impossibile” si ammirano tutti i 26 dipinti attualmente riconosciuti alla sua mano, riprodotti in scala reale con speciali tecniche ad alta risoluzione. L'esposizione è il punto di partenza dell'itinerario leonardesco promosso dal Comune di Vigevano, città dove Leonardo soggiornò in qualità di sovrintendente alle acque su incarico di Ludovico il Moro, che lo ammise anche a corte apprezzandone le eccellenti capacità artistiche e il genio scientifico e matematico. Durante il suo soggiorno Leonardo studiò le Scuderie del Castello, costruite durante il ducato di Ludovico il Moro per ospitare gli allevamenti dei cavalli degli ospiti invitati a partecipare alle battute di caccia, trovandone ispirazione per il progetto della stalla-modello disegnata nel manoscritto B di Parigi. Anche la celebre piazza Ducale, una tra le più belle d'Italia, porta i segni di Leonardo.
Vigevano, il capolavoro sforzesco
Progettata dall’ingegnere ducale Ambrogio da Corte come ingresso monumentale al castello, si dice fu costruita tra il 1492 e il 1494 tenendo conto delle osservazioni di Leonardo che ne visionò i progetti, contribuendo così alla realizzazione dell’opera insieme al Bramante. L'attuale forma della piazza risale invece al 1680, quando il vescovo-architetto Juan Caramuel Lobkowitz chiuse il quarto lato con la facciata barocca della Chiesa Cattedrale, eliminando la rampa d'accesso al castello e i due archi trionfali. Circondata da portici e arcate sorretti da 84 colonne con capitelli di fogge differenti tra loro, piazza Ducale è oggi il vivace salotto di Vigevano, con eleganti caffè, gallerie d'arte e botteghe per lo shopping di qualità.
Tra le altre opere che sicuramente influenzarono l'opera di Leonardo si possono ammirare la Torre del Bramante, edificata a più riprese a partire dal 1198 e ultimata appunto dal Bramante, e la splendida Strada Coperta realizzata nel 1347 da Luchino Visconti per permettere ai signori di Milano di entrare e uscire dal Castello senza essere visti dagli abitanti del borgo e di fuggire in caso di pericolo. La mano del Bramante si trova anche nella Falconeria, edificio destinato all'allevamento dei falchi, e nella Loggia delle Dame, la parte sopravvissuta ai diversi interventi effettuati nel Castello sulla residenza riservata a Beatrice d’Este e alla sue dame. Fuori dal centro storico si visita, infine, il quattrocentesco Mulino di Mora Bassa, dotato di due grandi ruote idrauliche e con alcune caratteristiche architettoniche che rimandano alle conoscenze di Leonardo da Vinci. Al suo interno sono ospitate diverse macchine, perfettamente funzionanti, ideate da Leonardo nei suoi schizzi e bozzetti e realizzate in legno da due artigiani locali. Nel mulino si visita anche la sala in cui avvenivano gli incontri tra Ludovico il Moro e l'amante Cecilia Gallerani, la “Dama con l’Ermellino” ritratta da Leonardo.