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Nelle verdi baie di Mie, il G7 tra gli dei del Giappone

(afp)
Il santuario di Ise, il più sacro dello shintoismo, è il cuore della regione che ospita il summit dei grandi della terra. Un grande parco naturale da dove arriva il pesce più pregiato del Paese e dove da secoli le donne Ama si immergono in apnea per cacciare i molluschi. In un totale equilibrio tra uomo e natura
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TOBA (GIAPPONE) - Hanno attraversato La baia delle perle
Il pesce degli dei
Donne degli abissi
“Questo mare è come una banca, basta tuffarsi e prelevare”, dice ridendo Nakamuro Matsuio, 64 anni. Da quando ne aveva 15 questa donna dai tratti duri, mascolini, il volto scurito dal sole, si butta a dieci metri di profondità, senza ossigeno, e con un piccolo coltello stacca dalle rocce i molluschi chiamati abaloni. In Italia sono conociuti come orecchie di Venere, per la forma della conchiglia che li ricopre. In Giappone sono la preda più ambita delle Ama, le donne pescatrici della Regione di Mie. Ce ne sono circa 1.500 in tutto il Giappone, 800 si concentrano tra queste baie. Una tradizione secolare: alcune accompagnano i mariti pescatori in barca e si tuffano, la maggior parte esce a nuoto, bardata con una tunica bianca che tiene lontani, dicono, gli squali, armata solo del coltellino e di un piccolo galleggiante con una rete in cui mettere gli abaloni. Una volta l’anno, in primavera, anche la loro pesca è per il tempio di Ise, un rituale collettivo chiamato Mikazuki. Sono una cinquantina a immergersi nella baia di Toba, Quasi tutte hanno più di 60 anni, molte sono sopra gli 80, pochissime facce giovani. Depositano i molluschi più grandi, ancora vivi, in grandi ceste che prenderanno la strada del santuario. I più piccoli vengono liberati per preservarene la popolazione, decimata da decenni di caccia sfrenata. “Hanno un rapporto speciale con il mare”, dice il direttore del museo delle Ama, che lotta perché la pratica sia riconosciuta dall’Unesco patrimonio immateriale dell’umanità. A riva, le donne si rilassano attorno al fuoco, chiacchierano, portano i molluschi nei ristoranti che li rosolano sulla brace, a beneficio dei turisti. Esauste, sorridenti. Rigenerate.