Viaggi

Gli Stati Uniti di Trump piacciono sempre meno. Il Wttc e Expedia : "Da gennaio calo di prenotazioni"

Il Trump International di Washington 
Dara Khosrowshahi, ad del principale tour operator online mondiale, lancia l'allarme: "Dopo il muslim ban Usa meno attraenti". L'ente che monitora il turismo a livello globale: "Primi segnali di sentimento anti-americano fra i viaggiatori"
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NEW YORK - I numeri esatti non ci sono ancora, ma la tendenza è più che chiara: gli Stati Uniti di Donald Trump non piacciono più ai turisti, o meglio, piacciono sempre di meno. A lanciare il segnale di allarme per un'industria che da sola contribuisce per l'8,1% al Pil americano sono due fonti autorevoli: il World Travel and Tourism Council (Wttc) ed Expedia, il più grande operatore turistico on line del mondo.
 
In un'intervista al Financial Times l'amministratore delegato di Expedia, Dara Khosrowshahi, ha parlato chiaro: da gennaio a questa parte il suo gruppo ha osservato un calo delle prenotazioni verso gli Stati Uniti che ha raggiunto il picco nella settimana in cui l'amministrazione Trump ha annunciato il primo muslim ban, la misura (ora sospesa) per chiudere le frontiere degli Stati Uniti ai cittadini di alcuni Paesi musulmani. La coincidenza fa sì che sia impossibile spiegare il calo solo con la ripresa del dollaro, che pure senza dubbio contribuisce: "Io credo che alcune posizioni di questa Amministrazione rendano gli Stati Uniti un prodotto meno attraente che in passato", ha sostenuto Khosrowshahi.
 
A questa misura le compagnie aeree e le grandi catene alberghiere americane stanno già rispondendo con tagli alle tariffe, ma questo, secondo l'amministratore delegato di Expedia, non basterà a invertire la tendenza: "Le cose sono due: o l'America sarà costretta a diminuire drasticamente i prezzi o il volume di affari scenderà".
 
Expedia renderà note le cifre nei prossimi giorni, ma l'allarme del suo numero uno segue quello già lanciato dal Wttc, l'ente che monitora il turismo nel mondo e che qualche settimana fa aveva parlato di "primi segnali di sentimento anti-americano fra i viaggiatori". Wttc prevede per il 2017 un calo dello 0,5% del settore turismo negli Usa nel 2017 rispetto al 2016.
 
Di origine iraniana, Khosrowshahi non ha mai fatto segreto di non amare Donald Trump: ma nell'intervista ha tenuto a sottolineare più volte che la sua valutazione è puramente economica, non politica.
 
Di un dato però non ha parlato: ci sono hotel negli Stati Uniti che la crisi non la soffrono davvero. Il primo è il nuovissimo Trump international di Washington, da poco inaugurato a poche centinaia di metri di distanza dalla Casa Bianca. L'hotel registra il tutto esaurito per la maggior parte del tempo ed è diventato la meta preferita del popolo delle ambasciate e di quello della politica che sperano di incrociare, come è successo anche qualche giorno fa, il presidente o i suoi potenti familiari-consiglieri. Per replicare il successo della struttura la Trump organization sta cercando, secondo il Washington Post, un altro hotel da rilevare nella capitale: lo scopo è aprirlo al più presto ai fan del presidente.