Mauritius, non solo mare e coralli: dalle cascate alle tartarughe giganti, il viaggio nel paradiso terrestre
Daniela Solito
Una veduta di Mauritius
La capitale Port Louis è una città dalla doppia anima: fra timidi grattacieli ed eleganti palazzi che ospitano banche e uffici, ancora si conserva vivo il mercato centrale. E a Pamplemousse i giardini botanici più belli al mondo dopo i Kew Gardens di Londra
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A pochi passi da un tempio hindu spunta una chiesa cattolica, e nel villaggio accanto l'autoparlante della moschea diffonde la preghiera del muezzin. A Mauritius, modello di integrazione razziale e religiosa, la maggioranza hindu e le minoranze musulmana e cattolica convivono pacificamente sotto lo stesso cielo. Si tratta di una piccola comunità molto unita, dove il rispetto per gli altri e la tolleranza sono radicati in tutti gli strati sociali. Gli abitanti conservano un forte senso di coesione nazionale a partire dalla lingua: non l'inglese, che è quella ufficiale, ma il creolo, la lingua madre.
Tralasciando l'indiscussa bellezza delle spiagge e del mare, che grazie alla presenza della barriera corallina regala l'effetto piscina, un vero e proprio acquario per gli amanti dello snorkeling in cui incontrare rare specie di abitanti del mare, il cuore di Mauritius pulsa all'interno dell'isola.
Mauritius, il viaggio nel paradiso in terra d'Africa
Dal fascino delle case coloniali perfettamente conservate, ricche di mobili e cimeli ottocenteschi, alle immense piantagioni di tè. E ancora, un'immersione nella natura visitando la terra dei sette colori e i giardini botanici di Pamplemousse. A Mauritius, piccolo paradiso in terra africana, il mare cristallino e le spiagge dorate non sono l'unica attrazione dell'isola (Daniela Solito)- LEGGI L'ARTICOLO
Chi raggiunge il borgo di Chamarel per ammirare la 'terra dei sette colori' rimane stregato di fronte alle diverse variazioni cromatiche - dal viola al rosso - che caratterizzano queste dune ondulate. Sembra magia, ma c'è una spiegazione scientifica: il fenomeno è il risultato di un processo di raffreddamento incostante delle rocce laviche. Sul sentiero delle sette terre una fragile cascata precipita per oltre 95 metri in un unico salto.
In viaggio dal sud dell'isola per raggiungere la capitale Port Louis si passa attraverso una serie di villaggi tipici, fra case in lamiera, fermate degli autobus senza cartelli di riferimento e baracche in legno. All'altezza di Rivière Noire il paesaggio cambia: eleganti ville sul mare di espatriati sudafricani che hanno deciso di stabilirsi in una delle zone più belle dell'isola, incrementando lo sviluppo edilizio. Ma non si sono limitati a questo: i sudafricani non vedono di buon occhio i mauriziani, così hanno costruito dei muri in cemento sulla spiaggia delle loro ville per delimitare il loro spazio ed evitare che qualche mauriziano potesse passare sulla 'loro' spiaggia. I muri vennero poi fatti abbattere dal governo.
La superstrada a due corsie è il segnale che siamo vicini alla capitale. Port Louis è una città dalla doppia anima: fra timidi grattacieli ed eleganti palazzi che ospitano banche e uffici, ancora si conserva vivo il mercato centrale, dove donne avvolte nei sari fanno la spesa fra colori, bizzarre specie di frutta e verdura, profumi di spezie particolari.
I giardini botanici di Pamplemousse
Come non rimanere a bocca aperta passeggiando fra i viali dei Jardins de Pamplemousse? I giardini botanici più belli al mondo dopo i Kew Gardens di Londra devono il nome a Seewoosagur Ramgoolam, primo politico a ricoprire la carica di premier a Mauritius, e sono stati progettati nel 1735 da Mahé de Labourdonnais. Qui vennero importati e piantati semi da tutto il mondo, nel tentativo di porre fine alla dipendenza della Francia dal mercato delle spezie asiatiche. Oggi il giardino ospita una straordinaria varietà di piante a partire dalle numerose specie di palme: quelle a bottiglia, la palma da rafia, quella a ventaglio e la cosiddetta palma rossetto. Al centro del giardino, uno splendido stagno da dove emergono ninfee giganti - originarie del Sud America - le cui foglie, che raggiungono i due metri di diametro, ricordano i classici vassoi da tè.
L'architettura, la letteratura e le belle arti mauriziane sono profondamente legate all'influenza dei francesi, che hanno colonizzato l'isola dal 1700 prima che passasse al dominio britannico. Per capire meglio è necessario un tuffo nel passato visitando le ville coloniali, perfettamente conservate, dove ancora si respira la storia e la vita nelle piantagioni.
Fra i capolavori di architettura tropicale c'è Eureka, dimora signorile del 1830, arredata con mobili d'epoca importati dalla Compagnia francese delle Indie orientali e antiche cartine e fotografie ottocentesche alle pareti. Appollaiato su una vecchia cassapanca c'è un dodo gigante in legno, ricordo di un volatile ormai estinto, identificato come il primo abitante di Mauritius. Sono rimaste invece padrone dell'isola le tartarughe giganti, in passato presenti sul territorio in maniera massiccia come anche a Rodrigues, l'isola di fronte, tanto che un esploratore francese nel 1691 scrisse: "Ci sono così tante tartarughe, talvolta in gruppi di due o tremila esemplari, che è possibile camminare per oltre un centinaio di passi sui loro gusci senza mai toccare il suolo". Oggi questi grandi animali vivono protetti nelle riserve e negli zoo: uno fra i più famosi (e turistici) è Casela, dove fra le attività da brivido c'è la passeggiata con i leoni.
Terra dei sette colori
Nell'immenso verde delle piantagioni di tè si scorgono figure di donne che lavorano senza sosta, sotto il sole o con la pioggia battente, chine a raccogliere le foglie. Ai visitatori di passaggio regalano un sorriso veloce, non hanno tempo per mettersi in posa. È la prima tappa de 'La route du thè', l'itinerario turistico che consente di entrare nel cuore dell'economia del Paese, con la visita alla più importante fabbrica di tè: Bois Cheri. Un museo racconta la storia della bevanda e nella fabbrica adiacente si osserva da vicino la lavorazione delle foglie.
Al termine della visita un punto strategico di rara bellezza, con vista panoramica sul lago in una piantagione, accoglie i visitatori per la degustazione che consente di provare le diverse fragranze. Passeggiando nel giardino di Saint Aubin, residenza coloniale e ultima tappa dell'itinerario del tè, si respira un profumo intenso: all'interno di una serra lo spettacolo dei fiori di anthurium e vaniglia. Quest'ultimo è un ingrediente che ritroviamo in tanti piatti della cucina mauriziana, a base sia di pesce sia di pollo, e in un gelato fra i migliori al mondo.
A Mauritius l'aspetto gastronomico è importante: tanti giovani frequentano le scuole alberghiere per lavorare nei rinomati resort e ristoranti dell'isola. Mauritius è un luogo speciale, dove si ha la sensazione di sentirsi a casa, e a renderlo tale contribuiscono soprattutto il buon umore e la cordialità dei suoi abitanti, che accolgono gli stranieri sempre con il sorriso e con la voglia di diffondere la storia e la cultura del loro paese. Ancora oggi, a distanza di anni, la celebre frase che Mark Twain scrisse dopo aver visitato l'isola: "Dio creò Mauritius e poi il Paradiso terrestre", rimane una straordinaria verità.