Firenze: un'esplosione di bellezza, tra antico e contemporaneo
di Valentina Tosoni
Family Group, Henry Moore - Sagrato dell’Abbazia di San Miniato al Monte
Art week nel capoluogo toscano. Inaugurata l'attesa Biennale Internazionale dell'Antiquariato a Palazzo Corsini. Spazio al contemporaneo a Palazzo Strozzi e al Museo del Novecento, con due grandi protagonisti: Olafur Eliasson e Tony Cragg. E un omaggio a Henry Moore.
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Firenze è tornata a brillare. Questi giorni di fine settembre ancora pieni di luce rendono la città, che è nuovamente meta di turisti da quasi tutto il mondo, particolarmente accogliente. Inoltre, un’esplosione di arte, tra l’inaugurazione della Biennale Internazionale d’Antiquariato e la settimana dell’arte che ha visto susseguirsi aperture di mostre in quasi tutti gli spazi pubblici e privati della città, circa quaranta, l’ha resa ancor più attrattiva.
Ma andiamo con ordine e iniziamo dall’appuntamento forse più atteso, ovvero il ritorno dopo lo slittamento di un anno a causa della pausa pandemica della Biennale Internazionale dell'Antiquariato giunta alla sua 32/a edizione. Ospitata nello splendido Palazzo Corsini che si affaccia sull'Arno, vede la presenza di 80 gallerie e si presenta con un nuovo e suntuoso allestimento a cura dell'interior designer, scenografo e regista Matteo Corvino.
Opere in esposizione alla Biaf 2022
Qui l’arte classica incontra il moderno e guarda al contemporaneo, da Canaletto a Giovanni Boldini, da Francesco Hayez a Guido Balla, passando per rarità e pezzi straordinari “che meriterebbero di essere acquistati da musei”, come ha sottolineato Vittorio Sgarbi durante l’inaugurazione. Presenti al taglio del nastro il sindaco della città Dario Nardella e Fabrizio Moretti, segretario generale della Biaf, che ha definito quella di quest'anno l'edizione "della rinascita. Attendiamo 30-40mila visitatori". La manifestazione prosegue fino al 2 ottobre.
Opere in esposizione alla Biaf (Robilant +Voena)
Per dare il polso di ciò che si può vedere, entrando nello stand Robilant +Voena, tra le prime gallerie che si incontrano all'inizio del percorso, colpisce la parete principale su cui sono appesi una crocifisso ligneo di grandi dimensioni del pittore toscano trecentesco Giovanni del Biondo e un piccolo quadro di Giorgio Morandi, che rappresenta delle colline emiliane. Un paesaggio eseguito da giovane, un soggetto che è una rarità per questo autore, sembra ne esistano solo 6. Inoltre, a completare "l'installazione", posta a terra una scultura di Lucio Fontana in bronzo. Sommando il costo di ogni opera si raggiunge un valore complessivo superiore a 3 milioni di euro; questo un breve spaccato per comprendere la preziosità di ciò che è esposto in Biennale.
Vittorio Sgarbi durante l’inaugurazione, con il sindaco Dario Nardella e Fabrizio Moretti, segretario generale della Biaf
Proseguendo, da Palazzo Corsini si può raggiungere a piedi Palazzo Strozzi, altro sorprendente contenitore d'arte. Qui è stata inaugurata una nuova esposizione dedicata a uno dei grandi protagonisti dell'arte contemporanea, Olafur Eliasson. Nel tuo tempo è il titolo della mostra, curata dal direttore generale Arturo Galansino, che vede l'artista danese mettere in evidenza la sua grande sensibilità formale, la conoscenza della fisica e della tecnologia, la dedizione a interpretare lo spirito profondo dei luoghi che ospitano i suoi progetti e delle persone, mai semplici spettatori passivi.
Palzzo Strozzi. Il tuo tempo, di Olafur Eliasson
Il Museo del Novecento ospita un altro grande maestro della contemporaneità, lo scultore Tony Cragg. Transfer, è il titolo dell’esposizione a cura di Sergio Risaliti e Stefania Rispoli, che presenta una selezione di sculture e opere su carta del celebre scultore britannico. Forme ispirate alla natura e dotate di una forza misteriosa, che riesce a suscitare reazioni forti, emozionali e intellettuali.
Museo del Novecento. Transfer, di Tony Cragg
Infine, a cinquant’anni di distanza dalla memorabile mostra al Forte Belvedere del 1972, Henry Moore è tornato a Firenze. Due sue sculture, Family Group e Large Interior Form sono esposte rispettivamente in due luoghi simbolo della città: Piazza della Signoria ed eccezionalmente sul Sagrato dell’Abbazia di San Miniato al Monte, in dialogo con il patrimonio storico-artistico di Firenze, in un trionfo di bellezza che toglie il fiato.