Liverpool. Venti giorni scarsi per scoprire un gioiello – letteralmente – nascosto. Da domani al 18 agosto, sarà infatti possibile ammirare, e persino calpestare, il pavimento della St. George’s Hall.
Monumento nazionale di prima categoria, sorta di “basilica civile” in stile neoclassico-vittoriano, costruita a metà dei XIX secolo e inaugurata nel 1854, la Hall contiene tra l’altro una sala concerti e sale giudiziarie.
Acclamata a livello internazionale per valore architettonico e bellezza storica, non può essere ammirata nell’interezza dei suo splendore perché una delle opere di più alto valore che ospita – se non la prima in assoluto – viene svelata in rarissimi casi.
Liverpool, il pavimento-gioiello della St George's Hall
Lo splendido pavimento in piastrelle Minton, opera di Charles Cockerell, l’architetto che concluse l’opera, subentrando a Harvey Lonsdale Elmes, deceduto durante la costruzione, è troppo delicato per essere lasciato liberamente percorribile e anche solo visibile. Tanto da essere stato coperto sin dal 1860, in modo da essere preservato dalla probabile – certa – rovina che avrebbe subito sotto il peso dei rumorosi party vittoriani, ma anche dei concerti e della danza classica.
Il “Minton Floor” consta di 30mila piastrelle lavorate a mano e dipinte con la tecnica dell’encausto. Dal 2007, anno in cui la sala ha riaperto, è stato mostrato solo 10 volte, sempre per brevi periodi, l’ultimo nel 2018. Per rendere possibile la visione, senza fare danni, il personale normalmente addetto alla manutenzione del pregiato pavimento ha impiegato 3 giorni per sollevare e rimuovere lo strato di legno, e altri 2 per la pulizia vera e propria.
Per l’occasione, il team che gestisce il monumento ha allestito eventi e tour specializzati. Il ricavato verrà interamente reinvestito nel monumento, in particolare per l’organo Willis e per la statua di Mary Seacole, l’infermiera di origini giamaicane eroina della Guerra di Crimea.
I prezzi partono da 5.50 sterlline per la visita standard, prenotabile naturalmente online. Possibili anche visite guidate o esperienze serali, con drink e musica. Per chi nei prossimi quindici giorni si trovasse in Inghilterra, e magari pensasse di assaporare quella che i musicisti chiamano Beatles’ vibe, un’occasione imperdibile. E rara.