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Il ghiaccio si scioglie sul Cervino e cambia il confine, così il rifugio italiano finisce in Svizzera

Il confine svizzero sopra la stazione sciistica di Zermatt in una foto del 2 

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Berna modifica la frontiera in modo unilaterale, la Farnesina ribatte: “Accordo inapplicabile”. I gestori del ‘Guide’: “Non sappiamo cosa ci succederà”
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Il menù al momento è italiano, come il conto in euro. Ma il Rifugio Guide del Cervino sta per diventare svizzero. A muoversi non è stato ovviamente lo spettacolare edificio di legno, arrampicato su uno sperone di roccia a 3.480 metri d’altezza sul ghiacciaio del Plateau Rosa. A spostarsi è stato piuttosto il confine tra Italia e Svizzera, che si è sciolto insieme al ghiaccio di queste vette.

La revisione infatti è una delle conseguenze del cambiamento climatico. Regola vuole che la frontiera tra due Stati corra lungo il crinale della montagna. La fusione del ghiacciaio Teodulo sul Cervino ha fatto sì che la forma delle vette e la linea dello spartiacque siano cambiate. Con il ghiaccio assottigliatosi di diversi metri, il crinale che prima correva sulla neve ora è finito sulla cresta della montagna, spostandosi verso l’Italia di 100-150 metri.

Questo è bastato alla Svizzera per decretare – finora unilateralmente – lo spo…

Il menù al momento è italiano, come il conto in euro. Ma il Rifugio Guide del Cervino sta per diventare svizzero. A muoversi non è stato ovviamente lo spettacolare edificio di legno, arrampicato su uno sperone di roccia a 3.480 metri d’altezza sul ghiacciaio del Plateau Rosa. A spostarsi è stato piuttosto il confine tra Italia e Svizzera, che si è sciolto insieme al ghiaccio di queste vette.

La revisione infatti è una delle conseguenze del cambiamento climatico. Regola vuole che la frontiera tra due Stati corra lungo il crinale della montagna. La fusione del ghiacciaio Teodulo sul Cervino ha fatto sì che la forma delle vette e la linea dello spartiacque siano cambiate. Con il ghiaccio assottigliatosi di diversi metri, il crinale che prima correva sulla neve ora è finito sulla cresta della montagna, spostandosi verso l’Italia di 100-150 metri.

Questo è bastato alla Svizzera per decretare – finora unilateralmente – lo spostamento della frontiera. Un accordo fra Roma e Berna l’anno scorso aveva riconosciuto la fluidità della situazione attorno al Cervino e aveva negoziato che per le modifiche minori si potesse procedere unilateralmente. L’Italia però quell’accordo non lo ha mai ratificato. E difficilmente lo farà ora, dopo che la Svizzera ha piantato le sue nuove bandierine in una delle montagne più redditizie per il turismo sia estivo che invernale.

“Durante la seduta del 27 settembre il Consiglio federale ha approvato la firma della convenzione concernente la rettifica dei confini tra Svizzera e Italia”, ha fatto sapere l’esecutivo elvetico. “Il processo di approvazione della convenzione è attualmente in corso in Italia. Quando le due parti l’avranno firmata, la convenzione sarà pubblicata e la rettifica sarà messa in atto”. Il comunicato è stato pubblicato da Berna senza cartine allegate. “Non saranno resi noti dettagli fino al momento della firma italiana”, fa sapere Swisstopo, l’Istituto topografico svizzero.

Una mappa però è sfuggita al controllo ed è stata pubblicata dalla stampa svizzera. Mostra dei cambiamenti fino a 150 metri di profondità attorno a vette come Testa Grigia e Plateau Rosa, alla Capanna Carrel e alla Gobba di Rollin. Il Rifugio delle Guide Alpine sembra destinato a cambiare bandiera, e questo ovviamente non può far piacere all’Italia. I ghiacciai del Cervino sono una delle sempre più rare zone dove si scia anche nella bella stagione. Solo sul versante italiano fra estate 2023 e inverno 2024 il turismo ha portato 42 milioni di ricavi e 11 di utili.

La querelle diplomatica lascia il Rifugio Guide del Cervino nella più totale incertezza. “Non sappiamo cosa ci succederà, non abbiamo notizie ufficiali”: è l’unica risposta dei gestori. La capanna già si trovava tagliata in due dal confine in vigore dal 2000, con i letti e il ristorante in Svizzera e il bar in Italia, ma continua a considerarsi italiana, anche perché è gestita dalla Società Guide del Cervino che ha sede a Breuil-Cervinia, in Valle d’Aosta.

La notizia della revisione unilaterale preoccupa il Rifugio, che ha dei lavori di ristrutturazione in programma. Rischia di aggrovigliarsi anche il progetto di costruzione di una nuova funivia sul versante italiano. Una precedente revisione dei confini del 2000, non distante dal rifugio, aveva invece portato in Svizzera la stazione di arrivo della seggiovia Furggsattel.

Il Cervino  

 (ansa)

Oggi la Farnesina precisa che la decisione svizzera non avrà effetti sul Rifugio e sulle altre “attività antropizzate” del Cervino. La ridefinizione della frontiera causata dai cambiamenti climatici, spiega il ministero degli Esteri, “è regolata da uno scambio di note italo-svizzero del 2008”. Da quell’anno Roma e Berna si sono accordate per realizzare dei “confini mobili” che seguano lo scioglimento dei ghiacci.

“L’accordo del 2008 non si applica tuttavia alle attività antropiche, per le quali si rende necessario un accordo specifico di volta in volta negoziato”. Nel caso dei rifugi, prosegue il ministero degli Esteri, “si è deciso di lasciare le attività economiche in capo a interessi italiani interamente in territorio italiano”.

Il bivacco del Plateau Rosa insomma non verrà ceduto di buon grado da Roma. E vista la rapidità di fusione dei ghiacciai (solo nell’estate del 2023 il Teodulo ha perso il 4% del volume), è possibile che il braccio di ferro per la rettifica dei confini sulle Alpi vada avanti ancora a lungo. Anche il Monte Bianco, che nel 2001 era alto 4.810, a causa dello scioglimento dei ghiacci nella misurazione ufficiale del 2023 si era ridotto a 4.805. Con la Francia però non risultano al momento contenziosi.

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