Messico. Gli operatori del settore delle navi da crociera, in particolare quelli nordamericani, sono in rivolta dopo che la Camera bassa del Congresso messicano ha votato questa settimana per imporre una tassa sull'immigrazione di 42 dollari (poco meno di 40 euro) per ogni passeggero delle navi da crociera che attraccano in Messico. Una tassa che per due terzi andrebbe a finanziare l’esercito messicano, anziché a migliorare le strutture portuali del Paese.
Giovedì scorso l'Associazione messicana degli agenti marittimi ha gridato allo scandalo, affermando che le spese potrebbero rendere il Messico troppo costoso per le navi da crociera.
"Se questa misura venisse attuata, renderebbe gli scali messicani tra i più cari al mondo, compromettendo gravemente la loro competitività con altre destinazioni dei Caraibi", ha affermato l'associazione in una nota.
Perché erano esentati
Il gruppo ha chiesto al Senato messicano di non approvare la misura. La tassa che viene imposta altro non è che la tassa d’ingresso che il Paese latinoamericano impone ai non residenti: un esborso da cui i crocieristi erano sinora stati esentati perché dormono a bordo delle navi, e in teoria, almeno in qualche caso, neppure scendono dalle imbarcazioni. Secondo la nuova legge di bilancio, verosimilmente dal 2026, i 42 dollari verrebbero addebitati anche a loro..
Ci sono state iniziative in tutto il mondo per frenare le navi da crociera, dalla greca Santorini, all’Alaska, fino a Dubrovnik, Croazia: si tratta di una delle più ricorrenti tra le misure tese ad arginare l’overtourism. Per quanto riguarda il Messico, e in particolare la costa caraibica, Cozumel è da anni lo scalo più trafficato del mondo, capace di accogliere circa quattro milioni di crocieristi all'anno.
"È necessario eliminare l'esenzione dal pagamento dei documenti di immigrazione per i passeggeri stranieri che entrano in Messico a bordo di navi da crociera", si legge nella nuova normativa.
Il partito Morena, al potere in Messico, sta già registrando enormi deficit di bilancio per finanziare progetti edilizi come ferrovie e raffinerie di petrolio – alcune delle quali sono costruite dall’esercito – ed è alla disperata ricerca di nuove fonti di entrata.