Su Messico e Bolivia, scendono gli Usa. Dove conviene viaggiare in base al tasso di cambio
Bene il Messico, meno vantaggiosi gli Stati Uniti. Le dinamiche valutarie si intrecciano con la voglia di fuga per le vacanze degli italiani, portafoglio permettendo. E uno dei fattori che influenzano le scelte di destinazione può esser proprio il tasso di cambio.
A metter in fila i dati su come si prospettano le cose per il ponte tra Natale e Capodanno è la fintech Ebury, che si occupa proprio di pagamenti e incassi internazionali. Dove andare, se ci si vuol fare guidare dalla convenienza valutaria? Analizzando l’andamento tra dicembre 2023 e quello di quest’anno, “in Sud America, il Messico si distingue per una dinamica favorevole, dove con un euro è possibile acquistare il 7,5% in più rispetto all’anno scorso e il 9% in più rispetto all’Italia.
Questo rende il Paes
Giappone e Asia meno bene
Diversa è la situazione in Asia: in destinazioni come il Giappone, l’euro ha perso il 3,0% di potere d’acquisto rispetto all’anno scorso e l’1,6% rispetto all’Italia. In Thailandia, il cambio è sfavorevole (-5,7%) rispetto all’anno scorso e pure in Cambogia e Malesia, dove il potere d’acquisto dell’euro è diminuito rispettivamente del 5,6% e del 9,2% anche se l’attrattiva resta elevata per i costi generalmente competitivi resta un punto forte.
Negli Stati Uniti, il cambio euro-dollaro ha comportato una perdita del 5,6% di potere d’acquisto rispetto all’anno scorso e del 4,3% rispetto all’Italia. Ci sono poi altre mete che invece restano alte in agenda nonostante uno scivolamento dell’euro, per la vita che costa comunque “poco”. Come in Marocco, dove il potere d’acquisto dell’euro è calato del 4,7%. In Sudafrica la perdita è ancora più netta: -9,1% di potere d’acquisto. Pareggio infine per la Nuova Zelanda, con un tasso di cambio sostanzialmente invariato.