L’Art Déco ha 100 anni. Tra Parigi, Bruxelles e la Nuova Zelanda che sorprende, ecco dove scoprirla
di Maria Grazia FilippiGrand Palais, Parigi
Il 2025 sarà l’anno dell’Art Déco. Esattamente cento anni fa, infatti, a Parigi si apriva l'Exposition des Arts Décoratifs: sull’Esplanade des Invalides e tutto intorno al Grand Palais e al Petit Palais, dal 28 aprile al 30 novembre 1925 ventuno paesi parteciparono a questo incredibile confronto fra artisti. Oltre agli europei, esclusi i tedeschi causa Grande Guerra, arrivarono anche dalla Cina, dal Giappone e, soprattutto, dall’Africa, attraverso le espressioni artistiche della colonie francesi. Fu l’exploit di uno stile elegante e snello, ricco di motivi geometrici che dalle arti decorative passò all’architettura, alle automobili, alle locomotive a vapore e ai piroscafi. Gli “anni ruggenti” del primo ventennio del ‘900 e, a seguire, i decadenti anni ’30 esplosero di forme lineari, simmetriche, geometriche che parlano di modernità e che raccontano un mondo che si apre al cambiamento. Un mondo che oggi, a cento anni da quell’appuntamento, vuole celebrare l’eredità che quel movimento h…
Il 2025 sarà l’anno dell’Art Déco. Esattamente cento anni fa, infatti, a Parigi si apriva l'Exposition des Arts Décoratifs: sull’Esplanade des Invalides e tutto intorno al Grand Palais e al Petit Palais, dal 28 aprile al 30 novembre 1925 ventuno paesi parteciparono a questo incredibile confronto fra artisti. Oltre agli europei, esclusi i tedeschi causa Grande Guerra, arrivarono anche dalla Cina, dal Giappone e, soprattutto, dall’Africa, attraverso le espressioni artistiche della colonie francesi. Fu l’exploit di uno stile elegante e snello, ricco di motivi geometrici che dalle arti decorative passò all’architettura, alle automobili, alle locomotive a vapore e ai piroscafi. Gli “anni ruggenti” del primo ventennio del ‘900 e, a seguire, i decadenti anni ’30 esplosero di forme lineari, simmetriche, geometriche che parlano di modernità e che raccontano un mondo che si apre al cambiamento. Un mondo che oggi, a cento anni da quell’appuntamento, vuole celebrare l’eredità che quel movimento ha lasciato in tanti paesi del pianeta: perché Art Déco non è solo, come tutti sanno, Francia e Parigi, Bruxelles, Belgio e anche l’Italia. Ma è anche Stati Uniti, con città come Miami e New York che ne hanno fatto il loro vanto, e addirittura Nuova Zelanda, dove la città di Napier è rinata dalle sue ceneri interpretandone al meglio l’essenza e il gusto. Il piccolo giro del mondo Art Déco, passa quindi proprio attraverso questi luoghi, pronti ad accogliere con iniziative, mostre e festival le celebrazioni del centenario.
Parigi, dove tutto ebbe inizio
Si comincia ovviamente da Parigi, dove tutto ebbe inizio. La capitale francese celebrerà il centenario con la riapertura, il 21 ottobre, delle collezioni permanenti, interamente rinnovate per l’occasione, del Musée des Arts Décoratifs seguita da una mostra temporanea dedicata, visibile fino al 29 marzo 2026. Il MAD esporrà veri e propri gioielli del tempo, dal legno pregiato, alle lacche, ai raffinati monili, con uno sguardo particolare ai maggiori artisti dell’epoca: Jacques-Émile Ruhlmann, André Groult e Pierre Chareau. La mostra temporanea invece scandaglierà l’impatto che la nuova moda ebbe sull’epoca, dalle nuove architetture dei grandi magazzini cittadini come La Maîtrise, l'Hôtel du Collectionneur e l'Ambasciata di Francia. Si potranno osservare i modelli dei grandi padiglioni espositivi dell’Esposizione francese del 1925.
Bruxelles, il cuore Art Déco d’Europa
Nessuna città europea è pronta a celebrare i cento anni dell’Art Déco come la capitale belga che si prepara ad accogliere una serie di eventi in grande stile. Bruxelles, forse la città europea più squisitamente Art Déco, custodisce uno straordinario patrimonio di ville, case e palazzi a partire dalla Basilica di Koekelberg, che con la sua imponente cupola di rame è il più grande edificio Art Déco al mondo, in grado di accogliere da 1.500 a 2.000 persone attirate da mostre e concerti che vi vengono regolarmente organizzati.Talmente imponente da permettere, nelle giornate più limpide, di arrivare con lo sguardo, affacciandosi dalla sua galleria a circa 53 metri d’altezza, fino alla torre della Cattedrale di Mechelen nelle Fiandre.
Tra le altre architetture Art Déco che si possono visitare in città, spicca sicuramente Villa Empain, progettata dall'architetto Michel Polak per il finanziere belga Barone Louis Empain, che ospita un centro d’arte e dialogo tra le culture orientali e occidentali e non si dimentica grazie ai suoi sontuosi interni caratterizzati da cornici e stipiti dorati, luccicanti infissi in ottone e ampio uso di marmo, onice, palissandro, radica e legni levigati. Altrettanto interessante la Casa Museo Van Buuren, realizzata da Léon Govaerts e Alexis Van Vaerenbergh tra il 1924 il 1928, con un arredamento ancora oggi conservato nel suo stato originale con mobili rari, tappeti preziosi, sculture e opere d’arte. I giardini che circondano la villa meritano una visita perché incarnano perfettamente l’estetica Art Déco applicata all’architettura del paesaggio, con geometrie ordinate e un design raffinato. Infine, tra le architetture da non perdere, il Flagey, la "fabbrica del suono" di Joseph Diongre. La sede della radio in piazza Eugène Flagey, con il suo design ispirato ad un transatlantico, per oltre 35 anni, nei suoi 12 studi di registrazione ha ospitato tutte le trasmissioni radiofoniche e le sessioni musicali dell’emittente nazionale, oltre a concerti di musica classica, jazz e contemporanea. Oggi è uno spazio culturale, uno dei principali centri musicali di Bruxelles, con un ricco cartellone di festival e concerti, che coinvolge musicisti di fama mondiale.
Le iniziative a Bruxelles
Fino al 25 maggio, tra le prime iniziative in programma, si può ammirare la mostra Echoes of Art Déco a Villa Empain. La sezione più originale è sicuramente quella dedicata alle vetrate che spesso nell’Art Déco, diventano le vere protagoniste. Esposta inoltre una selezione di opere di artisti belgi tra cui Marthe Donas e Victor Servranckx, considerati i pionieri dell’astrattismo belga. Sta per iniziare al Brussels Expo la 70° edizione di BRAFA Art Fair, mostra-mercato annuale dedicata all’antiquariato e all’arte moderna. Centotrenta gli 130 espositori in arrivo da 16 paesi che fino al 2 febbraio saranno in mostra con dipinti, mobili, sculture e oggetti rari come una tiara realizzata a Parigi nel 1909 dalla Maison Chaumet per le nozze della figlia del conte e della contessa de Heeren con una serie di motivi greci arrotondati con ben 2096 diamanti montati in platino e oro. Nel weekend dal 15 al 30 marzo è in programma l’Art Déco Festival 2025 con visite guidate di circa sessanta interni solitamente chiusi al pubblico, una ventina di percorsi guidati tematici da esplorare a piedi o in bicicletta, conferenze per addetti ai lavori ed esperti, attività didattiche adatte alle famiglie, la Object Fair e il Restorers & Experts Salon. In estate si potranno visitare Camouflage, al Museo Horta sul ruolo delle donne nell’arte durante il periodo tra le due guerre, e Attorno all'Art Déco. Sculture del periodo tra le due guerre esposizione immersiva di sculture nei Giardini Van Buuren. Da giugno a fine anno, invece, il museo BELvue presenterà Art Déco. Lo stile di una società in trasformazione sule dinamiche della transizione tra Art Nouveau e Art Déco.
Anche Lille e Roubaix tra le città da visitare
A Lille si può visitare la straordinaria Villa Cavrois, una dimora modernista costruita nel 1932 per l'industriale tessile Paul Cavrois e recentemente restaurata. Costruita in cemento, acciaio, vetro e marmo con comfort moderni è stata opera dell'architetto e designer Robert Mallet-Stevens. A Roubaix, invece, Il Musée de la Piscine che occupa un ex complesso di piscine e bagni Art Déco originariamente costruito tra il 1927 e il 1932 è stato ristrutturato come museo d’arte e l'edificio sottoposto a un ulteriore restauro per riaprire nel 2018. Oggi ospita collezioni di tessuti, moda, ceramiche e belle arti.
A Milano “Il trionfo della modernità”
In Italia sta per inaugurare a Milano la grande mostra Art Déco. Il trionfo della modernità. Nella città che accoglie i suoi visitatori alla Stazione Centrale che, tra gli stili che la contraddistinguono, ha anche una forte impronta Art Déco, dal 27 febbraio al 29 giugno 2025, l’esposizione curata da Valerio Terraroli, promossa dal Comune di Milano-Cultura e prodotta da Palazzo Reale e 24 ORE Cultura-Gruppo 24 ORE, presenta al pubblico circa 250 opere: dai vetri alle porcellane alle maioliche ai centro tavola. Un approfondito viaggio che spazia dalle classiche opere d’arte come dipinti, sculture, oggetti d’arredo, tessuti fino ad approdare agli abiti haute couture, agli accessori, all’alta oreficeria, ma anche alle vetrate e ai mosaici perché l’Art Dèco ha davvero saputo esprimere un mondo intero. E proprio dalla Stazione Centrale, dal Padiglione Reale, situato al di sopra del Binario 21 dove oggi sorge il Memoriale della Shoah, e costruito da Ulisse Stacchini nel 1931 per ospitare la famiglia reale dei Savoia in attesa del proprio convoglio, partiranno una serie di tour guidati in città - a piedi e in bicicletta alla scoperta di edifici, interni e dettagli architettonici in stile. Considerato un capolavoro di Art Déco, infatti, il Padiglione Reale accoglierà per tutta la durata della mostra un’ampia selezione di fotografie, documenti, disegni e arredi conservati negli Archivi della Fondazione FS Italiane, nell’Archivio di Rete Ferroviaria Italiana (Milano) e nel Civico Archivio Fotografico del Comune di Milano, che raccontano come l’Art Déco sia anche un elemento dell’architettura ferroviaria italiana.
Miami e New York, perle Art Déco targate Usa
Miami celebra il movimento centenario con un Weekend Art Deco caratterizzato da un festival di strada di tre giorni che si tiene a gennaio e attira oltre 400.000 visitatori. Tra musica, arte e intrattenimento, l'evento mette in mostra il meglio del design, della moda, dei film, della musica, dell'architettura e della storia degli “anni ruggenti” americani che sicuramente si ispirarono a quelli europei, facendo di Ocean Drive il cuore dei festeggiamenti. Questo perché Miami è una città profondamente Art Déco, anche se alcuni elementi tipici della zona entrarono in quell’estetica. Fenicotteri, palme, colori pastello e i motivi marini hanno così caratterizzato il cosiddetto Tropical Art Déco. Sia che cerchiate questi elementi decorati sia che andiate alla ricerca delle caratteristiche facciate asimmetriche, dettagli in vetro, bassorilievi sulle facciate e le tipiche finestre ad oblò, gli edifici imperdibili sono l’Hotel Avalon, l’Hotel Ocean Five, l’Hotel Cavalier, l’Hotel Park Central e in genere in quasi tutti gli Hotels in Ocean Drive, la famosissima via principale a ridosso della spiaggia. Stiamo parlando del cosiddetto Art Déco District che si può scoprire anche con un tour di 90 minuti prenotato direttamente all’Art Déco Info Point.
Ma non si può conoscere l’Art Déco degli Stati Uniti tralasciando il suo centro nevralgico, cuore di ogni avanguardia. New York, infatti, secondo alcuni è davvero stata la capitale mondiale dell'Art Déco. I suoi grattacieli più iconici, come l’Empire State Building e il Chrysler Building, o edifici altrettanto indimenticabili come il Rockefeller Center e il Radio City Music Hall sono le sue credenziali più famose. Tra questi veri e propri monumenti degli anni ’20 e ’30 che la trasformarono nella metropoli più moderna del mondo, spicca il Waldorf Astoria New York, che dopo aver restaurato 375 camere in stile, in primavera. Acquistato nel 2016 dalla società cinese Dajia Insurance Group per 1,95 miliardi di dollari e poi chiuso nel 2017 per un progetto di restyling da 1 miliardo di dollari, è stato oggetto di un lungo e meticoloso restauro, come è stato scritto, “dal marciapiede alla guglia”. Anche New York celebra i cento anni dalla nascita dell’Art Déco con la mostra Art Deco City: New York Postcards from the Leonard A. Lauder Collection aperta fino al 17 febbraio al Museum of the City of New York, che celebra il movimento artistico con cartoline d’epoca, abiti, accessori e filmati che raccontano il glamour di un’era affascinante.
Nuova Zelanda: Napier, il terremoto e la rinascita Art Déco
Il giro del mondo Art Dèco non può che concludersi in uno dei luoghi più inaspettati del pianeta: Napier in Nuova Zelanda, che ogni anno celebra l’architettura che la contraddistingue con un festival che a febbraio attrae circa 40 mila persone da ogni parte del mondo pronte a sfilare in abiti d’epoca. La città è nata infatti sulle proprie ceneri dopo un violentissimo terremoto che la devastò la mattina del 3 febbraio 1931, distruggendola quasi completamente. Ricostruita in base alla moda dell’epoca mostra ancora oggi una grande varietà di edifici anni ’30. L'Art Deco di Napier è considerata unica, impreziosita addirittura da elementi Maori e le celebrazioni che ogni anno, a febbraio, la invadono grazie all'Art Deco Festival Napier riempiono le strade, i ristoranti, i caffè, i bar, i teatri, le gallerie, i locali musicali, i parchi e le case di Hawke's Bay (con centinaia di eventi tra cui scegliere. Inoltre, per chi è interessato alla storia degli edifici, la città si può esplorare con uno dei suoi tour guidati di Esplora Napier con l'Art Deco Trust oppure dall'Art Déco Centre che offre passeggiate guidate giornaliere a partire da $ 31,00 a persona e tour in auto d'epoca a partire da $ 270 per 4 persone.