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Itinerari on the road a caccia di borghi e lentezza: ecco le 100 strade più belle d'Italia

Castel di Tora, Valle del Turano (RI - foto Fernando Bernardi)
Castel di Tora, Valle del Turano (RI - foto Fernando Bernardi) 

Dal mare alla montagna, dalle campagne ai paesi storici. Il progetto, da “Italy Discovery” e “Borghi più belli d’Italia” per rivitalizzare la campagna e coltivare i luoghi storici. Si parte dalla lombarda Lovere-Teglio.

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Uno stile di vita, un modo di viaggiare, una filosofia. Il viaggio on the road ha un fascino senza tempo. La strada permette di entrare a contatto stretto con la storia, la natura e la cultura dei luoghi. Ma soprattutto fa sentire liberi. “La vera casa dell’uomo non è una casa, è la strada”, scriveva Bruce Chatwin.

Strade panoramiche, vie del gusto, tragitti pieni di storia, itinerari nella natura. In Italia ci sono migliaia di chilometri di sorprese, dietro ogni angolo. I viaggiatori in cerca di avventura di strade speciali ne troveranno molte nel Belpaese dei mille borghi, una rete viabile di grande bellezza: strade panoramiche che costeggiano scogliere a strapiombo, passi tortuosi con curve che si arrampicano sui monti, viali alberati che incorniciano distese di filari, puntellati magari da file di cipressi.

Nasce da questo patrimonio culturale e paesaggistico il progetto “Le 100 Strade più belle d’Italia”, un progetto pensato per rivitalizzare la campagna e “coltivare” i luoghi storici. La strada diventa un veicolo dell’immaginario e un fattore culturale, perché invita a conoscere il territorio di cui è parte.

Presentato in occasione della Borsa del Turismo di Milano, il nuovo progetto di Italy Discovery e l’Associazione I Borghi più belli d’Italia, mira a sviluppare un nuovo prodotto turistico improntato alla sostenibilità e alla valorizzazione del paesaggio.

Strada della Forra, Tremosine, Garda (BS - foto Comune Tremosine)
Strada della Forra, Tremosine, Garda (BS - foto Comune Tremosine) 

«Certificare le strade più belle d’Italia – afferma Fiorello Primi, presidente de I Borghi più belli d’Italia - significa tutelare tutto ciò che si trova lungo i percorsi: i borghi, i fabbricati, le pievi, le ville storiche, le cantine, i caseifici, le trattorie di campagna, le locande, gli agriturismi. Con questo progetto diventa importante non solo la meta, ma anche il viaggio in sé. Ogni strada è un itinerario del gusto, un percorso storico, un viaggio culturale, un’esperienza estetica, una tappa verso la conoscenza dell’Italia più autentica».

Il progetto prende il via proprio in questi giorni e si svilupperà nell’arco di tre anni: attraverso un’accurata selezione, si arriverà alla definizione e certificazione delle 100 strade più belle d'Italia. Nello Stivale, se alcune vie sono talmente famose da avere già una denominazione turistica - come la Strada del Vino Monferrato Astigiano, la Strada Panoramica delle Crete Senesi, la Litoranea delle Cinque Terre – altre sono segreti ben custoditi che meritano ora di essere scoperti. Si tratta quindi di identificare queste strade speciali utilizzando una Carta di Qualità, messa a punto da un comitato tecnico-scientifico composto per l’occasione da esperti.

Cassinetta di Lugagnano (MI, foto Antonio Cadei)
Cassinetta di Lugagnano (MI, foto Antonio Cadei) 

Tante le viabili prese in esame, per ricevere la certificazione e il marchio delle “Strade più belle d’Italia”: la prima che verrà certificata si trova in Lombardia ed è la Lovere-Teglio, che collega la Valcamonica e la Valtellina, un lungo itinerario suggestivo che si snoda tra valichi alpini, prati in pendio, valli fiabesche e piccoli paesaggi scavati nella roccia. Come Lovere, che si specchia nel lago d’Iseo, o Clusone, la “città dipinta” dove danza il Tempo, e Bienno, con le antiche fucine dei fabbri, e poi Grosio e Teglio, che conservano le radici autentiche della Valtellina.

Sempre in Lombardia, tra gli itinerari selezionati per il progetto c’è la Strada della Forra, nel territorio del borgo di Tremosine sul Lago di Garda, che fu definita da Winston Churchill "l'ottava meraviglia del Mondo".

Ma sono molte le strade in esame, per riceve l’ambita certificazione, come per esempio la statale dello Stelvio che collega la Valtellina e la Val Venosta. In Piemonte da Mondovì a Zuccarello passando per Pamparato e Garessio; il Percorso del Romanico da Asti a Tonengo; nell’Appennino bolognese da Montepastore a Montese; nelle Marche da Colbordolo a Urbania passando per Urbino; le strade della Maremma da Piancastagnaio ad Arcidosso passando per Santa Fiora. E poi la strada da Montepulciano a Montalcino; da Roseto degli Abruzzi al lago di Campotosto nel Parco Nazionale del Gran Sasso; in Umbria la strada della Valnerina da Terni fino alle Marche passando per la cascata delle Marmore.

Lovere, Lago d'Iseo (BG)
Lovere, Lago d'Iseo (BG) 

«La strada diventa con questo progetto – dice Roberto Perticone, presidente di Italy Discovery - un forte attrattore turistico. Mettiamo a disposizione del viaggiatore – qualsiasi mezzo egli usi, bici, moto, auto oppure vada a piedi – una rete che valorizza la campagna, la dimensione rurale, le produzioni tipiche. Creiamo Le Strade più belle d’Italia anche per i turisti stranieri e gli italiani nel mondo. Offriamo un nuovo modo di viaggiare, attento ai territori, lento e sostenibile anche se si usa l’auto».

Sinonimo di libertà e di esplorazione, la strada è il mezzo che consente di conoscere davvero il territorio. A dare valore alla strada è il paesaggio che attraversa, dai borghi ai campi coltivati, dai paesaggi fluviali agli scenari montani. In ogni itinerario verranno segnalate anche le soste suggerite lungo il percorso: antiche pievi, ville storiche, cascine, masserie, ma anche musei, alberghi e ristoranti, locande e agriturismi. Ma anche cantine, frantoi, caseifici, forni. Ogni via diventa così un itinerario del gusto, un percorso storico, un viaggio culturale, una tappa verso la conoscenza dell’Italia meno nota e più autentica.

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