La scultura contemporanea ci ha abituato all’uso di resine, metalli, vetro, rifiuti urbani, plastica, cartone, luci. Ma per millenni la produzione artistica si è basata sul rapporto fra creatività umana e pietra. La stessa pittura rupestre nacque dall’incontro del disegno con la roccia.
La relazione ancestrale fra uomo e pietra, è stato al centro della ricerca artistica dello scultore Giuseppe Sciola (1942-2016), chiamato da tutti Pinuccio, noto nel mondo non solo per le sue opere, ma anche per la trasformazione di San Sperate (Provincia Sud della Sardegna) in museo a cielo aperto. Il paese natale dell’artista, dalla fine degli Anni ’60, è una meta turistico-culturale grazie ai murales realizzati da artisti italiani e di tutte le nazionalità. Qui, nel 1984, lo stesso Sciola aprì il Centro Internazionale per la Lavorazione della Pietra.
Con orgoglio contadino, lo scultore amava dire che la sua formazione veniva «dall’Università della Natura», anche se aveva studiato al Magistero d’Arte di Porta Romana a Firenze e all’Accademia Internazionale di Salisburgo, e frequentava assiduamente artisti come Henry Moore, Giacomo Manzù, Aligi Sassu, David Alfaro Siqueiros.
Le sue opere più celebri sono le “Pietre Sonore”, massi di basalto e calcare incisi geometricamente, che emettono musiche se sfiorati con le mani. Molte di quelle Pietre sono esposte in giro per il mondo, ma la maggior parte, circa 400, immerse in un agrumeto, vennero raccolte dallo stesso Sciola nel “Giardino Sonoro” di San Sperate. Renzo Piano ha collocato una “Pietra Sonante” di Pinuccio nel giardino interno dell’Auditorium Parco della Musica di Roma.
A cinque anni dalla sua morte, «Cagliari rende omaggio a Sciola e Sciola rende omaggio a Cagliari», dicono Simona Campus e Tiziana Ciocca, curatrici della grande mostra Madre Pietra, la Natura, la Scultura, la Città, negli spazi del Castello di San Michele del capoluogo sardo. Le opere del maestro sono esposte al pubblico, nei limiti imposti dalle restrizioni anti-Covid, fino al 3 ottobre 2021. Ha collaborato alla preparazione della mostra Maria Sciola, Chiara Sciola presidente della Fondazione Sciola, l’Assessorato alla Cultura del Comune di Cagliari, e Salvatore Campus che ne ha curato l’allestimento.
La mostra è di grande interesse perché propone, all’esterno e all’interno del castello, sculture, fotografie e quadri, molte delle opere sono inedite, le foto che qui pubblichiamo sono del Consorzio Camù.
Significativi del rapporto simbolico che Sciola aveva instaurato con la Natura e la Società sono i “Semi di basalto” che furono adagiati sul Sagrato della Basilica Inferiore di Assisi nel 2008, come germogli di pace. Tante le pietre sonore esposte, tra queste, quella che venne collocata poche settimane prima della scomparsa dello scultore a san Pietro in Vincoli a Roma, davanti al Mosè di Michelangelo. Spicca su una parete la grande tela dipinta da Pinuccio che raffigura una composizione di pietre dove domina il colore azzurro, l’opera testimonia l’impegno poco noto dell’artista nella pittura.