Bella, facilmente raggiungibile, ricca di Storia. Sono solo tre delle caratteristiche dell’Istria Slovena.
La distanza dall’Italia: la prima grande città che si incontra è Capodistria, che dista solo poco più di 20 chilometri da Trieste. La Storia: il passato dell’Istria Slovena va dagli antichi Istri ai Romani, dai Veneziani all’Impero Asburgico. La bellezza: nei suoi 46 chilometri di litorale, il mare, Bandiera Blu in più località, è cristallino e ricco di spiagge (Baia della Luna, BeleSkale) e falesie, la natura è ricca di macchia mediterranea sulla costa e campagna autentica nell’entroterra dove, nella bella stagione si svolgono sagre come quelle nelle Osmize, locali tipici e cantine dove si possono trovare prodotti del territorio genuini e di stagione. Quest’ultima usanza nacque all’epoca di Carlo Magno, che impose l’esposizione di una frasca di edera fuori dalle cantine, e poi ufficializzata con un decreto del 1784 dall’imperatore Giuseppe II d’Asburgo.
Qualche altra caratteristica? I prezzi per una vacanza di alto livello sono assolutamente interessanti, la gastronomia è frutto di tradizione e innovazione, rivolta sempre ai sapori mediterranei. I borghi e i centri storici delle città, testimonianza delle varie culture passate per questa terra spartiacque fra est e ovest, sono perfettamente conservati. L’ospitalità a Pirano, Portorose, Isola, Capodistria, Ancarano, sulla costa e in tutto l’interno (Sveti Peter, Nova Vas, Padna), è segnata dalla gentilezza e disponibilità degli abitanti e da una vastissima offerta per tutti, con hotel di ogni categoria, B&B, appartamenti (info su alberghi, turismo, eventi, gastronomia ecc.: www.loveistria.si/it/; sull’ospitaltà e prenotazioni a Portorose visita la pagina dedicata).
La vocazione turistica dell’Istria Slovena non è nuova. Nacque nella seconda metà dell’800 quando gli austroungarici scelsero come naturale meta di vacanze e di benessere il tratto di Adriatico che va dalla Venezia Giulia alla penisola istriana. Nel 1902 venne realizzata la linea ferroviaria Parenzana a binario singolo per collegare Trieste a Parenzo. L’area di Portorose (Porto delle Rose), già da tempo, offriva trattamenti con i fanghi e le cure termali, centro termale importante è oggi Talaso Strunjan, affacciato sul golfo di Strugnano. Fu proprio a Portorose, sulla scia del benessere tremale, che nacquero i primi grandi alberghi, le eleganti ville in stile déco e gli stabilimenti balneari che la sera si trasformavano in locali da ballo dall’atmosfera Belle Époque. Nel 1913 a Portorose (allora considerata una “piccola Monte Carlo”) venne costruito un elegante Casinò, il Grand Casinò Portorož, il più importante dell’Adriatico del nord, citato da Joseph Roth nel romanzo La marcia di Radetzky, e utilizzato anche per concerti, balli e mostre; seguirono nello sviluppo turistico della costa i centri di Pirano e Isola.
Il luogo da dove iniziare, in primavera ed estate, un viaggio alla scoperta dell’Istria Slovena è Portorose, città a misura d’uomo ideale per una vacanza di mare o di benessere alle terme. Un’escursione consigliata, anche in bicicletta, sono vicine Saline di Sicciole, Parco naturale con il Museo la Casa dei salinai, dove il sale viene estratto con il metodo tradizionale da 700 anni.
Testimonianza storica e architettonica della produzione del sale sono i magazzini Monfort e Grando: costruiti tra il 1858 e il 1859, i due edifici in pietra, venivano utilizzati per lo stoccaggio del prezioso “oro bianco”, ora sono adibiti a mostre ed eventi.
I fasti del passato turistico austro-ungarico sono ancora ben visibili nell’Hotel 5 stelle superior Kempinski Palace Portorož. Monumentale, elegante, inaugurato nell’estate 1910, in piena Belle Èpoque, all’apice della potenza dell’Impero, era stato progettato dall’architetto austriaco Johannes Eustacchio. La costa istriana era chiamata a Vienna la “Riviera Austriaca” (Österreichische Riviera).
Altro centro della ex Riviera Austriaca, è Pirano, con le mura e la tipica architettura veneta. La centralissima piazza ellittica è dedicata a Giuseppe Tartini, con il monumento in bronzo dedicato al musicista nato qui nel 1692, quando la città era parte della Serenissima. Il patrono di Pirano è San Giorgio al quale è intitolata una chiesa seicentesca che domina la città: il suo campanile è ispirato a quello di Piazza San Marco a Venezia. Il chiostro ospita d’estate il “Tartini Festival” di Musica da Camera, la kermesse tocca anche Casa Tartini, Piazza Tartini, vari palazzi nobiliari, il Convento dei Frati Minori Conventuali, la Scuola di Musica e il Museo Regionale di Capodistria. Si può visitare virtualmente Pirano grazie alla App gratuita Nexto, con tutte le attrazioni cittadine, i monumenti, la storia e i personaggi che vi hanno vissuto.
Particolarmente suggestiva è la piccola città di Isola, famosa per la sua tradizione di pescatori e di lavorazione del pesce. Proprio ai pescatori e al passato marinaro è dedicato il museo Casa del Mare (su prenotazione): espone navi, barche da pesca, strumenti di lavoro. Una passeggiata da fare qui è dal porticciolo alla spiaggia cittadina di Svetilnik (una delle 8 di questa costa). Per godere dall’alto la vista dei reticoli medioevali di strade e piazzette, si può salire sul campanile in stile gotico della chiesa di San Mauro, costruita nel XVI secolo sul punto più alto della città.
Perché lo stemma e la bandiera di Capodistria, il porto principale della Slovenia, rappresentano un sole antropomorfo in campo azzurro? La città, fondata dai Greci, poi romana e bizantina, successivamente annessa alla Serenissima per 5 secoli, è decorata su molte facciate di palazzi con un sole. Sole che bacia questo tratto di costa caratterizzato perennemente da un clima mite e piacevole. Tra i monumenti lasciati dai veneziani, il Palazzo Pretorio, e il Palazzo della Loggia, tutti e due in stile gotico veneziano. La cattedrale romanica dell’Assunta, vanta un campanile con la campana ancora funzionante più antica della Slovenia, risalente al 1333.
Ultima tappa della Riviera, Ancarano. Anche questa città, al confine con il Parco Naturale di Punta Grossa, riflette nello stemma la sua anima: il verde. Al centro del simbolo cittadino, c’è un ulivo, sotto, le onde del mare, ai lati, le luci di un faro costiero. Va ricordato che l’olio d’oliva di alta qualità è una delle eccellenze dell’Istria Slovena, con tantissimi produttori da Isola a Portorose, da Ancarano a Scoffie.
Tornando ad Ancarano, qui vanno visitati i giardini del Monastero Benedettino, il Parco Termale dell’ex Sanatorio, il Parco Paesaggistico di Punta Grossa. Chi viaggia in auto deve percorrere la A70 fino a Trieste, le superstrade slovene H5 e H6. Gli aeroporti più vicini sono Trieste, Lubiana e Venezia. Le foto del servizio sono di Jaka Ivacic e Tadej Bernik.