A lungo, il Portogallo come nazione, è stato considerato un contorno alla sua città principale. Ex capitale di un vasto impero, Lisbona era la porta dell’Europa e insieme il preludio delle Americhe. Si diceva: «Il Portogallo è solo Lisbona. Tutto il resto è paesaggio». Oggi bisogna dire invece che, insieme a Lisbona, tutto il resto, non è solo paesaggio, ma è anche Letteratura.
Il Portogallo è uno dei Paesi europei con il più alto numero di festival, eventi, progetti, percorsi intitolati a Narrativa e Poesia. Libri e autori ispirano nomi di pub e caffè (quelli che gli inglesi chiamano book-bars), come la Livraria da Baixa a Porto o il Menina e Moça a Lisbona; oppure alberghi letterari come il Literary Man e il Lov’in Guesthouse in Óbidos, il Lisboa Pessoa Hotel della capitale.
Esistono come in nessun altro Paese al mondo tante librerie storiche da visitare come fossero musei. Dichiarata “Monumento di Interesse pubblico” dal 2013 è la Livraria Lello & Irmã in Rua Carmelitas a Porto: aperta nel 1906, in stile Eclettico-Modernista all’interno, accoglie i visitatori al piano terra e al primo piano di un palazzetto neo-gotico di inizio Novecento. Gli arredi sono tutti in legno intagliato; la scala a doppia ellisse che porta agli scaffali del piano superiore ha ispirato JK Rowling nella sua Saga di Harry Potter; gli ambienti della libreria sono impreziositi dai busti scolpiti da Romão Júnior (1878-1949) che raffigurano gli scrittori Antero de Quental, Eça de Queirós, Camilo Castelo Branco, Teófilo Braga, Tomás Ribeiro e Guerra Junqueiro.
A Lisbona, nel centralissimo quartiere Chiado, che accoglie i visitatori con il monumento allo scrittore Luis de Camões (1524-1580) nell’omonima piazza, e poco più avanti con la statua di Fernando Pessoa davanti al Cafè A Brasileira (l’altra statua del poeta è in Largo São Carlos dove nacque il 13 giugno del 1888) sono concentrate le librerie storiche.
Il nome del quartiere Chiado è di origine letteraria: viene dal poeta Antonio Ribeira (nato a Évora nel 1520 e morto a Lisbona nel 1591) soprannominato Chiado, a lui è dedicata una statua in Largo do Chiado.
All’inizio di Rua Garrett, la Livraria Sá da Costa, aperta dal 1913, racconta la battaglia quotidiana dei librai indipendenti per salvare e diffondere la Cultura. All’ingresso, i visitatori sono accolti con il motto: “Instruere: Construere”. Sempre in Rua Garrett, al civico 75, la Livraria Bertrand vanta il primato di essere una delle librerie più antiche del mondo: venne fondata nel 1732 (in un’altra sede poi trasferitasi qui) dal francese naturalizzato portoghese Pedro Faure. Nell’800 la libreria, frequentata da intellettuali come Antero de Quental, Ramalho Ortigão, Alexandre Herculano, José Maria Eca de Queiós, divenne un centro di incontro e discussioni letterarie. Rua Garrett, una delle strade più eleganti della capitale, prende il nome da uno scrittore, il poeta e drammaturgo romantico João Baptista da Silva Leitão de Almeida Garrett (1799-1854).
Fu aperta nel 1840, e mantiene tuttora il fascino dell’epoca, la Livraira Ferin di Rua Nova do Almada, una vera e propria istituzione letteraria cittadina, anch’essa indipendente. L’interno, con grandi arcate e scaffali in legno, propone oltre 15.000 volumi e, al piano inferiore, un piccolo museo dedicato alla stampa.
Tra i tantissimi festival nazionali letterari, annuali o biennali, vanno segnalati il “Festival Silêncio” di Lisbona, il “Festival de Lingua Portuguesa” a Coimbra, il “Festival Literario da Madeira” a Funchal, il “Festival Literario do Porto Santo” a Porto Santo, “Tabula Rasa” a Fatima, il “Festival de Poesia de Avintes” ad Avintes, il “Festival de Poesia de Vila Mova de Foz Côa” a Foz Côa.
Lisbona vanta due itinerari sulle tracce di due dei più importanti scrittori portoghesi del ‘900, Fernando Pessoa (1888-1935) e José Saramago (1922-2010) premio Nobel per la Letteratura nel 1998. Di quest’ultimo va assolutamente visitata la Fondazione Saramago (Fundação José Saramago) in Rua dos Bacalhoeiros 10 nel quartiere Alfama, con una mostra permanente sulla vita e il lavoro dello scrittore, i libri della sua biblioteca, spazi per concerti, teatro e conferenze. Di fronte alla Fondazione, ospitata nel palazzo cinquecentesco Casa dos Bicos, ai piedi di un ulivo, sono conservate le ceneri dello scrittore.
Il lungo itinerario dedicato a Saramago tocca molti dei luoghi citati nel Memoriale del Convento, scritto nel 1982. Il romanzo si svolge nel ‘700, quando iniziò la costruzione del grandioso monastero di Mafra voluto da re Giovanni V come ex voto per la nascita dell’erede maschio. Filo conduttore delle oltre 300 pagine è la storia sfortunata di due innamorati negli anni oscuri dell’Inquisizione. I punti del percorso: Praça do Rossio, il Castello sulla collina che domina Lisbona, Praça do Comércio, Iglesia de San Roque, Palácio Nacional de Mafra (a 28 chilometri da Lisbona).
Nel 1925 Fernando Pessoa scrisse in inglese Lisbon. What the tourist should see: è un’insolita guida di viaggio destinata ai visitatori anglosassoni, tuttora attuale e spesso onirica, compilata con gli occhi di un poeta che amava profondamente la sua città e ne conosceva gli angoli più misteriosi. La guida, itinerario utilissimo per tutti i viaggiatori letterari, tocca, tra le tante tappe, il Farol do Bugio (il faro alla foce del fiume Tago), la Torre di Belém, la Stazione Marittima Rocha do Conde de Óbidos, la Praça de Dom Luiz, la Statua del Duca di Terceira, Rua do Arsenal, la grandiosa Praça do Comercio, l’ascensore di Santa Justa (Elevador do Carmo, costruito a fine ‘800 su progetto di Louis Reynaud e Raoul Mesnier de Ponsard), il Theatro Nacional Almeida Garrett, la piazza Rossio del quartiere Baixa, la monumentale Stazione Centrale, l’Avenida da Liberdade inaugurata nel 1882, il quartiere Alfama.
Una meta d’obbligo per gli appassionati di Pessoa è il Café Restaurante Martinho da Arcada sotto i portici di Praça do Comércio. Inaugurato nel 1782, il ristorante fu come una seconda casa per il poeta che qui scriveva la sera fino a tardi dopo aver cenato, e incontrava gli amici più cari.
Ai festival nazionali e ai percorsi della capitale, si sono aggiunti ora alcuni itinerari, fiori all’occhiello del Turismo Letterario portoghese, nell’Alentejo, regione a circa due ore da Lisbona che va dal mare fino al confine con la Spagna. L’area è poco battuta dal turismo, eppure di grande bellezza e ricca di storia.
È un territorio di estremi raccontato dal ‘500 al ‘900 da scrittori e poeti come Bernardin Ribeiro, Garcia de Resende, Conde de Monsaraz, Florbela Espanca, José Régio, Raul de Carvalho, Manuel de Fonseca. «Una terra sublime e illuminata dal sole, un luogo miracoloso dell’infanzia perduta e, insieme, un luogo dove i contadini per secoli sono stati lasciati al loro destino», scrivono Ana Luísa Vilela e Antonio Sáez Delgado nel saggio I Poeti dell’Alentejo.
Gli autori che questo itinerario in Alenteja segue sono amatissimi dai portoghesi, per il pubblico italiano che li conosce è un’occasione per amarli ancora di più, per chi non li avesse mai letti sarà una piacevole scoperta.
Nel distretto di Évora, Montemor-o-Novo e Lavre sono il cuore del percorso tematico dedicato al romanzo di Saramago Una terra chiamata Alentejo (Levantado do Chão), info: www.roteirolevantadodochao.pt. È una delle opere più politiche dell’autore de La zattera di pietra; pubblicato nel 1980, racconta la storia della famiglia di braccianti Mau-Tempo in un arco di tempo (e di generazioni) che va dall’inizio del ‘900 fino alla Rivoluzione dei Garofani del 1974. Protagonista è non solo la famiglia Mau-Tempo e le campagne dell’Alentejo, ma anche le aspre lotte contadine, il banditismo, il passaggio dalla monarchia alla repubblica, il latifondo e la Riforma agraria, la dittatura fascista di Salazar.
Il lungo percorso letterario tocca decine di punti corrispondenti ad altrettanti episodi del romanzo. Saramago, dopo essere stato licenziato (per ragioni mai chiarite) dal quotidiano di Lisbona Diário de Noticias, nel 1976 si stabilì a Lavre per descrivere con precisione i luoghi e raccogliere testimonianze sulla lunga stagione di lotte contadine. Lo scrittore faceva capo alla Cooperativa de Consumo Vento de Leste, in Rua Bernardino Machado. Testimonianza della Riforma Agraria del 1974-1975, la cooperativa fu a lungo un centro di assistenza per i contadini più poveri. Tra i tanti altri luoghi del percorso basato sul romanzo (tutto da fare a piedi) si incontrano a Lavre la Casa de Leitura José Saramago (biblioteca municipale e centro conferenze), la Marceria de Maria Graniza (merciaia che compare nel libro), la Casa dos Mau-Tempo (dove viveva la famiglia protagonista del libro), la Casa de Mariana e João Besuga. Appena fuori dell’abitato, c’è un fiume con l’antico Ponte Cava, un angolo di natura appartato dove Saramago amava rifugiarsi per pensare e scrivere.
In Una terra chiamata Alentejo compare anche la città di Montemor-o-Novo, celebre per il castello del XIV secolo, costruito sulla base di una fortificazione dei Mori, che servì a più riprese nella storia del Portogallo come baluardo contro il regno spagnolo di Castiglia. Il castello fu teatro di molte decisioni su imprese importanti per il Portogallo, tra queste, la spedizione di Vasco da Gama in India alla fine del ‘400.
A Montemor-o-Novo, il percorso pedonale letterario tocca la vita e le lotte per l’emancipazione dei contadini portate avanti da due sindacalisti, citati con il loro vero nome nel romanzo: Germano Vigal (1913-1945) imprigionato e assassinato dalla polizia di Salazar, e José Adelino dos Santos (1912-1958) ucciso durante un corteo di protesta contro la condizione di vita nelle campagne. I luoghi citati da Saramago e legati ai due militanti di sinistra sono: Praça de Touros, il Centro de Etnologia-Musu Local, il Posto da GNR (la Guardia Nazionale Repubblicana dove fu detenuto e assassinato Vidigal), i resti del Castelo de Montemor-o-Novo, il Centro Interpretativo Levantado do Chão (spazio multimediale dedicato a Saramago), la Câmara Municipal (Municipio dove, il 23 giugno del 1958, il sindaco José Nunes Vacas si rifiutò di ricevere i contadini in sciopero e fece intervenire la Guardia Nazionale Repubblicana), l’Arquivo Municipal nella cui biblioteca sono conservati documenti dal XV secolo ad oggi.
Un gruppo di giovani studiosi locali ha curato la guida Roteiro Literário Levantado do Chão; promossa dalla Camera Municipal di Montemor-o-Novo e finanziata da Valorização do Interior e Turismo de Portugal; la pubblicazione si può reperire nelle sedi istituzionali locali.
Ultima tappa del tour letterario dedicato a Saramago e al suo romanzo Una terra chiamata Alentejo è Évora, Patrimonio Unesco dal 1986, ed ex residenza dei re del Portogallo nel XV secolo.
La città, di impianto urbanistico medioevale, ha origini romane: lo testimoniano i resti del tempio detto “di Diana” di epoca augustea. Alla destra del tempio e vicina alla Cattedrale, la Biblioteca Pública de Évora, aperta dall’inizio dell’800, la prima in Portogallo, nata dalla donazione di 50mila volumi del gesuita Manuel do Cenáculo arcivescovo di Évora, fu frequentata più volte da Saramago per le sue ricerche sui giornali degli anni ’30, ’40 e ’50. Nelle pagine di quotidiani come A Defesa e O Seculo lo scrittore trovò le cronache utili al suo lavoro, tanto che i critici definirono il romanzo «più accurato di un libro di Storia». Ospitata in un palazzo del ‘600, la biblioteca va visitata anche per le sue sale con gli antichi scaffali in legno, i quadri d’epoca, e per i volumi conservati: tra questi, un’ampia collezione di incunaboli (i primi testi a stampa), mappe e incisioni rare del ‘600, codici scritti e decorati a mano.
Nel suo libro Viaggio in Portogallo (Viagem a Portugal), pubblicato nel 1990, Saramago dedica un intero capitolo a Évora, domandandosi se, nel suo centro storico, siano concentrati «più monumenti che in qualunque altra città portoghese», e aggiungendo che «a Évora c’è un’atmosfera che non si ritrova in nessun altro luogo».
Figura molto discussa negli anni ’20 del Novecento, non solo come poeta, ma anche come donna, è quella di Florbela Espanca (1894-1930), femminista ante-litteram. Dalla fine degli anni ‘40 è stata completamente rivalutata e considerata una delle scrittrici portoghesi più innovative; le sue poesie e gli scritti vengono continuamente ristampati (soprattutto in Brasile). Presto verrà aperto un museo a lei dedicato a Vila Viçosa, sua città natale (www.casaflorbelaespanca.com). Il museo è stato ideato e finanziato dall’artista svizzero-angolana Kina Maua N’Pango e ha sede in Rua Florbela Espanca 59, nella casa a più piani che fu abitata dalla scrittrice. La città, candidata a sito Unesco, le ha dedicato due monumenti: un busto in Avenida Bento de Jesus Caraça davanti al teatro che porta il suo nome, e un rettangolo di marmo a forma di portale, come fosse una finta entrata, davanti a quella che fu la sua casa natale in Rua André Angerino; l’edificio venne abbattuto nel 1939.
Florbela fu una donna, e un’intellettuale, decisamente fuori dal suo tempo, per questo amata e criticata soprattutto dai cattolici conservatori. Vestiva con i pantaloni, le scarpe basse, portava i capelli corti, fumava ed era insofferente verso tutte le convenzioni. Nella sua breve vita si sposò tre volte e i suoi versi esprimono una forte carica di erotismo: «In quella sacra sfacciataggine della giovinezza, in quel pagano rapimento che vince il destino, in un ribelle pulsare di desiderio, ti dono il mio corpo, promesso alla morte!», dalla poesia Passione sfrenata (Volúpia).
Il museo, che abbiamo visitato in anteprima, è un lungo viaggio attraverso la vita di Florbela, con fotografie di lei e della sua famiglia, i suoi vestiti, i cappelli, i manoscritti, gli oggetti a lei cari. I mobili esposti nel museo provengono tutti dall’ultima casa dove abitò a Matosinhos, vicino Porto. Qui, le cronache dicono che morì suicida, alcuni sostengono invece che fu avvelenata. Florbela scrisse la sua prima poesia, La vita e la morte (A vida e a morte) a 9 anni, quando frequentava ancora la scuola elementare: una tappa del tour letterario, dopo la casa-museo, è la scuola elementare in Rua Antonio José de Almeida. Altra tappa è il cimitero di Vila Viçosa, accanto al castello, dove una lapide realizzata nel 1964 la ricorda con le semplici parole «Aqui Jaz Florbela Espanca».
Ricordiamo brevemente le sue principali opere: Livro de Mágoas, Livro de Sóros Saudade, Charmeca em Flor, Juvenilia, Sonetos Completos, As Máscaras do Destino, Diário do Ultimo Ano, Troncado Olhares; Florbela scrisse anche per i giornali Noticias, A Voz Pública, O Século di Lisbona. Nel 2012 la rete pubblica RTP ha realizzato una serie televisiva dedicata alla scrittrice, intitolata Perdidamente Florbela, con attori molto popolari in Portogallo.
Ancora una tappa importante nell’Alentejo, Elvas, con le sue fortificazioni del XVII secolo, Patrimonio Unesco dal 2012. La città ricorda con 3 itinerari (Rotas Literárias) dotati di una accurata segnaletica, tre dei suoi più grandi autori: António Sardinha (1887-1925), scrittore romantico fondatore del movimento Integralismo Lusitano che guardava alla tradizione portoghese; Camilo Castelo Branco (1825-1890), romanziere realista post-romantico; António Dinis da Cruz e Silva (1731-1799), poeta e magistrato, tra i fondatori dell’Arcadia Lusitania che combatteva gli eccessi dell’arte tardobarocca e aprì la strada al Romanticismo.
La loro vita e le pagine delle loro opere, poco note in Italia, ma amatissime in Portogallo e Brasile, segnano i punti dei percorsi cittadini, accuratamente descritti da tabelle sui muri e totem nelle strade.
Ultima fermata di Elvas, interessante non tanto per la Letteratura, ma importantissima per la Storia del Portogallo, è il Forte da Graça, sito Unesco dal 2012, costruito nella metà del ‘600 sul Monte da Graça che domina la città. La fortificazione nacque come baluardo contro i continui attacchi degli Spagnoli. Nel 1761, durante la cosiddetta “Guerra dei 7 anni” (1756-1763) che coinvolse molte potenze europee, il re portoghese José Francisco António Inácio Norberto Agostinho chiamò il Maresciallo francese Lippe per ristrutturare e rendere inattaccabile il forte. La forma a stella del castello che vediamo oggi è frutto del suo progetto, ispirato alla fortezza di Wilhelmstein in Germania. La struttura è stata utilizzata fino al 2014 come prigione militare, dal 2015 è stata restaurata e trasformata dall’amministrazione municipale di Elvas in un museo che farà parte di un itinerario storico-culturale di fortificazioni lungo il confine con la Spagna.
In alto abbiamo segnalato i voli per il Portogallo con partenza dai principali scali italiani, operati dalla TAP. Lisbona è un hub ideale anche per volare in Nord e Sud America.