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La Natura sale sul palcoscenico

La Natura sale sul palcoscenico

Da 20 euro, biglietto per i concerti, ingresso gratuito per i giovani fino a 25 anni, riduzioni per i gruppi. Festival Printemps des Arts de Monte-Carlo. Info e prenotazioni sono reperibili sul sito ufficiale.

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«Una delle prime condizioni della felicità è il legame fra l’uomo e la Natura che non dovrebbe mai essere rotto», scriveva Leo Tolstoj. Arte e Cultura possono contribuire alla felicità? E in quale modo la Musica può riannodare il legame che si sta spezzando fra Umanità e Natura? Sono queste le domande che si pone la quarantesima edizione del Festival Printemps des Arts de Monte-Carlo che si svolge dal 13 marzo al 7 aprile 2024 in diciannove prestigiose sedi del Principato e della Costa Azzurra.

I grandi compositori non sono mai stati estranei al tema della Natura: basti pensare, tra i tanti, a Vivaldi con Le Quattro Stagioni; a Benjamin Britten con Four Sea Interludes da Peter Grimes; a Ralph Vaugham Williams con la sua composizione A Sea Symphony. A questi giganti della Musica vanno aggiunti due grandi autori americani del ‘900 come Aaron Copland con l’Appalachian Spring e Charles Ives con l’incompiuta Universe Symphony.

Il Festival monegasco, sotto la direzione artistica del maestro Bruno Mantovani, sempre attento alle problematiche sociali, culturali e dell’attualità, quest’anno, come abbiamo visto, è incentrato sul rapporto sempre più problematico fra Umanità e Natura: quale migliore dedica per un compleanno così importante?

Ecco perché il programma della kermesse riporta in copertina, insieme ad una spettacolare foto in bianco e nero di Sebastião Salgado (altri suoi scatti sono all’interno) le parole “Chants de la Terre” (Canti della Terra), sottotitolate simbolicamente «Ma fin est mon commencement» (La mia fine è il mio inizio), un brano composto da Guillaume de Machaut nella metà del XIV secolo, il cui testo a tre voci ripete, prima per moto retto e poi per moto retrogrado, il tema della natura ciclica della vita sulla Terra.

Mantovani ricorda che la “natura ciclica” analizzata dalla sua direzione del Festival per il terzo anno consecutivo, è quella dell’evoluzione stilistica dei singoli musicisti, dalla giovinezza alla maturità. «Le precedenti edizioni», ha sottolineato, «sono state dedicate all’Armenia nel 2022 e agli Stati Uniti nel 2023; quest’anno abbiamo aggiunto un importante tocco di originalità dedicando gli appuntamenti a tutto il Pianeta. Denunciamo attraverso la Musica e l’Arte, la crisi ambientale e proponiamo al pubblico musicisti, e artisti di ieri e di oggi, che si pongono in maniera problematica di fronte al Pianeta».

Il tema del rapporto tra Musica e Natura non è nuovo, continua il direttore artistico presentando questa edizione del Festival: «Nel XVIII secolo Jean-Philippe Rameau in alcune sue composizioni trattò il dialogo fra uomini e animali; Camille Saint-Saëns compose il celebre Carnevale degli Animali, per due pianoforti e orchestra nel 1886, opera che presenteremo in una versione jazz eseguita dall’Amazing Keystone Big Band» (Domenica 31 marzo, ore 15, Auditorium Rainier III). L’Ensemble Unisoni proporrà invece il 30 marzo una sorta di “bestiario musicale” in epoca barocca.

In prima mondiale verrà eseguita il 16 marzo un’opera simbolo dell’impegno ambientalista della Musica colta contemporanea: composta da Sophie Lacaze, si intitola L’étoffe inépuisable du rêve (Il tessuto inesauribile dei sogni), con il testo di Alain Carré che evoca la sofferenza della Terra e la sua rinascita.

Il 29 marzo andrà in scena in prima assoluta al Théâtre Nationale de Nice la composizione di Gustav Mahler del 1908 Das Lied von der Erde (Il Canto della Terra) per mezzosoprano, tenore e 16 strumenti, commissionata dal Festival stesso, riletta ed eseguita da Laurent Cuniot. La composizione mahleriana sarà oggetto di una conferenza intitolata La Terra secondo Gustav Mahler il 16 marzo alle 16,30 all’Auditorium Rainier III; seguirà nella stessa sede, alle 18, Quatour pour Piano et Cordes, Le Chant de la Terre, versione da Camera diretta da Gregor Mayrhofer. Ancora Mahler: la sua sinfonia dal testo visionario verrà proposta il 6 aprile nella versione originale sinfonica con l’Orchestra Filarmonica di Monte-Carlo diretta da Kazuki Yamada.

Uno degli appuntamenti simbolo di questa quarantesima edizione dedicata alla Terra è, il 17 marzo al Cinema des Beaux-Arts alle ore 11, con la proiezione del film Il Sale della Terra. La pellicola venne girata nel 2014 da Wim Wenders insieme a Juliano Ribeiro Salgado, figlio del celebre fotografo brasiliano Sebastião Salgado. Il pluripremiato lungometraggio ripercorre la vita, i viaggi e il lavoro di Salgado, sempre impegnato a documentare le drammatiche condizioni dei popoli africani e dei lavoratori in America Latina, le grandi migrazioni, le carestie, la bellezza del Pianeta e le mutilazioni che sta subendo. «Non immaginavo che stavo per scoprire molto più di un semplice fotografo», disse Wenders riferendosi a Salgado, protagonista del film insieme alla Natura e ad un’Umanità sofferente.

La kermesse monegasca, come recita la sua stessa denominazione, è soprattutto una lunga festa dedicata a tutte le Arti: il 27 marzo la Musica sposerà il gusto alle 20 all’Hôtel Hermitage Monte-Carlo con Diner en Musique condotto dallo chef Yannick Alléno, esponente della cucina francese contemporanea, accompagnato da David Haroutunian al violino. Per l’Arte che incontra la Musica, appuntamento domenica 24 marzo alle ore 11 al Nouveau Musée National de Monaco Villa Paloma per il Concerto-Promenade Création nell’ambito della mostra Pier Paolo Calzolari-Casa ideale con Lara Morciano, Samir Amarouch, Erich Montalbetti, Véronique Fèvre, Fanny Vicens, Frédéric Audibert.

A sottolineare l’originalità del Festival, Printemps des Arts propone alle ore 15 di sabato 23 marzo il Concerto Siesta Musicale Japanese Soul in prima assoluta: gli spettatori potranno assistere comodamente sdraiati all’interno del Centro Conferenze One Monte-Carlo alla performance musicale di Fabrice Jünger.

Da non perdere le due Messe da Requiem che verranno eseguite in occasione dell’apertura e della chiusura del Festival, rispettivamente quella di Johannes Ockeghem interpretata dall’Ensemble Gilles Binchois, e quella scritta da Pierre de La Rue, affidata all’Ensemble Clément Janequin, che concluderà simbolicamente questa edizione sottotitolata Ma fin est mon commencement Opus 3.

Quelli elencati qui sono solo alcuni dei tanti eventi musicali e culturali del festival, non mancheranno tavole rotonde, incontri con i musicisti, masterclass, musiche dal Medioevo e contemporanee, Mozart e Haydin, Beethoven, Schubert e Mendellshon, fino ad arrivare al Novecento di Messiaen, Boulez e Rihm.

Per il balletto segnaliamo domenica 31 marzo alle ore 11 presso l’Atelier des Ballets de Monte-Carlo lo spettacolo Danza rinascimentale con musiche del XVI secolo.

Due ospiti di eccezione, il mezzosoprano Cecilia Bartoli e l’attore John Malkovich, saranno protagonisti il 7 aprile, alle ore 19, presso l’Opéra de Monte Carlo, dello spettacolo lirico Their Master’s Voice.

Gli appuntamenti del Printemps des Arts, presieduto da Sua Altezza Reale Carolina di Hannover, concentrati in quattro weekend lunghi, saranno ospitati in sale da concerto e luoghi inediti a Monte-Carlo e sulla Costa Azzurra, tra questi: l’Auditorium Rainier III, l’Opéra, la Galerie Hauser & Wirth, l’Hôtel Hermitage, il Théâtre Princesse Grace, il Théâtre des Variétés, il museo Oceanografico (che oltre a vari concerti, proporrà il 30 marzo alle 18, la conferenza Musica Barocca e la Natura: imitazione e creazione), lo Yacht Club, il Nuovo Museo Nazionale di Monaco Villa Paloma, la Cattedrale, l’Atelier dei Balletti di Monte-Carlo, al centre Culturel Prince Jacques di Beausoleile il Conservatorio e Tetro Nazionale di Nizza.

Ha collaborato Debora Stracqualursi

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