I grandi magazzini europei e americani hanno una lunga storia: Fortnum & Mason di Londra aprì nel 1707; Printemps di Parigi iniziò la sua attività nel 1865; Lord & Tailor venne inaugurato nel 1826 a New York. L’Aux Villes d’Italie (poi Alle Città d’Italia e, infine, La Rinascente) fu creato a Milano dai fratelli Bocconi nel 1877 sul modello de Le Bon Marché, reso celebre da Emile Zola nel romanzo Al Paradiso delle signore. Se è ben nota la storia dei grandi magazzini, qual è quella dei loro fratelli minori, i supermercati? Quali sono stati i primi?
A cavallo della festività del 2 giugno, una buona ragione per visitare Copenhagen, è la mostra “Irma-Design Story” proposta dal Design Museum Danmark che racconta la storia del rapporto tra i supermercati e il Design. In particolare viene esaminata la relazione stretta della catena di supermercati IRMA, fondati nella capitale danese nel 1886 (tra i primi in Europa), con il disegno industriale e la grafica, applicati nel packaging, negli arredi interni, nel lettering delle insegne, nella pubblicità, e addirittura nei sacchetti per la spesa. La mostra, aperta all’inizio di febbraio, andrà avanti fino all’11 agosto 2024.
Il Design Museum Danmark, ospitato in un palazzo del ‘700 che fu originariamente sede di un ospedale trasformato in museo nel 1920, propone la più grande collezione di oggetti, mobili, disegni, poster di tutti i Paesi scandinavi. Tra le sezioni, vale la pena di visitare anche la raccolta permanente dei manifesti di ogni parte del mondo, di ieri e di oggi: commerciali, politici, di utilità sociale. Notevole l’esposizione di sedie di tutti i tipi, oltre 100, prodotte in legno, metallo, materiali plastici, dal 1920 al 1970. La collezione dedicata alla Moda comprende oltre 500 pezzi tra abiti provenienti dall’Europa, Stati Uniti, Cina e Giappone: scarpe, ventagli, cappelli, accessori, stoffe, realizzati dal XVIII secolo in poi.
Uno dei compiti del Design urbano, o dell’Arredo urbano, è quello di far convivere moderno e antico: Copenhagen è un esempio ben riuscito di questo incontro. L’architetto danese Jan Gehl, specializzato nel riorientare il Design urbano in senso sostenibile, ha scritto: «Prima la vita, poi lo spazio, infine gli edifici. La città va ripensata in questo ordine».
Il centro storico Copenhagen è ricchissimo di monumenti, ma visti quelli, un viaggiatore deve assolutamente guardare da vicino l’architettura moderna e l’arredo urbano, anche perché la città della Sirenetta è Capitale mondiale UNESCO dell’architettura fino al 2026.
Vediamo alcuni esempi iconici. CopenHill, nel quartiere Amager, è un edificio simbolo della sostenibilità: visibile da molte parti della città, dalla sua sommità si può ammirare tutto lo spazio urbano. È il più grande impianto di incenerimento con recupero di calore ed energia di tutta la Danimarca, il meno inquinante del mondo. Progettato dall’architetto danese Bjarke Ingels, è un edificio polifunzionale a forma di trapezio, con due lunghe ciminiere, gradevole nella forma agile nonostante la sua funzione principale. Il tetto inclinato ospita tre piste da sci che d’estate diventano prato, un percorso di trekking e due tapis-roulant, con un ampio bar-ristorante panoramico.
Amatissimo e continuamente percorso dai ciclisti il ponte ciclo-pedonale Lille Langebro sul canale del porto di Copenhagen; i progettisti dello studio inglese WilkinsonEyre l’hanno concepito nel 2015 come una elegante curva orizzontale che invita a percorrerlo; spettacolare l’illuminazione notturna con le luci colorate che cambiano in ogni momento. Anche in grande parallelepipedo della Det Kongelige Bibliotek (Biblioteca Reale) è stata concepito per cambiare colore a seconda del tempo atmosferico e delle ore del giorno; divisa in due blocchi separati da una vetrata che contiene le scale, i tapis-roulant, i percorsi interni, la biblioteca è ricoperta di lastre di marmo nero e vetri affumicati: da qui il soprannome “Diamante nero”. La Bibliotek, che conserva preziosi testi stampati dal XVII secolo in poi, è la più grande di tutti i Paesi scandinavi; il progetto, del 1999, è dello studio danese Schmidt Hammer Lassen. Progettata da un altro studio di architettura danese, l’Henning Larsen, e impreziosito dalle sculture di Per Kirkeby e di Olafur Eliasson, è l’Operaen (Teatro dell’Opera) con il lungo tetto aggettante sulla riva del porto. Inaugurato nel 2005 sull’isola di Dokøen, l’edificio è realizzato in cemento armato, acciaio e vetro: ospita opere liriche, film, balletti.
Un esempio di arredo urbano che ha trasformato un quartiere un tempo degradato, è il Parco Superkilen: inaugurato nel 2012, è stato progettato dal gruppo artistico danese Superflex con la collaborazione degli architetti paesaggisti tedeschi dello studio Bjarke Ingels Group. L’intervento aveva lo scopo di dare un cuore verde e far incontrare i cittadini di Nørrebro nella zona nordovest di Copenhagen. Multiculturale, multietnico, vivace, il quartiere è famoso per il suo cimitero dove riposano Hans Christian Andersen, Søren Kierkegaard, Martin Andersen Nexø. Il tre grandi spazi centrali del progetto sono: una piazza “rossa”, un mercato “nero”, un parco “verde”, collegate da percorsi pedonali e ciclabili; i colori rosso e nero rappresentano la pavimentazione, il verde denota la presenza di alberi e prati.
La lista delle architetture contemporanee di Copenhagen, la città europea più “eco-friendly” d’Europa con 745mila biciclette in circolazione (5 volte il numero delle automobili) per 546 chilometri di piste ciclabili (dati Danish Cyclists’ Federation), è molto lunga. Oltre alle opere elencate sopra, segnaliamo: il parcheggio polifunzionale Park ‘n’ Play; le abitazioni The Silo; l’Acquario Den Blå Planet (IL Pianeta Blu); il ponte Cirkel Broen; il complesso abitativo 8 House; l’edificio polivalente della Royal Arena; l’area Copenhagen Harbour Bath con bar, ristoranti e gli spazi dove prendere il sole e nuotare d’estate; la Tingbjerg Library con la sua audace forma a triangolo; la piazza Israels Plads simbolo di pace tra i popoli; i dormitori per studenti Tietgen.
Tra le attività più tradizionali da svolgere nella capitale danese, ci sono: il verde e le attrazioni dei Giardini Tivoli, aperti dal 1843; la navigazione lungo i canali a bordo della Green Raft, una zattera di legno unica nel suo genere, adornata con lanterne, recinzioni decorate con piante e uno spazioso tavolo lungo, il tutto alimentato da batterie di camion della spazzatura riutilizzate.
Uno “strumento” conveniente per esplorare la città è la Copenhagen Card che dà la possibilità di utilizzare gratuitamente tutti i trasporti pubblici, entrare nei siti turistici e culturali. Si scarica sul proprio Smartphone ed è disponibile nelle versioni 24, 48, 72, 96 o 120 ore, il prezzo parte da 61,52 euro.