Nel 1978 Lucio Dalla scrisse la canzone Milano; anche se il brano parlava della città lombarda, c’era un verso che si adatta a Merano: «Ti fa una domanda in tedesco e ti risponde in siciliano». Nella città dell’Alto Adige seconda per grandezza dopo Bolzano, se chiedi qualcosa in italiano, la risposta può arrivare in tedesco e viceversa. Una “anomalia” linguistica che rende peculiare il nostro Paese.
Il Südtirol, dal 1919 alla fine della Seconda guerra mondiale, subì una politica di italianizzazione forzata; quelle costrizioni sociali, linguistiche e culturali, furono risolte con i due Statuti del 1948 e del 1972 che sancivano la parità delle lingue italiana, tedesca e ladina, e la nascita di una vera autonomia della Provincia di Bolzano.
La sovrapposizione di più culture si rivela spesso un valore, ma a Merano (Meran) la cosa è diversa. Il fascino della città risiede in una sola cultura: quella asburgica.
Il clima mediterraneo, l’aria pura, i primi impianti di inalazioni e i bagni in vasche di vapore, nella metà del XIX secolo resero la città sul fiume Passirio una delle stazioni climatiche più rinomate non solo dell’Impero austro-ungarico, ma di tutta Europa.
Quell’offerta di benessere è ancora viva, si è rinnovata e perfezionata, come si è rinnovata l’offerta gastronomica. Merano e il suo territorio sono diventati centro di nuove esperienze all’insegna della tradizione e dell’innovazione.
Accanto ai Canederli (Knödel), allo Strudel e ai Kaiserschmarren e ai tanti piatti di carne, negli ultimi anni si è fatta strada una nuova generazione di produttori e ristoratori che propongono piatti realizzati con ingredienti locali rigorosamente di stagione, come le erbe spontanee, carne da allevamenti sostenibili di montagna (molti della Val Venosta), birra artigianale, grandi vini.
Eccone alcuni. Tra i tanti ristoratori innovativi ci sono Emi e Fabian dell’Eggerhof Schnauzerstube, un’osteria di montagna a Marlengo (Marling) che propone una cucina neo-altoatesina dove la carne suina proviene da maiali allevati direttamente al maso e la carne bovina deriva dal proprio allevamento di razza Highland; sottaceti e conserve sono tutti prodotti artigianalmente da Emi e Fabian.
Christopher Huber, che viene da un’esperienza internazionale ventennale di alta cucina in ristoranti stellati, con il suo locale Blaue Traube di Lagundo (Algund), ricavato da una locanda del XVII secolo, senza inutili formalismi nel servizio, propone a pranzo e a cena piatti con ingredienti di stagione tutti provenienti da piccoli produttori locali.
Tra i panificatori, va segnalato Ivo de Pellegrin che, a Merano, sforna ogni giorno pane al farro “Rotkorn”, pane integrale di segale, pane integrale di farro, focacce. Tutto con gli ingredienti più semplici: farina, acqua, lievito madre; anche gli strumenti che usa sono i più elementari, come forno e impastatrice. Ivo proviene dall’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche in Piemonte, è uno dei rappresentati di Slow Food in Alto Adige, e usa ingredienti antichi per il suo pane, come il Grano Timilla, che è una varietà di grano duro siciliano, e la Secale cereale che un tempo veniva coltivata in Val Venosta.
I Due fratelli Max e Maria Laimer hanno creato a Lana, nel birrificio artigianale di famiglia Pfefferlechner, la birra analcolica “Freedl”. Il mercato si sta orientando sempre di più verso le bevande senza alcol, e i due fratelli Laimer hanno intercettato la domanda creando una birra basata su prodotti locali e una grande artigianalità.
Sempre a Lana e sempre nel campo delle bevande analcoliche, Josef Holzner propone “Sparkling Rocco”, un aperitivo frizzante a base di mele: quale ingrediente è più simbolico dell’Alto Adige? La bevanda è assolutamente naturale, ottenuta dal puro succo di mela con l’aggiunta di anidride carbonica, il tutto senza coloranti, zuccheri aggiunti e conservanti. Rocco, che proviene da una famiglia di imprenditori agricoli, ha frequentato la Scuola superiore agraria ad Ora e San Michele.
Dulcis in fundo, i dolci: René Romen, che ha lavorato in Germania e Gran Bretagna, ha aperto dal 2019 “58 Chocolate” nel cuore di Merano: una micro-fabbrica di cioccolato artigianale, dove il prodotto viene preparato senza additivi, con cacao monorigine colombiano al ginepro, caffè panamense, nocciole piemontesi, zucchero di canna biologico e burro di cacao, il tutto senza emulsionanti e aromi artificiali. Nel laboratorio di René si trovano varietà fondenti e al latte, ogni tavoletta è incartata a mano con un packaging colorato e divertente.
Ma torniamo a Merano e alla sua storia. Negli anni ’70 e ’80 dell’Ottocento, grazie alla nuova Ferrovia del Brennero, l’imperatrice austriaca Sissi fu più volte ospite di Castel Trauttmansdorff, circondato, ieri come oggi, dai suoi Giardini che, nel 2005, hanno ottenuto il titolo dei “Giardini più belli d’Italia”.
Sissi veniva a Merano con la figlia Maria Veleria, fragile di salute, per l’aria salubre e le acque termali che a quel tempo erano fuori città. Il ricordo dell’imperatrice è ancora vivo: a lei sono stati dedicati: il “Parco Elisabetta” sulle rive del fiume Passirio con un monumento che la ritrae con uno sguardo malinconico; il “Sentiero di Sissi” di 11 tappe che, tra giardini e residenze storiche, conduce fino al centro cittadino; una seduta di marmo nei Giardini di Trauttmansdorff chiamata il “Trono di Sissi”.
Gli ospiti illustri di Merano non si contano: da Thomas e Heinrich Mann a Stefan Zweig, da Kafka alla figlia di Freud Anna, da Arthur Schnitzler a Rainer Maria Rilke, da Wagner a Liszt. Nel1874 venne costruito, fra la Passeggiata Lungopassirio e Corso Libertà, l’elegante Kurhaus, simbolo allora come oggi della vita culturale della città. Ai giorni nostri, l’elegante edificio in stile Liberty, ospita numerose manifestazioni, tra queste il “Merano Wine Festival” che si svolge all’inizio di novembre.
L’offerta di Merano come città del benessere si è rinnovata nel 2005 con la costruzione delle Terme Merano progettate da Matteo Thun che, con la loro struttura in vetro, creano una suggestiva continuità fra spazio interno e panorama esterno.
Sarebbe lunghissima la lista dei luoghi naturali intorno a Merano dove coabitano il mondo alpino e quello mediterraneo; fra i tanti va segnalato il Parco Naturale Gruppo di Tessa tra la Val Venosta e la Val Senales a ovest e la Val Passeria a est. Il Parco include le Alpi dell’Ötztal dove fu ritrovata nel 1991 Ötzi, la cosiddetta “Mummia del Similaun”, conservata nel Museo Archeologico dell’Alto Adige a Bolzano. I Comprensori sciistici ed escursionistici sono cinque, nei quali si può praticare ogni tipo di attività sportiva.
La conca di Merano è dominata da Castel Tirolo che dista 8 chilometri dalla città; il maniero, costruito nell’XI secolo è il simbolo del Tirolo italiano: l’intero territorio ha preso il nome dai conti Tirolo che l’abitarono. Al suo interno, ospita il Museo Storico-Culturale della Provincia di Bolzano. Il Castello Trauttmansdorff ospita invece il Museo Provinciale del Turismo (Touriseum) che racconta 250 anni di turismo visto da tutte le angolature.
Gli splendidi Giardini che si estendono per 12 ettari con un laghetto, ospitano in 80 diversi ambienti botanici piante provenienti da tutto il mondo. Le sue aree tematiche sono: i Boschi, il Mondo, i Giardini del Sole, i Paesaggi tipici dell’Alto Adige e i Giardini Acquatici e terrazzati. Anche qui, l’imperatrice Sissi è ricordata con alcuni percorsi. Tra gli animali presenti: pappagalli e conigli.
Merano ospita dal 23 al 26 aprile 2026, tra Piazza Terme e il Parco delle Terme, il “Merano Flower Festival”: la kermesse, festeggiando la primavera, propone figure artistiche floreali e una mostra-mercato sul giardinaggio; sono in programma anche laboratori, workshop e conferenze.
Appuntamenti primaverili come il Festival dei Fiori offrono la conoscenza il territorio di Merano, vediamone altri, tutti segnalati nel sito www.merano-suedtirol.it.
Lana, dall’1 al 3 aprile, ospita la manifestazione “Lana in Fiore”, dedicata ai Meleti, agli Alberi da Frutto, alle Erbe selvatiche. I visitatori potranno degustare prodotti agricoli, andare alla ricerca di erbe selvatiche, scoprire il mondo delle cooperative agricole, visitare masi.
Scena (Schenna), a 5 chilometri da Merano, ospita “Scena in Fiore” durante il mese di aprile e maggio, con appuntamenti eno-gastronomici, concerti, attività culturali e naturalistiche. All’interno di Castel Goyen, il 25 aprile, si svolgerà una “Matinée culinaria” con prodotti del territorio; Castel Schenna, dal 3 al 17 maggio, ospiterà la manifestazione “Vini e Suoni in Primavera”.
Dal 12 aprile al 3 maggio, si svolgono le “Settimane del Dente di Leone” dedicate alla fioritura stagionale del Tarassaco (conosciuto anche come Dente di Leone). Vegetale selvatico usato da secoli come pianta officinale per le sue proprietà terapeutiche, simbolo dell’Alta Val di Non, viene usato con successo anche in cucina; alla manifestazione partecipano numerosi ristoranti che propongono il Tarassaco in svariate ricette.
Settimane dedicate all’uva, al cinguettio degli uccelli, alla Storia, all’artigianato, alle erbe selvatiche, caratterizzano la manifestazione “Risveglio di Primavera”, nella Val Passiria dal 13 al 17 maggio.
Infine Naturno (Naturns) che, il 28 marzo, ospiterà la manifestazione “Festa di Primavera” dedicata alla floricoltura e alle decorazioni da giardino, con musiche e performances.