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di "Batman
e Robin"
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Batman esordisce sul grande schermo nel '66
e riappare nel clima noir voluto da Tim Burton
Cinque pellicole
in trent'anni
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Quarto capitolo di una serie che ha già
portato decine e decine di miliardi nelle casse della casa produttrice,
la Warner, "Batman e Robin" deve confrontarsi con le tre precedenti
pellicole, ma anche con un primo film, girato con scarsi mezzi negli anni
sessanta.
Batman ('66). Pellicola "seminale", fu girata da Leslie
Martinson, sull'onda del successo della omonima serie tv. Molti protagonisti
sono gli stessi del piccolo schermo: Adam West è Bruce Wayne, Burt
Ward è Robin, Burgess Meredith è il Pinguino, Frank Gorshin
è l'Enigmista. Un prodotto artigianale dignitoso e un po' naif.
Batman ('89). Girato dal ragazzo prodigio, visionario e poetico
Tim Burton (reduce dal successo statunitense di "Beetlejuice"),
nel cinquantenario della striscia inventata da Bob Kane, il film è
interpretato da Michael Keaton nel ruolo dell'uomo-pipistrello: "Mi
conquistarono subito i suoi grandi occhi, perfetti per il personaggio",
dichiarò il regista, che difese la scelta anche di fronte alle proteste
degli appassionati del fumetto. E il botteghino gli diede ragione, grazie
allo stesso Keaton e al resto del cast: da Jack Nicholson nel ruolo del
perfido Joker alla vamp Kim Basinger, perfetta nei panni della cronista
Vickie Vale. Pellicola lodata soprattutto per le atmosfere gotiche e noir,
e per il clima oscuro della vicenda sempre temperato dall'ironia. Tra le
"eresie" rispetto al cartoon, l'assenza del fidato compagno Robin.
Batman - il ritorno ('92). Ancora Tim Burton, ancora atmosfere dark
per il sequel della pellicola dell'89, sempre interpretata da Keaton. Cambiano
invece gli altri due personaggi principali: la sensuale, controversa Michelle
Pfeiffer interpreta Catwoman, altro personaggio dalla doppia personalità.
Geniale anche il cattivissimo Pinguino, che finisce per suscitare la pietà
dello spettatore. Secondo molti critici, questa pellicola è uno
dei rari casi in cui il sequel supera, in qualità, il primo (e pur
valido) episodio. Un'acuta esplorazione dei tormenti dell'animo umano,
ma anche un film d'azione in salsa noir.
Batman forever ('95). Cambia il regista - da Burton al più
tradizionale Joel Schumacher - e muta il volto di Batman: dai grandi occhi
neri di Michael Keaton allo sguardo azzurro e sempre imbronciato di Val
Kilmer (bocciato come uomo pipistrello da pubblico e critica). Quanto allo
stile, subisce una vera e propria rivoluzione: addio atmosfere gotiche
e sfumate, ed ecco i colori forti, le esplosioni, il ritmo forsennato.
Tra gli altri protagonisti: l'astro nascente Nicole Kidman nel ruolo di
un'affascinante psicologa, i sue supermalvagi pischedelici Tommy Lee Jones
e Jim Carrey. Altra novità: il ritorno di Robin (Chris 'O Donnell).
(6 settembre 1997)
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Batman
e Robin
George
Clooney
Gli
altri
tre episodi
I cattivi
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